foto Se al Campidoglio non più la vergine / tacita sale dietro al pontefice / né più per Via Sacra il trionfo / spiega i quattro candidi cavalli / questa del foro tao solitudine ogni rumore vince, ogni gloria / e tutto al inondo é civile / grande, augusto, egli è romano ancora.... — Cos' ti preghi el rosario o ti fa el solito footing dela glava? No te par che in sto momento... mi dice la Giunone col fiatone. — In sto momento, che co la lingua fora me rampigo su per la cordonata tnichelangiolesca, pensavo a Carducci e ala nostra Arena romana anche coi biechi bianchi che i ghe ga messo sora per vender ai foresti de via, come che diseva mio barba Gigi, quei gnocheti de carne... conte i se ciana... spela... — Cevapcici... — Si, sì, boni ma... ti vedarà che quele piere bianche, col fumo dele bronse, diventarà più antiche... La moglie sospira ma non risponde. Gente che sale, gente che scende in continuazione. Lassù si celebrano i matrimoni civili. Se vi interessa potete piazzarvi sotto il vigile occhio dei Dioscuri dalle prime ore della mattina fino a sera e potrete assistere al viavai di cortei nuziali di ogni ceto (ammesso che oggi si possa distinguere il ceto), spesso pittoreschi, quasi sempre assai numerosi; magari potrà capitarvi, come é capitato a me, di vedere una sposa completamente rossa dalla coroncina di fiori finti sulla ricciuta chioma ai tacchetti a spillo... Satana! Vede retro! Piazza del Campidoglio, la prima in Roma fatta su un regolare progetto (Michelangelo) é indubbiamente una delle più belle d'Italia. Peccato che da qualche anno manchi al centro la magnifica statua equestre di Marco Aurelio, imperatore mite e filosofo. Li hanno portati al restauro: il cavallo da un ottimo veterinario che, dato l'onore, si accontenterà di un buon bicchierino amaro-dolce e l'imperatore da un dermatologo viennese essendo morto da quelle parti. Bisogna allungare le cruna, moglie, perché la cerimonia della consegna delle «Targhe d'Argento Presenza Giuliana» a 15 conterranei che hanno onorato ed onorano, operando in Roma, la loro terra natale e la Patria, è fissata per le 17.30 (18 ora italiana) e noi non siamo irr anticipo. Mi domando come quel diavolo di Aldo Clemente sia riuscito ad avere la Sala della Protomoteca in Campidoglio per una cerimonia organizzata dall'Associazione triestini e goriziani di Roma, di cui è presidente, manifestazione della quale sono protagonisti i giuliano-dalmati... Brava gente, non c'è che dire, ma che vanno cercando? Che vogliono dopo quarant'anni? Vanno cercando da quarant'anni e più comprensione, im riconoscimento morale per quello che hanno sofferto e per quello che stanno dando alla Patria in ogni campo, vorrebbero che cessassero le faziosità, la parzialità e che i loro Morti fossero ricordati non in sordina e che Trieste rivivesse come in tempi lontani e che i politicanti non calassero sempre le brache! Troppe cose._ troppe cose... Nella Sala della Protomoteca personalità del mondo della cultura, della politica. alti ufficiali delle Forze Armate e tanta, tanta gente. Numerosi i bumbari venuti ad applaudire il loro vecchio. illustre concittadino e mio grande amico, mons. Giuseppe Del Ton. Ho il piacere di conoscere la graziosa signora Ada Nardini Bilucaglia, figlia minore dell'ottimo podestà di Pola negli anni Trenta. Aldo Clemente invita tutti a prendere posto. La cerimonia inizia con le parole di saluto e ringraziamento del gr. uff. Aldo Clemente al sindaco Signorello per la sua presenza e per aver ospitato la manifestazione in Campidoglio. Lo stesso Clemente legge il telegramma con il quale al presidente della Repubblica é gradito far giungere a promotori e partecipanti un saluto ed un augurio cordialissimo con rallegramenti vivissimi personalità designate per il riconoscimento. Si applaude con colore. Il dr. Guido Salvi, presidente dell'Associazione Giuliani nel Mondo, a sua volta ringrazia il sindaco per l'ospitalità e Aldo Clemente che si è fatto promotore ed organizzatore di questo incontro il quale esalta, nel cuore di Roma, l'attiva presenza nella Capitale del sodalizio dei triestini e goriziani accomunati agli istriani, fiumani e dalmati nel do-braso destino delle nostre terre. Nicola Signorello, con tono pacato e parola misurata, si dice lieto di partecipare ad una cerimonia cosi simpatica che premia nelle 15 personalità prescelte un po' tutti i giuliano-dalmati, gente tranquilla. operosa, unica comunità regionale che abbia dato il nome ad un vasto Ouartiere della Capitale. Ad illustrare il profondo significato della manifestazione si leva a parlare il triestino prof. Livio Paladin, presidente' emerito della Corte Costituzionale, già preside della Facoltà di giurisprudenza dell'Università di Padova, autore di numerose opere di diritto