Didascalie:
Al gran convivio all'Antica Postumia a Vedelago dei 470 partecipanti at raduno di Treviso degli esuli di Pola
Guglielmo Belli e Nino Mattioli
Graziano Udovisi al raduno di Treviso
Marietto Scattaro e Aligi Vidris a Treviso
Onorina Biasoni e Ida Callegarini Sarmientos
All'assemblea a Treviso del Libero Comune dl Pola In esilio
Alla celebrazione della messa làe vicesindaco del Libero Comune di Pola in esilio, Il gen. Santini comandante del Presidio militare, il Sindaco di Treviso avv. Pavan e il prefetto doff. Ceccherini
Finalmente, valigia anche per il XXXVI raduno dei Polesani, a Treviso. Carico il solito minibaule sulla «mulata de fuego., e già venerdi 29 maggio, scendo al «Fogher. albergo della cittb veneta. Subito mi contatta l'amico Mario Longo, e pranzo da lui, a 100 metri dall'albergo, dove mi ha preceduto il carissimo Carletto Giosio. La Mariuccia, col sorriso di sempre, ci ammannisce un buon pranzetto e, tutti insieme, anneghiamo nelle ciacole. In albergo, poi, troviamo altri patiti del «giorno prima.: Berto Todesco, Mario Bazzarini, Mario Ive (per dovere d'ufficio), Tonin Bilucaglia. Non manta l'amico Angelo Farad, che stavolta gioca in Casa; arriva anche Bernardo Gissi e consorte, l'Armida Brezza ed altri radunisti, mentre fuori piove. Del magnifico tempo delle ultime settimane, si e persa anche la traccia.
II sabato, poi, e subito festa; continuano ad affluire i nostri concittadini: la prof. Def ranceschi, col fratello Livia, Giudice, Bruna e MarieIla Dessardo (mi in-chino alla bellezza!), be Valassi (cartoleria), i milanesi, capitanati dall'Anna Borsi de Simone, pimpante e sempre tanto cara, poi Livia Horn, Enzo e Ondina Faraò -da Montecatini - spie pagate di Bri Bri, col quale Enzo divide molti pomeriggi festivi di orge e sgavazzamenti, e Angelica Farad. Giungono anche Aligi e Merà Vidris: e una gioia riabbracciarli e parlare dei nostri can d'oltre ocean. Dal-la Scozia e qui anche Marina Cavalieri Hill, senza il simpatico e dinamico consorte, mi digo che el sparagna. Rivedo Fulvio Farba, col quale, poi, divideremo qualche allegra oretta. Fra i triestini di Bruno Selovin, attendati in Pieve di Soligo, trovo Rino e Mario Tagliapietra, con le mogli e, dopo una vita, Emilio Golia, mio vicino di casa, a Pola, che mi risveglia tanti ricordi e nostalgic, con una punta di commozione. Saluto nostro bravo direttore, con la gentile Consorte (che la sara anche stufa de gaàer l'Arena per pranzo e per sena, sora e soto i leti, e in ogni canton de la casa), ed altri ancora, come Giordano Piccoli.
Nel pomeriggio, sempre del sabato, riunione del Consiglio del Libero Comune di Pola in Esilio, alla presenza di un buon numero di concittadini, compresi i mestrini Livia Sebeglia e Roma Carbonetti. Erminio Zuliani fa l'appello dei Consiglieri presenti; Luciano Luciani strive e strive, dopo che Mario làe, in funzione di Vicesindaco apre i lavori. Prendono via via la parola: Roberto Giorgini (ristrutturazione dei nostri sodalizi), Bruno Selovin (argomenti vari e scuola italiana di Pola), Licia Micovillovich (grintosa col suo «largo ai giovani.), Aldo Vallini (smentita sugli approcci d'oltreconfine e difesa della mularia), Alvaro Soppa (ala dura della diaspora, o meglio, intransigente), Marina Rangan (un po' di polemica), Anteo Lenzoni (mantenimento dell'unione dei polesani), Lidia Cinco (dentin avvelenato), Nuccio La Perna (approcci della malaria, a Pola), il nostro direttore (con decisione improvvisa, per fatto personale e con riferimenti a dichiarazioni non gradite), ancora Aldo Vallini (replica a La Perna, per puntualizzare il proprio punto di vista), e infine Bernardo Gissi, con un sermoncino di buon senso. Si decide, quindi, per il Raduno del prossimo anno: si parla del-la Versilia; vedrò di dare una mano, con l'intento di riunire, possibilmente, tutti i partecipanti, in un solo albergo, per esempio a Viareggio, senza dispersioni, fonti sempre di malcontento generale. Termina la seduta e partenza all'americana per la preventivata cena del sabato. Naturalmente, per quanti hanno trovato posto al «Fogher., gli altri nisba. Ciacole e pettegolezzi a iosa, e arrivederci al l'indomani.
La giornata di domenica 31, e guastata dalla pioggia, per la parte cerimoniale da svolgere all'aperto. Alle 9 , Santa Messa in S. Maria Ausiliatrice. In albergo si sta riunendo gente, per dirigere sul ristorante di Vedelago, ad una ventina di chilometri da Treviso: Loris Tanzella, Meni Fabretto, Giordano Piccoli, che oggi ha portato anche l'Elide, Mario e Angelina Opassich (quest'anno ci siamo trascurati; dovremo rifarci all'Apocalisse). Io riprendo un po' tutti con la telecamera e, davanti al ristorante, mi colpiscono le fattezze di Maria e Cice Madrussan, dimagrite (I) nelle inlenzioni, poi Dino e Maria Funcis, Rinaldo e Di Iva Maàer, che addocchia subito il distintivo del «Morosinin sul mio blazer Fulvio e Livia Schia vuzzi, Zoe Bacicchi, Silvana Mazzaro e Nives Saitti Cardone, del Comitato di Treviso, la Fulvia Mattioli e, finalmente, dopo oltre cinquant'anni, Nino Mattioli, che ho trastullato infante. Ed altri, ed altri, non posso e non so rammentare tutti i nomi, anche se domani, o dopo, mi verranno in mente. Chiedo perdono a quanti non troveranno il loro nome, sperando che qualche anima buona invii a De Simone l'elenco dei pia o me-no 470 partecipanti.
