Didascalie:
L'entrata ai giardino dell'Hotel Centrale (Pensione Villa: Maria)
All'ingresso di Casa Marinoni In via. Sergia (foto Bruno Bernetti)
Terza parte
Tra il olivo San Rocco e i; clivo Rasparagano c'e una casa stile veneziano all'angolo di via Kandler dove è nata mia madre nel 1895. Ritornando in via Castropola. a partire dall'albergo Centrale da quella stessa parte c'erano dopo il garage dell'albergo tre casette: in una abitava un mio amico di scuola. nell'altra una bella ragazza di nome Italia, nella terza i tre fratelli Tavelli. Andrea, Vittorio e il più giovane di cui non ricordo il nome. Il cav. Vittorio è l'attuale dirigente del noto ristorante Picar all'Eur di Roma. Infine la trattoria al Gallo con un orto che andava fino alla scala che portava al castello: oltre di là non vado perché, esclusa qualcosa, ricordo poco fino giù al Cristo. Ricordo invece ancora bene (almeno spero) la piazza al Foro; partendo dall'orologeria Hollesch c'era il negozio di valige Lombardo, poi la farmacia Wasserman (Rismondo); tra i due c'era un corridoio che finiva in un cortile con prospicienti altre case: là sono nato io nel 1921. Dopo la farmacia veniva la Cassa di Risparmio; subito dopo una volta c'era il negozio fiori Benedetti: girando attorno la piazza si arrivava al Municipio, poi al tempio di Augusto e alla palazzina dell'Anagrafe; poi veniva 'il palazzo della vecchia Posta, un idraulico e all'angolo il nuovo negozio fiori Benedetti, con a fianco un barbiere, il negozio scarpe Male, un caffè. un 'portone dove si andava alla scuola di ballo, un ristorante e si era di nuovo in Corso.
Continuando con questi ricordi di gioventù della nostra bella città, delle sue vie, piazze, negozi e persone, riandiamo in via Nascinguerra che andava dal Corso alla via Barbacani; quasi all'inizio dalla parte del Corso c'era la trattoria di Piero Toller, un trentino nativo di Pergine venuto a Pola negli ultimi anni del primo dopoguerra per rimanervi fino all'esodo: la trattoria aveva il gioco delle bocce sotto grandi alberi ombrosi; io ci andavo spesso perché mio padre era un appassionato giocatore di bocce: così ho assistito a belle, divertenti partite. Seguiva una casa in cui abitava la famiglia Marchetti; la casa faceva angolo con l'entrata di un grande cortile con diverse abitazioni. C'era poi la falegnameria Marchetti e cosi si arrivava in via Barbacani. Dall'altra parte della via Nascinguerra c'erano il magazzino e il laboratorio della cartoleria Valacchi la quale confinava con la casa di Giovanni Bucher che a sua volta faceva angolo con la via Fondaco: qui c'era anche il garage per la macchina del sig. Bucher, una Fiat 521 (se ricordo bene) scoperta: sul radiatore c'era la scritta metallica Ga. zette: con quella macchina assieme a mio padre fummo invitati a fare una gita a Trieste In occasione della partita di caloio Triestina-Grion persa dal Grion per 6 - 0. Ma proseguiamo per trovare la tipografia del -Corriere Istriano; alla fine della via c'era Mastropasqua vendita oli e vini ed a fianco. in via C. Colombo, una bottega di cordami. un tabacchino e le abitazioni delle famiglie Bucavelli e Ruggero Radio. Ritornando in via Nascinguerra, di fronte alla casa Bucher c'era Sobol con il laboratorio per le riparazioni delle macchine per scrivere Olivetti: poi il calzolaio Dari, un deposito di vini e la scuola D. Alighieri. Facendo il giro del Pian de la Madona, dopo la chiesa c'era la bottega di alimentari Busetto (il figlio l'ho rivisto dopo tanti anni a %Inni), poi un'altra casa che confinava con la via Rapicio: dalla parte opposta c'era l'auto officina Bisiak fino all'angolo del vicolo PozzetLii dove stavano un'altra bottega di alimentari. di Stefano ROCCO, d'abitazione di Mario Zanetti, la trattoria al Manzo, una macelleria di carne di cavallo (poi aprirono una lavanderia). Si arrivava nos' in via Minerva. Dall'altra parte c'era la rivaLdita d' :sona e carbone del sig a fianco l'idraulico Scomazzetto: quindi un calzolaio dal quale la prima volta che andai fu anche l'ultima perché allevava vipere per utilizzare il loro veleno
Mario Opassich