NEL VENTENNALE DELL'ESODO Rievocati in Ancona i viaggi del Toscana -foto

Didascalia: Don Felice continua il suo affettuoso vagabondare tra le comunità degli esuli portando il conforto della parola consolatrice ed il ristoro della Fede Il ministro dell'Interno, On. Paolo Emilio Taviani, in visita alle istituzioni dell'Opera Sempre nel limite d'un preciso debito di riconoscenza per quanto ha fatto la consorella Ancona per i nostri profughi, durante i tre sbarchi dalla nave Toscana, la preannunciata manifestazione ha incontrato il suo entusiastico ed incontrastato successo. Detto programma è stato varato e preparato con tutti i suoi particolari da lontano, per lettera, senza un vero comitato, ma piuttosto da una eletta schiera volonterosa e solerte d'insegnanti tutte di , la. Prima, più che presidente, la maestra Romana Tiengo Buccini. con le sorelle Poiani, Marinoni Paola, Torresi e la signorina Rosta Uzzetta, colmando anche con tanta delicatezza ogni vuoto. Dunque dopo un commovente incontro alle soglie della chiesa di S. Francesco, non senza qualche furtiva lacrima, il numeroso gruppo dei nostri convenuti da vicino e da lontano si è raccolto come una suggestiva corona intorno all'imponente monumento eretto ai Martiri Fiumana. Erano rappresentate tutte le autorità: per l'ammiraglia il capitano di fregata Arrigo Robba con la consorte, la signora Pettinelli di Pola; il tenente Luciano Pilepich di Fiume con la consorte di Cherso; le crocerossine, i vigili del fuoco, insieme alle associazioni tutte che si prestarono in quei giorni dolorosi. Abbiamo visto i coniugi Ghidoni di Pesato, le famiglie Marinoni di Macerata, il maestro Manzin con la consorte, ed altri e tantissimi, di cui ci sfugge il nome. Don Felice ben contento d'accedere all'altare, sul quale (dopo la benedizione ufficiale impartita dal compianto arcivescovo di Ancona mons. Bignamini e dall'arcivescovo Carrozzo) vi celebri, per primo, la Messa, rivolgendo durante il Vangelo parole di compiacimento ai promotori dell'insigne opera, presente tra gli altri il dott. Carlo Descovich. Messa questa di domenica, detta in suffragio di tutti i nastri defunti, Caduti, infoibati e deportati senza ritorno, invocando poi al Vangelo la protezione non solo dei Martiri Fiumani, ma di tutti i nostri Patroni Martiri, proprio per un popolo martire, leggendo poi a fine Massa la preghiera al Crocefisso miracoloso di Fiume, implorando la benedizione della Madonna di Tersatto - Loreto, come della Madonna del mare di Pola. Finito il sacro rito, tutti i presenti si sono raccolti nel. l'elegante teatro dei Minori i Conventuali, presente anche il loro provinciale Padre Aldo Niccolini. li tavolo era coperto dalla bandiera giallo-verde di Fola; qualcuno ha lamentato la mancanza della croce; non c'era che da rispondere: la portiamo nel cuore. Ancora don Felice, premesso un cordiale saluto alle autorità e rappresentanze di quanti si prodigarono in quelle dolorose contingenze, più un caloroso ringraziamento alle bravissime promotrici della cerimonia commemorativa, rievocò, come teste immediato e un po' anche il protagonista, il primo commovente ingresso del Toscana nel porto, col grave carico di dolore di 2210 profughi, salutato dalle sirene di tutte le navi, presenti 25 mila cittadini con tutte le autorità: il compianto mons. Bignamini, ch'ebbe tanta parte in quei tristi frangenti, come il prefetto d'allora doti. Carta, che rispose al discorso di don Felice, cappellano della nave, con un improvvisato benvenuto ai nuovi cittadini, quasi primo fraterno abbraccio della sorella Ancona, seguito poi dal generoso assalto alla nave, che fu in breve svuotata e sistemata poi la folta schiera dei nuovi venuti. Accennò poi lo stesso oratore agli ulteriori sbarchi del 26 febbraio e dell'ultimo, del 15 marzo, ripetendosi da parte d'Ancona la stessa affettuosa accoglienza. Dolorosa riesce la mancanza del valoroso Leopoldo Caro, comandante del Toscana, che nei due mesi, durante le venti traversate, con sette sbarchi a Venezia e tre ad Ancona, dirigendo con intelletto ed amore, in un ambiente così dolorante per non dire quasi disperato, ha saputo col suo dinamico equipaggio, sormontare ogni difficoltà. Ricordiamo che ogni sua ricerca è risultata finora vana. Con questo cenno, l'oratore terminò, attentamente ascoltato, la sua commossa narrazione. Un breve saluto finale a tetri aggiunse anche con indovinate parole il maestro Manzin. Seguì poi, al ristorante alla Fiera della pesca, fil pranzo sociale. Come in finale indovinata, un'ultima bicchierata nel vetusto castello, fuori Ancona, della famiglia Pazzaglia di Zara. Vogliamo infine ricordare la generosità dei dott. Franco e Olga Nuzzi di Pola, la gentile ospitalità delle sorelle Poiani, delle famiglie Bino e Nella Zucca, Gelmi, Camponi, Puja di Pesaro, tutti di Pola. Un riverente grazie ai Padri Conventuali di S. Francesco alle Scale che concorsero tanto bene al nostro indimenticabile ancora fraterno convegno. La commemorazione a Venezia del ventennale dell'esodo fissata in un primo tempo al 17 settembre, è stata rinviata al 15 ottobre, sempre ai frari.

Dal numero 1588

del 12/09/1967

pagina 3