Quarantacinquesima puntata
26 agosto 1936: Pola Rovigno e ritorno = km 70
Il mio compagno, Sergio Dobran (a), ha la sua vecchia bicicletta da passeggio, pesantissima, ma nutre fieri propositi. Se fino a Dignano si va piano. si corre verso Valle e poi giù, fino a Rovigno. Qui il mio amico deve avere un appuntamento, ché lo attendono alla finestra due giovinette, visibilmente commosse. Sostiamo al «bagno dei faraoni della senza fare il bagno; poi ci spingiamo in bicicletta fino a S. Eufemia. da dove si gode uno spettacolo meraviglioso. Veniamo accolti nella casa dalla finestra dell'appuntamento, quindi, è già tardi. ci accingiamo a far ritorno. Il solleone ci molesta, nonché la polvere. A Valle ci riforniamo di acqua e vino, offertici da una mia conoscente. quindi si va a meno di 20 all'ora fino a Dignano, dove la calura è insopportabile. Capisco la stanchezza del mio compagno, che impreca al caldo ed alla strada e cui non par vero di essere arrivato a casa, dove lo attendono la pastasciutta e bevanda fresca.
Pompeo Vitturi
(a) Sergio Dobran, triestino, nipote della modista di via Scrgia, nota col nome di »Mine», veniva d'estate a Pola, dove raggiungeva un fratello, Argeo, che, abitando con la zia, prendeva abitualmente lezioni private di latino da me, cosa che successe pure a lui nel 1938; poco uso ad andare in bicicletta, era invece fortissimo in volata (da un mio appunto rilevo che mi batte per 14 a 4), superato allora soltanto da Silvio Stanchi. A questi amici il mio ricordo e saluto affettuosi.