Didascalia:
Da una carta politica dell'Europa al tempo del viaggio (Ed. Onkel, 1st. Geogr. Vienna, F. Hiederich aut. - Dz. M. Stenta trad.); nel mare Adriatico le uniche indicazioni sono quelle di Trieste, Fiume, Venezia, Ancona e Brindisi
Pubblichiamo il diario di un ragazzo fiumano di 10 anni scritto nel 1874. E il resoconto di un viaggio per mare da Fiume a Bari quindi a Venezia, Trieste e Fiume. Lo scritto presenta diversi errori di ortografia e di grammatica, ma é cosi semplice, schietto e vivo da sembrare un vera reportage sul periplo dell'Adriatico. E un documento di vita e di costume delle genti giuliane del tempo e per questo to pubblichiamo e lasciamo nella sua integrante vi abbiamo aggiunto qualche breve nota tra parentesi per facilitare la lettura, mancando quasi del tutto la punteggiatura. 11 giovane autore e Giuseppe Cosulich, figlio di Giovanni, capitano e armatore di Fiume; il padre per premiarlo del buon esito dell'anno scolastico lo prende con se sul vapore Liburno nel viaggio che ora potrete seguire. [Mario Zanini)
Prima parte
4 agosto (martedi)
Cadendo il tempo della vacanza del mio IV anno di scuola ho la fortuna di essere invitato dal mio caro Papa che comanda il vapore Austro-Ungarico Liburno a fare un viaggio seco lui da Fiume per Bari nella Puglia, indi Venezia e Trieste e ritorno a Fiume; con quale piacere io accettai l'invito la mia lingua non puó spiegarlo: il mio giovane cuore fu inebriato di gioia ed aspettavo il giorno felice della partenza e questo fu il 4 agosto 1874. (L'anno scolastico allora terminava i131 luglio ed aveva inizio ai primi di settembre).
Alle 6 del mattino fui chiamato ad alzarmi da letto e subito balzai senza far colazione presi congedo dalla mia cara Mamma e dalle sorelle che mi lasciavano per la prima volta dalle lots braccia. Io non osservavo la pena che la mia cara Mamma provava net lasciarmi perché la mia eta non mi permetteva ancora di interessarmi delle cure dei miei genitori a mio vantaggio; mi gettai nelle braccia del mio caro papa e partii da casa con Lui.
Alle 7 a.m. si parti col Liburno e si and6 alla Fonderia ove venne a bordo il Sigr. Vitech che osservava se la nostra macchina e in tutto ordine, e dopo due ore di esperimenti avendola trovata perfetta si parti dalla Fonderia e da Fiume dirigendo verso la bocca grande. Vidi Volosca, Moschenizze (Moschiena), Bersez (Bersezio), lo scoglio Galliola (qui si incaglià tl sottomarino di Nazario Sauro), bel monte di Ossero, Ciunski, Lussin, Sansego, Unie e tutte le adiacenti Isole che Papa mi fece osservare con quella premura ed attenzione che im padre solamente pub esercitare col sue) proprio figlio. Vidi l'isola di Premuda (Qui Luigi Rizzo il 10 giugno 1918 affronth la flotta austriaca affondando la corazzata S. Stefano) della quale si passe) a poca distanza; indi la grande lanterna della punta bianca dalla quale si prese partenza e si giro la prova, come mi disse Papa, verso lo scoglio Sant'Andrea che si passe) alle 3 p.m.
lo andai a letto e dormii saporitamente perché il mare era tranquillissimo e non vi era a bordo che il rumore solito della macchina, che in breve tempo io fMii per non sentire.
5 agosto (mercoledi)
Alle 6 mi alzai e Papa mi fece osservare l'Isola di San-Andrea, l'Isola Lissa, poi l'Isola Pelagosa, indi il monte Gargano e tutta la costa d'Italia che vidi con piacere la prima volta. Anche oggi il mare era quieto come ieri ed il battello non fa nessunissimo moto fuorché quello progressivo di 8 o 9 miglia per ora. Qui e la si osserva in di-stanza bastimenti e trabaccoli in calma e noi siamo fortunate perché avanziamo sempre il cammino e quello che si vede da prova in poco tempo sparisce da poppa. Quanto e Bello il mare in calma! e come pare si unisce all'orizzonte col cielo; io che non avevo veduto ancora questa apparizione era stupito e Papa me ne fece la definizione. Mi mostrà tutto il firmamento costellato di stelle nominandomi il name di parecchie, insomma io passo benissimo questi giorni di vacanza e di piacere sommo sotto l'Egida salutare del mio caro Papa.
