Didascalia: La cerimonia in ricordo della strage di Vergarolla. Il coro con in primo piano il cippo dedicato alle vittime
Vergarolla non si dimentica. Le vittime dell'esplosione di Vergarolla. — uomini, donne, bambini, anziani, famiglie intere - sono state ricordate a Pola., domenica 17 agosto. La tragedia di quel funesto 18 agosto 1946, elle provocò un centinaio di morti ed ancora più numerosi feriti, convince i polesani della necessità dell'esodo, quale unica garanzia di sopravvivenza. Sia alla S. Messa in Duomo, celebrate da Don Desiderio Staver, sia alla. successiva deposizione di corone al Cippo che ricorcda questi nostri morti ha presenziato una nutrita folla di concittadini venuti dall'Italia -tra cui la moglie
Dr. Micheletti - e della locale Comunità degli italiani. Alla cerimonia, che sta. ogni anno di più assumendo una veste istituzionale, hanno presenziato esponenti della Municipalità polese, della Regime Istria, dell'Unione italiana, del "Libero Comune di Pola in Esilio", della "Famiglia polesana" e del Circolo "Istria" di Trieste, quest' ultimo anni addietro promotore della sistemazione del cippo commemorativo in prossimità del Duomo. Nei loro interventi, sia il Gen. Mazzaroli, presidente dei polesani in esilio, sia il Dr. Dorigo, presidente del Circolo "Istria", hanno affermato clue, se la tragedia di Vergarolla si colloca nella menioria collettiva come un inequivocabile momento di divisione, il Cippo the ne ricorda le vittime puà proporsi come punto d'incontro di un percorso ancora difficile di riconciliazione ma che deve essere affrontato.
11 Vice sindaco di Pola, Prof. Persi, ha nella sua allocuzione affermato che "i responsabili di una delle più grandi tragedie che Pola abbia mai conosciuto, non sono mai stati scoperti". Prendendo spunto da quanto precede, e stata lanciata l'idea di completare, prossimo anno, la cerimonia. con una tavola rotonda per cercare di porre un punto fermo circa le responsabilità. della. tragedia di Vergarolla. E' un'ipotesi sulla quale si cercherà, di lavorare nei prossimi 12 mesi.
Affidiamo alla lettera con cui la Sig.ra Mionetta. Frattoni, allora ragazza, il 28 agosto 1946 informava dell'accaduto l'amica coetanea, già allontanatasi da Pola, Sig.ra Lucia Aiello - che ringraziamo per avercela messa a disposizione - il ricordo di quella tragica giornata di 57 anni fa.
LA REDAZIONE
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"... il giorno dell'esplosione, domenica, siccome a Vergarolla c'eranoo le gare di nuoto, dovevamo andare la poi, all'ultimo momento, abbiamo cambiato idea e siamo andati dalle parti di Verodella sotto un forte; non ci andremo più però, perché anche li c'e abbondanza di esplosivi. Alle due abbiamo sentito un grandissimo scoppio e le rocce hanno tremato; noi abbiamo riso dicendo sari qualche mina.
Quindi siamo tornati a casa, normalmente, verso le nove. Ho trovato tutta la casa in subbuglio; mio papa era gia andato all'ospedale dove c'erano gia i morti ed i feriti che trasportavano continuamente con i camion. La radio non faceva che dire che, se non si dovevano tornare i familiari, bisognava avvertire la questura e tutti erano perciò preoccupatissimi. Erano scoppiate 32 mine non propriamente a Vergarolla ma vicino at moletto posto poco distante, dove una volta i borghesi non potevano andare. Ma queste mine non potevano esplodere senza qualcuno che desse fuoco e questo qualcuno c'e stato.
Sembra incredibile che ci siano dei manigoldi cosi grandi da far morire in un attimo tanti innocenti. Naturalmente, a quanto risulta, questo tale ha tagliato la corda: figurati che la Sovrintendenza di Polizia ne dava i connotati e l'invitava a presentarsi. La stessa 'Arena" ha scritto un lungo articolo sull'argomento, meravigliandosi che ora i delinquenti siano "invitati" ad andare alla polizia. Sono rimaste uccise 70 persone, moltissime ferite gravemente. Moltissimi non sono stati identificati perché orrendamente sfigurati e mancanti di testa o braccia o gambe(c'erano pezzi di mani, piedi e brandelli di vestiti insieme a carne sin sugli alberi della pineta).
Di altri non si sono neanche trovati i cadaveri, per quanto anche i giorni seguenti si siano fatte pesche di cadaveri in mare. Puoi immaginare l’orrore, l'indignazione e il dolore di tutte la città in quei giorni. Subito sono stati chiusi i locali pubblici, caffe e cinema unici si sono distinti gli inglesi con il tenere aperto il loro cinema Savoy (ex Umberto). Anche se crepiamo tutti, loro se ne fregano altamente. Però hanno messo a disposizione i camion per i funerali! Nella Cappella dell’ospedale avvennero scene strazianti di madri che fra i miseri resti, frattaglie umane in un lago di sangue, cercavano i propri figli. Il dr Micheletti ha perduto i due figli e il fratello della moglie che erano in barca. La mamma ha trovato Carletto, che era il più grande e ha invano cercato tutto il lunedi, fra mani, gambe e torsi, per vedere se poteva combinare insieme l'altro figlio Renzo. I1 dottore e stato grandemente elogiato da tutti,perche quando gli venne data la notizia tornò ad operare sino a tarda sera gli Infiniti feriti, dicendo che quello era il suo dovere.
Martedi funerali delle vittime so 20 camion coperti di fiori. I1 Vescovo ha fatto messa davanti alla cappella frà due interminabili file di bare; poi ha parlato commosso, mentre tutti piangevano e poi, caricate le bare sui camion, si senti sul prato della cappella un pianto unico di tutte le madri, mogli e parenti dei morti: come un urlo continuo che mi sembra ancore di avere nelle orecchie. Neanche coi bombardamenti abbiamo avuto tanto dolore: vedere 70 bare, una dopo l’altra, tutte di gente giovane o quasi, intere famiglie distrutte. Oggi è toccato a loro, domani forse toccherà a noi, perche per Pola non è venuta la pace. Nel maggio 1945 anzi sembra che le disgrazie si accaniscono contro di lei e ne vogliano uccidere tutti i figli migliori; Dei miei amici e conoscenti non è morto quasi nessuno.
Ti ricordi di Liliana Marini? E' morta e non hanno trovato nemmeno il cadavere. Ti ricordi Lucia che quando c'erano i bombardamenti eravamo sempre insieme e sempre in posti pericolosi? Ora
mi fa strano che tu non sia stata qui con noi e che io debba raccontarti le sventure della nostra cara Pola. ... . "