foto In "Quattro passi fra le Muse» apparvero anche questi "brani di memoria» di Laura Dronigi cui ponemmo in premessa le note che Sergio Cella aveva dedicato alla scrittrice, prematuramente scomparsa, con riferimento ad altro suo testo, in un empito di commozione forte presago dell' incombere anche su di lui di analogo destino. All'inizio del 1987 abbiamo dedicato qualche attenzione ad un semplice volumetto di ricordi istriani, .L'isola di Kupelwieser. di Laura Dronigi. Pochi mesi dopo ci giungeva la notizia della prematura morte della cara Autrice, vinta da un male terribile che l'aveva fatta a lungo soffrire. Proprio nelle lunghe notti insonni e nelle ore di tregua e di dolorante attesa, ella aveva fermato sulla carta le memorie degli anni lontani, le storie fatte di ricordi familiari, le esperienze liete e penose dell'infanzia felice, dell'adolescenza fervida, della maturità e dell'esilio. Ne «L'isola di Kupelwieser» il filo del ricordo prende le mosse dagli anni del primo dopo guerra, nel china ricco di fermenti e di speranze della recente Redenzione. Già altre pagine, rimaste inedite, e in altre pubblicate su due piccole riviste liguri, Laura Dronigi a andata più indietro nel tempo, a Lussino e a Trieste. L'itinerario della sua esistenza si e snodato dal Quarnero al capoluogo giuliano; poi a Polo, a Brioni, ad Unie per il primo incarico d'insegnamento, quindi nuovamente a Pola, e dopo l'esodo fra i monti dell'Agordino, al mare di Monfalcone, e si e concluso a Nervi, .in un luogo vicino al mare, con parchi bellissimi, rocce score che contrastano con l'azzurro del cielo e del mare, pini e palme ed un clima più mite.. Ma 0 suo cuore era rimasto laggiù, nella sua terra natia, ed il ricordo mentre si avvicinava la fine terrena si faceva più intenso e struggente. Dalle sue pagine vengono ancora .sensazioni fresche, figure vive, paesaggi d'un tempo remoto. Perciò come e desiderio dei familiari le offriamo ai lettori dell'Arena, i quali hanno vissuto esperienze analoghe e perciò stesso sapranno apprezzarle come meritano, rammaricandosi con noi per la recente scomparsa dell 'Autrice, che altre pagine limpide aveva in serbo, e purtroppo non ce l'ha potute dare. Sergio Cella Nella "Piccola Enciclopedia Giuliana e Dalmata» (1962) Sergio Cella aveva catalogato anche: "Dronigi, Rodolfo. Impiegato triestino. attivo membro del Comitato Nazionale Italiano di Lussinpiccolo nel 1918-19.. Lo stesso Dronigi fu poi funzionario alle Poste e Telegrafi a Polo; ed a Pola la figlia Laura sposb l'allora ufficiale Sansa, che fu poi notaio a Monfalcone alla fine della guerra. Dal la loro unione nacque Adriano, che si e distinto come magistrato, poeta e giornalista (assiduo su Fa miglia Cristiana). ed attualmente e sindaco di Genova. Morire con negli occhi la visione d'un sogno avverato Quinto di dieci fratelli, era cresciuto piuttosto in ristrettezze; era un giovane pallido, biondo, di costituzione gracile, di grande intelligenza. A scuola, pur appartenendo alla minoranza italiana, aveva avuto sempre "merito distinto», cioe era stato il primo in ogni anno. Finito il Ginnasium, naturalmente in lingua tedesca (oh! il greco imparato dal tedesco e cosi il latino e cosi tutte le materie, che fatica!) i professori avevano convocato i genitori del ragazzo per invitarli a fargli continuare gli studi. Allora pochi frequentavano il Gymnasium e pochissimi l'Universifà. Fecero consiglio di famiglia; siccome il Governo austriaco aveva assegnato una borsa di studio per la sua intelligenza non comune, si decise di mandarlo all' Università. La matematica era il suo forte ed egli voleva fare il corso di matematica para. Ma ciò avrebbe Segue a pag.5