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Didascalie:
Santa Comunione in Arena nel 1921 (foto inviate da Nerina Zucca Pressi) L'inizio della costruzione delle gradinate nel 1933
li italiani Rossetti e Paolucci, condusse gli equipaggi delle navi austro-jugoslave a un ritorno di discipline e di calma. Disciplina e calma un po' - come dire? - jugoslave, perchè a bordo non cessò quello stato di abbandono di ogni coca, del quale noi trovammo poi i risultati salendo sulle navi. Ma questo prova che gli emissari del Comitato jugoslavo erano rassegnati a contentarsi di poco.
Le prime siluranti italiane entrarono nel porto di Pola alle 14.30 di martedì 5 novembre. La elettrizzante scena di questo ingresso. e di quello della .Saint-Bone con a bordo il vice Ammiraglio Cagni, e del primo sbarco a Fasana, sono fra i ricordi sacri di Pola. E fortuna grande per l'Italia avere qui un uomo come Umberto Cagni: preziosissimo. Lanciato nel punto più difficile e più delicato fra le nostre occupazioni, con dinanzi a se rappresentanti e ministri e ammiragli della Jugoslavia che avevano cominciato col non volere cedere né il porti. né i forti né le navi. e che avevano a loro disposizione trentamila uomini armati. l'ammiraglio Cagni con una pazienza eroica. con un tatto che e al di copra dell' immaginazione. con una pacata irresistibile finezza che dava autorità a ogni sua decisione senza invelenire le questioni, a riuscito a occupare gradatamente e rapidamente il porto, i forti, le navi, le isole, tutto ciè di cui l'armistizio da diritto all' Italia. In pochi giorni gli equipaggi dalla uniforme austriaca e dalla coccarda jugoslava sono stati fatti partire, e sulle navi dell' Austria si e levata a sventolare la bandiera italiana, dopo aver fatto abbassare quella jugoslava senza che sorgesse minimo incidente, e i trentamila armati sono stati allontanati da Pola dopo che avevano consegnato le armi. Agli czecoslovacchi che hanno combattuto e sofferto e lavorato con noi e con gli Alleati, a stato fatto un trattamento d'onore. Avviati alla loro patria, anch'essi hanno dovuto consegnare le armi al Comando italiano. perché era necessario che viaggiassero disarmati; ma le loro armi raccolte viaggiano col loro convoglio, sotto una scorta nazionale, e verranno riconsegnate all' arrivo in patria.
Tutto questo lavoro, tune queste decisioni, sono opera dell'ammiraglio Cagni, che per giungervi ha dovuto superare ostacoli che parevano insuperabili: ostacoli di ogni genre, che venivano da ogni parte. E in una riunione di ammiragli alleati tenuta a bordo del «Pisa» - v'erano il commodoro inglese Kelly, il contrammiraglio Bullard. il contrammiraglio francese Fatou - questi alti ufficiali. dopo aver polemizzato con Cagni, perchè è noto che essere alleati non vuol dire essere amici lo sa per infinite prove!), questi alti ufficiali si sentirono spontaneamente in dovere di esprimere in un documento ufficiale la loro ammirazione per l'opera svolta dal l'ammiraglio Cagni in condizioni di tanta difficoltà e di estrema delicatezza.
Ora Pola si sta ripulendo. L'Austria degli ultimi tempi e sopravvenuto breve interregno jugoslavo la avevano lasciata in condizioni pietose. E gli italiani - nel porto, sulle navi austriache, all'arsenale, nelle vie - lavorarono con fervore, con amore tutto nostro, a ordinare, a pulire, a riabbellire. Gia fin d'ora - dopo cosi pochi giorni - la sua fisionomia e mutata. Pola sta facendo bravamente e sveltamente la sua toeletta italiana.
Arnaldo Fraccaroli
( Dal volume L'Italia ha vinto pubblicato nel 1919 dagli editori Alfieri e Lacroix di Milano con la raccolta delle corrispondenze del famoso giornalista.)