A mezzodi fummo dirimpetto alla lanterna di s. Croce al Monte Gargano; indi alle 4 p.m. avvistammo la citta di Molfetta e Santo Spirito ed al le 6 p.m. la lanterna altissima di Bari e dirigendo sempre verso di essa giunsimo a gettare la nostra ancora net porto di Bari alle 7 ore preci se ed al tramonto del Sole dopo viaggio di 34 ore da Fiume; venne subito a bordo la barca della sanita che ci die-de pratica ed il Liburno fu ormeggiato al mold pronto a ricevere il carico. lo cenai benissimo e dormii poi tranquillo senza il solito rumore della macchina e dell'elica e quindi in una calma perfetta.
6 agosto (giovedi)
Tosto alzato da letto alle 6 ore andai a terra al mercato; in union di Papa passammo contrade assai sporche prima di arrivare in citta ove tosto arrivati osservai le strade bellissime, i caffe ed il grande mercato ove trovammo di tutto e si fece provvista per la giornata di carne, pesce e frutti ecc. Intanto a bordo si principi6 il discarico delle 1800 tavole di abete caricate a Fiume, che fu compiuto al-le 4 p.m. La sera papa mi condusse a teatro ove tl sonno prevalse all'attenzione di una bellissima produzione italiana intitolata Mission di Donna; commedia moralissima e bella quanto mai; ma come dissi il sonno mi tradiva e solamente il rumore degli applausi mi destava ed allora applaudivo anch'io battendo le mane; ma tosto quieto teatro e compreso di attenzione, allora mio malgrado si chinava la mia testa e io dormivo. Durante un riposo negoziante Schivazza mi accompagnò a prendere una bibita e mi carico di paste e finalmente alle 11 1/2 iI teatro fini ed appena sortiti Papa fece chiamare una Cittadina, cosi chiamano i Brun (carrozze) e partimmo per il porto nuovo e alle 12 1/2 era a letto.
7 agosto (venerdi)
Oggi siamo invitati a pranzo dal Sig. Narducci alle 8 andai con papa a visitare la grande chiesa di S. Nicol6 ove scendendo per una scala laterale si giunge ad un softerraneo e si trova un'altra piccolo chiesa; in mezzo risiede tutto in argento l'altare tra le pareti e il di sopra ecc. sull'altare si trova il mezzobusto del Santo e sotto l'altare le sue ossa che da 10 secoli danno un'acqua che si estrae ogni giorno e si da gratis per devozione ai devoti. Una moltitudine di gente era cola pronta con una bozzetta coll'immagine di s. Nicol6; quando dopo la S. Messa giunse un sacerdote, da un'ampolla abbastanza grande consegnava una piccola porzione di quest'acqua che tutti ginocchioni ricevevano e baciavano la mane) che la consegnava. Io mi presentai con una bottiglia grande per poser far parte a Fiume con tutti i parenti, ma i[ prete avendo posto nella bottiglia una piccola frazione mi disse: questo basta per divozione; allora Papa presentò la sua bottiglia molto più piccolo ed avendo detto al prete che noi eravamo forestieri il prete riempi la bottiglia di Papa ed io restai con la pochissima acqua che tutti a Bari la chiamano Santa Manna; fu forza cambiar bottiglia e prenderne una phi piccola che mi Its empita mandando in chiesa altra persona. Oggi si caricano delle botti d'olio; mio Papa e inquieto vi sono poche merci e teme di far piccolo nolo. Alle 2 p.m. arrivò e si fermò presso di noi il vapore italiano Venezia pin piccolo di noi; esso viene da Venezia e portò delle botti d'olio vuote e 500 tavole di abete. La notte fu bella.