Lunghe tavolate, preparate impeccabilmente, ci accolgono,dopo aver sorseggiato gli aperitivi all'aperto. In qualche modo, con non poca fatica, i camerieri si destreggiano a servire, fra i polesani in agitazione, come anguille, col moto perpetuo, fra un tavolo e l'altro, per salutare, abbracciare,scherzare, ridere a creare confusione. Dal microfono «presidenzialev piovono tiritere varie, avvisi, raccomandazioni, nonche i saluti agli amici, che hanno aff rontato lunghi viaggi, dagli USA, dall'Australia, dalla Scozia, dalla Sardegna, dalla Sicilia e dai pun-ti pia lontani dello Stivale. Siccome Taranto e qui, dietro I'angolo, nessuno menziona l'amico Grande Invalido Carlo Giosio, sempre presente ai Raduni, come all'Apocalisse, malgrado la gravissima mutilazione. Io continuo a riprendere gruppi e persone, a dritta e a sinistra,già pensando a quelle che fare in ottobre, all'Apocalisse, il Signore permettendo. In zona Cesarini, arrivano i Paparel la, da Rovigo, e Bruno Fonda, che mi regala la videocassetta «Pola addio! nostro angolo di tavolo, comprende il plotone dei FaraO: Angelo e l'elegantissima Lisi, Enzo e Ondina, con una parente, In dolce Angelica; poi Aligi e la Mery Vidris, la Marina Cavalieri Hill,
Carletto Giosio ed il sottoscritto, poi qualcun altro che, al solito, rammento fisicamente, ma non ne ricordo il nome. Cire attacca «la farfalla. e «la Svissera., come nelle migliori tradizioni apocalittiche, fra il sollazzo generale (a proposito, non ho visto Gino Solazzo), poi, all'improvviso, l'Ada Merni Morico, parte col « Nabucco., lasciando come un baccalà, chi era stato sollecitato a dirigerlo, per cui Cire, poco dopo lo riPete. Come per tutte le cose, si arriva at termine: i saluti, gli arrivederci, gli abbracci si sprecano, ed ancora una volta si ha un senso di dispiacere per questa novella separazione.
Naturalmente, c'e un dopocena, in albergo, col consueto trattenimento barzellettistico di Mario Longo e di qualche altro. E tutto un ridere, in questa spassosissima coda al raduno, apprezzata da tutti, ma specialmente da Mery, che lo proclama a gran voce, prima di salutarci, con Aligi, date be partenze dell'indomani. Commossi, neanche a dirlo. I let-ti accolgono, dopo una giornata cosi densa di emozioni, le nostre stanche membra.
Lunedi 1 o giugno, dopo salutata la prof. Benedetti, che se ne va col marito, si desina, ancora dai Longo che, oltre ad intrattenerci simpaticamente a nostalcicamente, organizzano, per la sera, la cena «delle greche.', in un ameno locale, appena fuori club. Intorno al tavolo rettangolare, Mario Longo, con ai lati, Armida Brezza e Lisi Fara6 (con una camicetta marinara in mio onore); fra questa e Mariuccia Longo, io, che ho di fronte la Silvana Mazzaro che da la destra ad Angelo Faraò, il quale fa angolo con Carletto Giosio. Come per la famosa tavolata di don Rodrigo, chi sa ricostruire le posizione ni? In patio, una luganiga de cren. Al termine, ancora una sosta nella hall dell'hotel, per gli addii, e prima di mezzanotte, tutti a nanna. Ancora una volta, martedi, siamo dai Longo, a mezzodi. Stavolta ci hanno proprio fatto ... pensione, ma abbiamo sentito tutto calore della loro amicizia sincera e della loro generosità. Grazie, Mariuccia, grazie, Mario! Ed un grazie di cuore, anche alla Claudia che, silenziosamente, ha aiutato la mamma e sopportato le ciacole di tre vecchi mammalucchi nostalgici.
Con una cena a due, in albergo, ed un breve incontro dopo cena, ancora coi nostri amici, ha termine, per tutti, la sera del 2 giugno, anche questo XXXVI raduno dei polesani. Soddisfatti tutti? Non proprio al cento per cento. II solerte Comitato di Treviso, si è prodigato altre ogni limite, per organizzare ogni cosa al meglio, ma, data la capienza degli alberghi e dei ristoranti, brillanti per scarsezza di ricettività, none stato possibile evitare una certa dispersione, che ha ridotto a poca cosa molti incontri, per forza maggiore fugaci, con amici e conoscenti. Gruppi sparsi qua e la, chi in alberghi cittadini, chi - come i triestini - ad una trentina di chilometri da Treviso, cosicché a mancata la partecipazione corale ai trattenimenti del sabato. Meglio alla domenica, che ha visto tutta la congrega riunita nel bel ristorante di Vedelago. Per quanto riguarda il futuro, dovrà essere cura degli organizzatori, fare in modo che il maggior numero dei partecipanti, se non proprio tutti, possa alloggiare nel medesimo albergo, col fine di stare assieme il più a lungo possibile, essendo in fondo questo, il vero scopo delle nostre riunioni annuali. L'Apocalisse, sia pure in proporzioni diverse, insegna!
Guglielmo Belli