STEFANIA DUDICH - foto
Si è spenta a Torino il 4 settembre scorso, lontana dalla sua amata Pola, all'età di 81 anni, la signora Stefania Dudich. Nata il 25.12.1906, fu una pioniera dell'atletica leggera femminile. In gioventù partecipò a diverse gare di corsa, specialità che le era congeniale, ottenendo lusinghieri risultati. Assunta dalla Manifattura Tabacchi di Pola, prestò servizio sino ai limiti d'età previsti per il pensionamento. Dal matrimonio con Rino Di Lazzaro nacque il figlio Salvatore. Rimasta sola, nel periodo bellico ebbe, oltre al lavoro, l'onere di provvedere alla sua creatura, il tutto intercalato con le lunghe permanenze nei rifugi antiaerei. Nei giorni caldi del 1945-46 prese posizione con coraggiosa e ferma determinazione contro i filotitini, partecipando nella Manifattura in prima persona ai conseguenti scontri, anche fisici (avvenimenti ampiamente descritti su .El Spin). Nella sede di Totino, dove fu in seguito trasferita, proseguì la lotta contro la fazione rossa di quella Manifattura che non vedeva di buon'occhio la posizione degli esuli. Dopo il pensionamento visse circondata dall'affetto del figlio e di tantissimi amici che si era fatta nel corso degli anni grazie alla sua indole profondamente buona e alla disponibilità ai rapporti umani. Ha trascorso gli ultimi due anni tra le sofferenze procurate da un'asma bronchiale cronica che intaccò il suo pur forte cuore, sino a portarla alla morte. La direzione dell'Arena e gli amici partecipano commossi al dolore che ha colpito il figlio Salvatore Di Lazzaro con la moglie Rosi e le figlie Simonetta e Mania e porgono le più sentite condoglianze. G. S.
PINO FRASCIONE - foto
Ad Ancona, in seguito a tragico incidente stradale, è stato immaturamente strappato all'affetto dei suoi cari a soli 35 anni il dott. Pino Frascione, marito della dottoressa Luigina Cenci, figlia di Gino e di Vittoria Quagliano, originari e profughi di Fianona d'Istria. Serio ed apprezzato professionista, medico responsabile del servi-zio di fisiopatologia respiratoria presso la sede Inail di Ancona, ci piace ricordarlo come amico leale, come affettuoso compagno di vita per la moglie e tenero papà per i suoi piccoli Sergio e Giulia nei quali lascia un vuoto incolmabile. La presidenza della Famiglia Fianonese s'inchina reverente alla memoria dello scomparso e porge le più sentite condoglianze a tutti i parenti. Mario Accolli
VITTORIO TONON
Si é spento a 74 anni Vittorio Tonon, profugo di Zara, molto conosciuto tra i suoi concittadini. Viveva con la famiglia (moglie, due figli e 5 nipoti) a Melbourne. Ogni due anni, nonostante una lesione alla spina dorsale che lo costringeva a camminare con le stampelle, veniva in Italia a salutare gli amici e partecipare ai raduni. Ultimo quello del Papa a Roma. Era struggente e commovente la sua nostalgia per Zara e l'Italia dopo 40 anni di esodo. Alla fine di luglio, da solo é arrivato in tempo per partecipare al raduno di settembre. E' andato a Zara accompagnato dai nipoti, ma non ha trovato gli amici; si è consolato pensando che li avrebbe rivisti al raduno. Era partito con un dolore allo stomaco, pensando ad un'ulcera. Purtroppo alla fine di agosto i dolori si sono fatti violenti e la nipote lo ha accompagnato in Australia. E' morto settembre di un male incurabile. E' raro trovare un innamorato tanto puro della Patria; perciò va ricordato quest'uomo buono e generoso che non è riuscito ad essere a Trieste il giorno della ricorrenza tanto amara.
Nel quindicesimo di Mons. Radossi
Ricorre il 28 settembre il 15o anniversario della morte di Padre Raffaele Radossi già Vescovo di Parenzo e Pola negli anni di fuoco e del triste esodo. Alle esequie nella basilica del Santo in Padova, Padre Vitale Sommareo, suo compaesano. Lo ricordò tra l'altro con queste parole: Pola romana, dalle orbite spalancate della sua Arena, guardò straziata l'esodo totale dei suoi figli e Ti vide pastore intrepido e premuroso che, nel lontano febbraio 1947, chiuse la lunga fila del corteo che si era mosso verso l'Italia.. Alla Consacrazione Eoiscopale, nel gennaio 1942, a Venezia, avevano presenziato i Religiosi di Pola, Parenzo e Cherso, con a capo l'Arcidiacono Giovanni Veda. Scritti beneauguranti giunsero dal Prefetto di Pola: Clerici, dal Senatore Chersi, dal podestà Luigi Draghicchio, dal podestà di Parenzo: De Vergottini, dal podestà di Cherso:
Fabretto (polesano), dal podestà di Sanvincenti: Ciro Franco, dal Vescovo Santin, dal Vescovo di Fiume: Ugo Camozzo, dal Vescovo di Zara: Pietro Doimo Munzani, dall'Arcivescovo di Gorizia: Carlo Margotti, dal rag. Antonio Cella, chersino, dall'amministrazione Comunale di Pola e da tanti altri Istriani. Fece il Suo ingresso a Pola il 7 mano 1942 per uscirne, nel febbraio 1947, alla testa dei profughi addolorati e tristi per la perdita della terra 'siriana.
Marino Coglievina