LACRIME D'ESILIO - foto

Michele Nardo - foto NELLE prime ore di venerdì 2 aprile u.s. è deceduto, all'età di 78 anni, Michele Nardo, ufficiale della Marina Militare a riposo. La sua vita è stata interamente dedicata alla Patria cd alla famiglia, Padre esempi, ha saputo infondere ai 4 figli l'amore e la dedizione più assoluta ai valori della Patria. Giovanissimo, si era arruolato volontario nell'allora Corpo Reale Equipaggi Marittimi, scegliendo la specializzazione dei Servizi nautici. Dalla Campagna di Libia del 1912 alla prima guerra mondiale ed a quella più recente del '40-45 è sempre stato al suo posto di .mhattimento meritandosi la stima e la fiducia dei suoi superiori e dando nello stesso tempo esempio ai suoi subalterni. Nel 1941, trovandosi in servizio al Comando Marina di Massaua in Africa Orientale, cadde prigioniero degli inglesi ed inviato in un campo di concentramento dell'India. Poi. die le sue condizioni di salute erano allarmanti in quanto colpito da violenta nefrite, in seguito ad uno scambio di prigionieri, fu inviato in Italia nell'aprile del 1943. Dopo un breve periodo di .convalescenza, quando tra già pron. lo a prendere il Comando della P Squadriglia Dragaggio di Ancona, arrivò 1'8 settembre. Conosciuto conte espertissimo e vero lupo di mare, i tedeschi vollero assicurarsi i suoi preziosi servizi al Comando Marina a Pola. Con fermezza pari al suo carattere rifiutò ogni collaborazione che gli costò però il trasferimdtto al carcere Coroneo di Trieste. La line della guerra lo trovò in condizioni fisiche pietose, ma ancora vivo. Poichè però si approssimava l'esodo dalla città, abbandonò Pola con tutta la famiglia a bordo del «Toscana» nel febbraio del 1947 statoilendosi in un primo tempo a Padova. Purtroppo incominciò a soffrire per lo sgretolarsi della famiglia. Infatti il primogenito dott. Clemente unitamente al fratello Italo, si trasferi negli Stati Uniti e pmeisamente a Chicago dove tuttora risiedono (ricordiamo l'allora rag. Clemente Nardo facente parte del CLN di Pola), il figlio Giulio si trasferì a Napoli, mentre il terzogenito si statoilì a Monfalcone (dove fu per 8 anni consigliere comunale e capo. gruppo consiliare della D..). Finalmente nel 1958 si riunì alla famiglia del figlio rag. Giovanni a Monfalcone, ma disgraziatamente quest'ultimo fu trasferito per ragioni di lavoro dalla Solvay di Monlalcone alla consorella Soc. Chimica dell'Aniene di Ferrara, all'inizio del 1959. Fra le ultime volontà dell'estinto, una merita particolare rilievo in quanto dimostra l'attaccamento alla Patria ed alla Marina Militare: indossare la sua ultima uniforme etili. tare ed essere accompagnato all'ultima dimora da quattro marinai in rappresentanza di quei tanti che egli ha sempre amato come suoi figli. Larghissima è stata la partecipazione ai funerali svoltisi la mattina del 4 apri,. In testa un carro funebre che portava innumerevoli cotone di fiori. La cassa era portata a spalla da 4 marinai della Marina Militare, affiancati da loto colleghi. Seguivano il feretro il nipotino Fulvio, il prediletto del nonno, e poi i familiari e parenti. Notati tra i Presenti il sindaco cav. Romani, l'ex sindaco Pacor, il cap. lori della Capitaneria', di Porto di Monfalcone con ufficiali e sottufficiali, il prof. Orlini dell'ANVGD, il sig. Perazzi della direzione della D.C. di Monfalcone, numerosissimi colleghi di lavoro del figlio rag. Giovanni sia della Solvay di Monfalcone che della Sec. Chimica dell'Aniene di Ferrara. Le esequie sono state officiate da don Ferdinando Tonar, parroco del Ss. Redentore, rione in cui abitava l'estinto. Una lunghissima fila di macchine ha accompagnato il feretro dalla chiesetta del Rosario al cimitero civile di via XXIV maggio. Dall'ingresso di questo alla tomba, lungo il viale, i marinai hanno ripreso sulle loro spalle la cassa di lucido legno scuro sulla quale con i fiori della moglie Antonietta vi era il berretto di ufficiale dell'estinto. Quando la ....sa è stata calata nella tomba, ufficiali e marinai si sono irrigiditi nel saluto militare. Sentite condoglianze alla moglie ed ai figli, in particolare all'amico Giovanni, cui siamo affettuosamente vicini in questa cosi triste circostanza. Rita De Vescovi A Vittorio Vendo, il giorno li aprile è deceduta la signorina Rita De Vescovi, insegnante elementare pensionata. Aveva 62 anni ed era nata a Rovigno d'Istria. Per anni insegnò nella sua città natale dove fu ben voluta ci, tutti, specialmente per i suoi sentimenti di amor patrio. Di .miglia prettamente irredentista, di combattenti. donna .1; elette virtù, subito dopo lo esodo, nel 1946 si stabili a Vittorio Veneto, dove insegnò fino a qualche anno fa, stimata da tutti per le sue qualità d'insegnante, per i suoi sentimenti cristiani e italiani. Alle esequie sono intervenute autorità, dirigenti scolastici, il dott. Raimondi, presidente del Comitato provinciale di Treviso dell'ANVGD con una rappresentanza della Gioventù Adriatica, gruppi di scolari guidati da insegnanti, ne,. rose colleghe e colleghi della cara estinta, esuli del Mandamento, ex combattenti, oltre alla larga partecipazitme ili cinici, vicini e cittadinanza. L'ANVGD e L'Arena rinnovano le più commosse condoglianze., alla addolorata sorella Francesca, al fratello tzn. col. Francesco con la moglie Giovanna, al fratello dott. Si-morte con la mo,nie Romana, al nipote cap. Livio con la moglie Flavia, ai nipoti don. Claudio, Ennio e Sergio ed ai cugini tutti. Pierina Gobbo, vedova del compianto maestro Zefirino Pisoni, è deceduta a Trieste il 13 aprile. Ai figli Italo e Lidia ed agli altri congiunti tutti, la SOME albonese e L'Arena porgono le più sentite ed affettuose condoglianze. Il Jadera» deva commosso e reverende pensiero alla memoria di: Romeo Valles, Armando Sala e Andrea Ossoinack, e rinnova i sensi del fraterno cordoglio alle famiglie, mentre attesta alla co numi. Fiumana la dalmati. la solidarietà

Dal numero 1471

del 04/05/1965

pagina 4