COMPAGNO DI SCUOLA E AMICO Come ricordo Fulvio FARBA - Mario Longo - foto

foto Didascalie: Fulvio Farba con Mariuccia Longo... e i coniugi Gianoni a Gorizia Fulvio Farba con Silvana Vidali Mazzaro Scrivere di un amico non e facile: scrivere di un compagno di studi e di classe nel mondo lontano della nostra giovinezza in una martoriata Terra divenuta madre di un Esilio che sentiremo lino al l'ultimo respiro, riesce motto più difficile. Fulvio era nato a Pola come me. ridente dna delta nostra Istria, dove con l'aria delle nostre pinete e la brezza del mare avevamo imparato ad amore la Patria. I nostri nonni ed i nostri padri, con il loro soffio di vita ci avevano trasmesso l'amore e la fierezza, l'orgoglio e la passione, la gioia e la sensibilità che il Vate Dante raccolse nella terzina di una delle tante similitudini: "... si come a Pola presso del Quarnaro che Italia chiude e suoi termini bagna.. Istituto Tecnico Leonardo da Vinci. sezione ragionieri, professori veri operatori di cultura, pietra angolare di un insegnamento che non e mai stato nozionismo ma viva. intima e sostanziale ricerca di un contatto umano, docenti ricchi di fede italica comunicata in ogni minuto d'insegnamento. Quei giovanetti di allora correvano verso la vita con l'anelito tipico della gioventù, pieni di ardore e di slancio genuino: una corsa fatta di emulazione nei confronti dei fratelli maggiori come avviene in tutte le generazioni. Tanti ricordi di scuola mi uniscono a questo fratello d'esilio: non molti gli scherzi studenteschi e le burle quasi goliardiche ma decisamente pungenti e significative. Nei nostri convegni i "ti la ricordi» si sprecavano e ne ridevamo rivivendo quello stesso giovani le fervore. Ma oggi Farba. l'amico sincero ed affettuoso, non c'e più. Non risentirò la sua voce al telefono quando ne accentuava il tono con il tipico modo del professore di "tedesco....prima vittima dei nostri sfoghi per una materia certamente ostica. Ricordi sempre ed ancora: sua scelta personale e responsabile dell'essere nelle file della Repubblica Sociale Italiana. L'impegno preciso. coerente e solenne di italico amore per la nostra Patria Italiana in quell'anno 1946 sui banchi di quella scuola che era fucina di vita e di coraggio. I rischi continui di essere presi nel giro di quella che oggi, con un cinico eufemismo si chiama "pulizia etnica.. Il pericolo costante cui esponevamo le nostre stesse vice perché a giovani diciottenni non si più chiedere di fermarsi quando bruciano le ultime speranze di fierezza e di orgoglio. Infine l'esodo tremendo, il calvario liberamente scelto per restare italiani: un esilio che è stata Ia vergogna dell'Italia ufficiale. Una croce indimenticabile che ha violentato le singole storie di 350.000 italiani e la civiltà di un popolo intero. un dolore che ci ha maturato facendoci di venire Uomini innanzi tempo. Fulvio era una persona schiva e riservata lontana dal clamore del momento. Aveva sposato una concittadina uno dei pochi fortunati) perché la sua compagna poteva capirlo e sostenerlo nel momenti di malinconia. Uomo serio e volitivo dopo diversi anni passati a Gorizia presso il Comitato Provinciale dell'Anvgd, si impiegava presso un Istituto bancario di Milano che lasciava nel 1963 per assumere l'incarico di Direttore in una importante society del mobile, consociata ad un'altra dello stesso settore specializzata nell'esportazione. Andava in pensione nel 1987 per godersi da nonno gli ozi di Monza! Ma Fulvio non era tipo da rimanere fermo. Una grande passione si era fatto strada nel suo cuore: la storia ed il giornalismo. Fedele e coerente e sempre riuscito a scrivere in maniera obiettiva su argomenti certamente non facili. che toccavano anche nostro dramma e la nostra tragedia. con uno spessore di particolari che denotavano una profonda conoscenza ed uno studio altamente documentato e qualificante. Ogni suo articolo era una pagina di storia esposta in modo cosi chiaro e perfetto che sembrava di viverla come se ci trovassimo coinvolti in quello stesso periodo di tempo e nelle medesime circostanze. Nella sua vita mi ha insegnato a dare come italiano sempre tutto senza mai nulla chiedere. L'Italia none un'espressione geografica (come con dileggio ebbe a dire qualche ipocrita in modo qualunquistico). Questa nostra Patria e rimane la culla della civiltà, la Terra di un patrimonio artistico che va dalla letteratura alla scultura. dalla pittura alla poesia. dalla musica all'Amore, dal diritto alla Fede. Fulvio amico mio. compagno di classe mio e di mia moglie (perchè anch'io ho avuto la fortuna di sposare una concittadina) ci ha lasciato una lezione di signorilità. di dignità, di fermezza,di intelligenze di modestia. Non ho mai sentito parlare in prima persona, mai un suo ...io; non sopportava i vili, gli ipocriti ed i traditori: era sempre pronto ad affrontare a testa alta sacrifici e situazioni sfavorevoli senza accettare compromessi. Grazie ancora perchè ogni tua battuta ed ogni tuo sguardo erano più eloquenti di tante vuote parole e retorici discorsi pomposi. Ciao Fulvio. il Signore accolga la tua anima nella Sua sublime misericordia. un'anima buona fortificata da un triste esilio. Ci alziamo in piedi alla fine di questa ultima lezione. al suono del «finisco. come si usava ai nostri tempi e ti ripetiamo grazie! Nella Casa del Padre Celeste continueremo a... ciacolar! Mi unisco, assieme a mia moglie, ancora al dolore della madre. della moglie, dei figli e dei parenti tutti per la perdita del caro congiunto nella certezza che l'amore di Fulvio vegliera da lassù col suo sorriso. Mario Longo

Dal numero 2870

del 11/02/1995

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