foto Si sperava, si auspicava di essere un centinaio, ci siamo ritrovati in ben più di duecento alla vecchia caserma “U. Botti” di La Spezia. Una manifestazione pienamente riuscita, di grande soddisfazione per il Sindaco ed il Consiglio direttivo del “Libero Comune di Pola in Esilio” che, accogliendo una proposta di Lino Vivoda, l’hanno programmata; una forte emozione per quelli di noi che hanno avuto la fortuna di esserci. Lo scoprimento di una targa, testimonianza del nostro “passaggio” nella caserma e della solidale accoglienza da parte della Marina Militare, nel rinnovato atrio dell’edificio è stato il motivo di questa riunione; la prima da quando abbiamo lasciato quelle “austere mura” chi nel ’63, chi a fine ’54 e chi prima ancora. Ci siamo incontrati sabato 20 e domenica 21 marzo; due giornate dense di significato, a poco più di un mese dall’istituzione della “Giornata della Memoria” ed esattamente nell’anniversario della partenza da Pola dell’ultimo viaggio della Mn. “Toscana”, il decimo convoglio dell’Esodo. Alla sala “Dante”, gentilmente messa a disposizione dal Comune, il sabato pomeriggio ha avuto luogo la pregevole esibizione dei fratelli Bertoglio, Chiara al pianoforte e Giovanni al violino, con la precisa ed accurata regia del nostro Piero Tarticchio. Un programma artisticamente impegnativo, apprezzato per l’esecuzione e la felice scelta delle letture introduttive di ciascun brano, ispirate al tema dell’esilio. Tutti occupati i 240 posti della sala, con buona presenza anche di amici e simpatizzanti spezzini. Alla domenica, l’incontro alla caserma “U. Botti” era fissato alle 10.30, ma un’ora prima erano già arrivati i primi gruppi di “ugobottini”, eppoi via via tutti gli altri, venuti chi da Trieste, Merano e Udine, chi da Torino, Milano, Varese, Parma e Piacenza, chi da Roma e perfino da Lecce o da Genova, Imperia e dalla stessa Spezia e dintorni, tutti con l’ansia ed il desiderio di rivedersi e tornare indietro nel tempo con i ricordi. Abbracci, commozione e gioia … poi ha avuto inizio la S. Messa celebrata dal cappellano militare, mons. Tonchio. La Marina Militare era presente con il Comandante in Capo, ammiraglio Galliccia, i Comandanti Eccher e Bigazzi ed una rappresentanza di Sottufficiali. Per FINCANTIERI, attuale proprietario della caserma, erano presenti il Direttore del cantiere di Muggiano, ing. Rosettani, l’ing. Raggi ed una rappresentanza di tecnici. Delle autorità civili invitate è intervenuto il Presidente della Provincia, dr. Ricciardi. Al termine della funzione religiosa, ha preso la parola il nostro Sindaco, generale Silvio Mazzaroli. Parole semplici, calibrate ed incisive che hanno espresso quello che tutti noi avevamo nel cuore ed avremmo voluto esprimere. Le abbiamo ascoltate con un senso di liberazione, di profonda commozione, soddisfatti per il riconoscimento della “Giornata della Memoria”, fieri di essere “due volte italiani”… Ha risposto, commosso, il Comandante in Capo. Ha ringraziato, ricordando che quanto fu fatto allora dalla Marina era soltanto una dimostrazione di quel rapporto di cordialità e reciproca simpatia che legava i suoi uomini alla città di Pola ed alla sua gente e riconoscendo che, comunque, fu ben poca cosa a fronte del coraggio, dello spirito di adattamento, della serenità e della grande forza d’animo con cui la gente della “Botti” seppe reagire ed affrontare la vita. Ha preso, quindi, la parola Lino Vivoda che, comprensibilmente commosso, ha ricordato l’ostilità incontrata, in quel febbraio 1947, all’arrivo ad Ancona e nel trasferimento fino a La Spezia, dove finalmente la gente, sfinita, ebbe dalla Marina quella accoglienza e quel calore che la targa ricorda. Sono stati momenti di crescente commozione, che ha coinvolto tutti i presenti, ospiti compresi. Dopo lo scoprimento della targa, da parte della “prima nata” in caserma, sig.ra Anna Maria Ambrosi, e la benedizione si sono levate sottovoce, quasi timidamente, le note del “Va pensiero…” alle quali si sono poi uniti in coro tutti i presenti. Nella forza e nella sollenità del canto, gli occhi velati dal pianto e dai ricordi, abbiamo rivisto accanto a noi i nostri veci, gli amici, i conoscenti, coloro che sono emigrati in terre lontane e quanti ci hanno lasciati. Per un attimo siamo tornati indietro di cinquant’anni, lì, nell’atrio della caserma, tutti insieme come allora… e su quelle note, appena sussurrate, si è chiuso il nostro ricordo del passato. E’ stato il momento più toccante della cerimonia, anche per gli ospiti e gli amici spezzini che hanno voluto esserci vicini. Poi, dopo la visita alla mostra fotografica allestita dai nostri consiglieri a ricordo delle nostre terre, della nostra italianità, del vissuto in caserma e dei veci che si erano presi cura della mularia, grazie alla disponibilità della Direzione del cantiere del Muggiano che ha organizzato un ricco buffet, abbiamo avuto modo di dare spazio alle ciacole e - poteva mancare? – de petarghe una cantada. Era tornata l’allegria ed il piacere di essere di nuovo insieme, che la lontananza ed il tempo non avevano mai cancellato. ALDO DEFRANCESCHI