Didascalia: Gli sposi Adriano Pedron e Irene Radollovich Una«figlia» dell'Istria (e si può proprio dire «una bella e graziosa» figlia dell'Istria) ha messo solide radici all'ombra dei Colli Euganei, dove il nonno Miro nell'immediato dopoguerra trovò ospitale «rifugio» dopo l'avventurosa partenza da Marzana, avvenuta sull'onda dell'esodo della popolazione italiana. Irene Radollovich, trentunenne di Monteortone di Abano Terme, il 24 aprile scorso, in quel piccolo gioiellino di chiesa che è la parrocchiale di Tramonto di Teolo (sui Colli Euganei). ha messo l'anello al dito di Adriano Pedron, 31 anni, anche lui di Monteortone. Una festa nuziale che ha richiamato ad Abano anche numerosi parenti dall'Istria. Irene, in uno splendido vestito di veto bianco, a stata accompagnata all'altare da papa Edoardo (Edi per gli amici, anch'egli nato a Marzana), emozionatissimo. Dopo la cerimonia la festa a proseguita con un banchetto al Rifugio del Monte Rua, uno dei punti pin panoramici dei Colli Euganei, dove gli sposi si sono intrattenuti a lungo con amici e parenti, in un clima intimo e famigliare. Irene Radollovich, impigata, non ha mai spezzato il suo profondo legame con l'Istria, ereditato da nonno Miro, figura motto nota alle terme euganee per essere stato per anni autista di personaggi famosi, essendo alle dipendenze dell'hotel Hermitage. Furono proprio i proprietari dell'albergo, i Cerlenizza ( istriani proprietari di una ex cava di bauxite in Istria) ad invitarlo ad Abano. Miro é scomparso un paio di anni fa, ottantenne, mentre la moglie Tina (pure lei istriana)è morta un po' prima. A Irene, nonno Miro, aveva parlato tantissimo della sua giovinezza trascorsa in Istria, e del le tradizioni della propria terra. E la nipote aveva imparato fin da piccola ad apprezzare la bellezza della sua regione d'origine, trascorrendovi ogni anno le vacanze estive (specie al mare), portando con se I'amica del cuore Silvia di Abano, presente naturalmente anche al matrimonio. Con Rosa (altra amica con cui Irene ha diviso le vacanze in Istria in tempi più recenti), Daniela e Luigi. In casa Irene ha sempre conservato un grande quadro raffigurante l'Arena di Pola, simbolo dell'attaccamento della famiglia alla propria terra d'origine. «L'Istria a per me una seconda residenza, li mi sento come a casa mia pur non essendoci nata. Perô è come se fosse stato cosi, tanto in famiglia se n'è parlato-confessa Irene. Con Adriano ci tornerà anche quest'estate per le vacanze estive. Lui a entusiasta di scoprire le bellezze della costa, ma anche i tesori del l'interno. Ho parenti anche nella zona di Canfanaro. La bella Irene è fiera delle proprie origini. Papa Edi, ex dipendente della Philips Italia ora in pension, ha sposato Graziella di Vescovana. La famiglia vive a Monteortone, a due passi da Abano, ma sotto la giurisdizione comunale di Teolo. Nella stessa cari dove anche Irene e Adriano hanno fissato la Ion) residenza. Ancora due parole su Radollovich: «Era un personaggin motto colorito ricorda Corrado Galleno, un autonoleggiatore di Abano anche per la sus parlata schiettamente giuliana. Una parlata che dava pin efficacia alle sue scoppiettanti battute. Girava sempre ben vestito, era l'uomo di tiducia del l'Hermitage. Di sera si ritrovava al Buja di Monteortone con gli amici per la partitina a carte. Era un uomo splendido. Ricordo che guidava una 1100 "musone" e poi una 1400 Fiat. Aveva paura della nebbia». Altri Radollovich di Marzana sono emigrati in Australia dopo la guerra. Renato Malaman