costituzionale. In chiara forma l'oratore traccia una panoramica della sua città, a partire dall'imperatrice Maria Teresa. sotto il profilo geografico, etnico, storico e culturale, precisando che Vessere considerata città mitteleuropea non significa che Trieste abbia perduto lo spirito patrio che l'ha sempre distinta. Quella del prof. Paladin è una dotta lezione seguita con vivo interesse da tutti i presenti che esprimono il loro consenso con un caloroso applauso. Si passa quindi alla consegna delle 15 targhe d'argento che vanno a: Cesare Gerin (triestino) docente di medicina legale, scienziato di fama internazionale, presidente del consiglio generale dell'Associazione triestini e goriziani di Roma; Gianni Bisiach (goriziano) poliedrico giornalista e regista radio-televisivo da oltre trent'anni; Umberto Capuzzo (nato a Gorizia) generale già comandante dell'Arma dei Carabinieri e Capo di Stato Maggiore dell'esercito, attualmente a Vienna quale direttore della delegazione diplomatica italiana alla conpetenza per le trattative sulla riduzione bilanciata delle Forze armate; mons. Giuseppe Del Ton (di Dignano d'Istria) segretario per le lettere latine di tre Pontefici, protonotario del Vaticano, autore di numerose opere di poesia e prosa latina, greca e italiana, il più anziano dei premiati essendo nato nel 1900; Gianfranco Fegiz (triestino), successore del prof. Valdoni alla direzione della Prima clinica chirurgica dell'Università di Roma, responsabile di numerosi organismi scentifici italiani e internazionali; Giusto Fegiz (triestino) tisiologo di fama internazionale, ha organizzato e diretto i più importanti complessi sanatoriali ospedalieri d'Italia: Pietro Garinei (triestino) direttore del teatro Sistina e autore dei maggiori successi tea. trali degli ultimi decenni unitamente allo scomparso collega e amico Sandro Giovannini; Tullio Kezich (triestino) critico cinematografico fra i più apprezzati, drammaturgo ed autore di libri di narrativa: mons. Giovanni Lovrovich (dalmata) abate mitrato di Marino. autore di studi su Zara, sua città natale; Fulvio Martini (triestino) direttore del Sismi, valoroso combattente, ha ricoperto importanti incarichi presso lo Stato Maggiore della marina, ammiraglio di squadra; Luciano Muscardin (fiumane) medico dermatologo di fama internazionale e primario dell'Istituto Dermopatico dell'Immacolata, il più grande d'Italia, è autore di numerosi lavori scientifici; Stelio Nardini (goriziano) consigliere militare del presidente della Repubblica: grazie ad una non comune preparazione professionale ha percorso rapidamente tutta la carriera diventando. giovanissimo, generale di squadra aerea; Livio Paladin (triestino) presidente emerito della Corte Istituzionale. già preside della Facoltà di giurisprudenza dell'Università di Padova, autore di numerose opere di diritto costituzionale e amministrativo; Renzo Rosso (triestino) drammaturgo e romanziere. uno dei più rappresentativi esponenti della letteratura contemporanea, valente violinista. ha fatto anche parte dell'orchestra sinfonica del teatro Verdi di Trieste: Franco Viezzoli (istriano) presidente della Finmeccanica, consigliere d'amministrazione di altri importanti gruppi industriali e bancari e del Collegio del Mondo Unito dell'Adriatico di Daino. La manifestazione si chiude con interventi dei sindaci di Trieste e di Gorizia che espongono i problemi particolari che gravano sui due centri «periferici della Penisola italica alla quale le genti giulie sono profondamente e saldamente legate. Non poteva né doveva mancare in quel luogo ed in quella circostanza la voce dell'un. Paolo Barbi, presidente dell'Anvgd. Voce squillante, secca, limpida, periodi senza sbavature, senza infingimenti, senza il dico e non dico» che è proprio dei politicanti incalliti. Senza sottintesi; cosi ha parlato e sembrava uno scultore clic sulla pietra del Carso scolpisse pensieri incancellabili nel tempo: «Noi abbiamo pagato più d'ogni altro il prezzo della guerra perduta» «Gli italiani nulla sanno delle nostre sofferenze morali e materiali perché nessun testo scolastico parla delle cause che hanno provocato la dia-spara dei giuliano-dalmati» «Gli italiani non si sotto resi conto o non vogliono rendersi conto che non noi ma la Patria è stata mutilata di una regione, e quale regione!» Interrotto da frequenti applausi l'ori. Barbi ha concluso il suo intervento augurandosi che dal Campidoglio la verità si spanda per la penisola e sia finalmente scritta sul grati libro della storia d'Italia. Applauditissimo l'oratore é stato fatto segno a manifestazioni di stima e simpatia. L'incontro capitolino si chiude con le brevi parole di congedo dell'abile organizzatore Aldo Clemente. Bepi Nider (Nelle foto i premiati con gli invitati durante la cerimonia)