Incontro con Padre Damiani - Milena Salomone di Trolis
L'incontro del 27 novembre 1988 con Padre Damiani del Collegio «xan. donai» di Pesaro
EI 9 novembre scorso se gavemo riunido noi del Comitato dell'Anvgd de Pesaro e gavemo pensa de andar a trovar Padre Damiani del Collegio «Zandonai., che desco el xe avanti nei ani, ma che nol ga mai dimenticado i sui esuli giuliani-dalmati, anche se noi tuti se gavemo dimentica de lu. Cussi, emossionado dopo tanto silenzio de parte nostra, el ne ga ricevudo in tela cspela del suo Colegio ale undixe de domenica manna del 27 novembre. Nonostante il suo stato cagionevole di salute, si è reso disponibile per noi, felice di esserci vicino, dopo tanti anni di ingiusta dimenticanza da parte nostra. Eravamo presenti in quaranta circa alla sua celebrazione della messa, in memoria dei nostri morti. C'era anche un piccola rappresentanza di bersaglieri in divisa, fra cui un membro del nostro Comitato, Elio Marsano. Abbiamo ascoltato con il cuore in mano anche il suo rammarico per il nostro silenzio di tutti questi quarant'anni. Parlava con accento accorato, con emozione, con rammarico, misto a gioia per il nostro improvviso riapparire al suo fianco, dopo tanti anni di oblio, forse di indifferenza per un sacerdote, per un uomo, che aveva quaranta anni fa, sofferto la nostra disgrazia dell'esodo, che aveva lasciato Trieste, in cui si trovava in quei momenti, per accogliere migliaia di giovani senza più casa, senza più terra, fra le sue braccia, qui a Pesaro.Ora quei giovani sono in giro per il mondo; hanno preso il volo dalle braccia accoglienti di questo sacerdote per raggiungere altri lidi e li fermarsi, formare famiglia, lavorare. Ma hanno veramente dimenticato questo loro benefattore, hanno veramente cancellato dalla memoria quest'uomo che ha dedicato loro i suoi anni migliori, i suoi sacrifici, che ha alleviato, meglio che ha potuto, le loro piaghe? No, Padre Damiani, nessuno di loro l'ha dimenticata: lei è sempre stato al loro fianco, come l'angelo custode che li ha presi per mano e li ha guidati alla ricostruzione di quella loro vita distrutta dall'uragano di un'indimenticata ingiustizia. Anch'io mi unisco a questi giovani di allora. perché è a lei che, a nome di tutti i profughi giuliano dalmati, ed in particolare di quelli che vivono qui, dobbiamo essere grati per quella solidarietà, quell'amicizia, quello affetto che, dopo tanto girare per l'Italia, ho sentito con mano solo qui a Pesaro. Padre Damiani, ha messo a disposizione, quarant'anni fa, il Collegio ..Zandonai» di Pesaro, la sua casa, per dare a migliaia di giovani, ora dispersi in ogni dove, il calore del suo affetto, un tetto, a loro che avevano perso tutto. A nome di tutti questi uomini e donne, che hanno occupato in questi anni ed occupano ancora posti d'onore e di prestigio, a nome di quelli che, invece, ci hanno lasciato per riposare dopo tanti pianti e sofferenze, a nome di coloro che vivono semplicemente la loro vita di ogni giorno, con davanti agli occhi un perenne grande «perché io, Padre Damiani m'inginocchio ai suoi piedi e le chiedo perdono del loro silenzio, ma le assicuro che nessuno di loro l'ha mai dimenticata. E stato solo l'affanno del vivere quotidiano che ha fatto ritardare un loro nuovo incontro con lei. Grazie, grazie, Padre Damiani, dal profondo dei nostri cuori, per tutto l'amore che ci ha dato, e che continua a darci: l'ho scoperto dal suo accento accorato di domenica 27 novembre. Tutti noi, che portiamo orgogliosamente alto il nome di giuliano-dalmati in giro per il mondo, portiamo dentro di noi anche la sua immagine, la figura di un sacerdote e di un uomo che ci ha dato tutto, senza chiedere mai nulla, neppure il ricordo. Sappia, caro Padre Damiani, che lei ci e sempre stato al fianco, esempio del nostro vivere di govani e poi, di uomini e di anziani e tutti quelli che la conoscono, stimano ed apprezzano. Un grande abbraccio. Padre, fra lacrime di commozione e di gratitudine di tutto questo ancora numeroso popolo di giuliano-dalmati, più unito che mai.