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Marina Costa e Christopher Connelly nel film La leggenda del rubino malese» girato nelle Filippine dal regista Anthony Dawson
Anthony Dawson, al secolo Antonio Margheriti, uno dei più interessanti autori del cinema italiano, regista di tanti divertenti e avventurosi film, ha ora realizzato La leggenda del rubino malese» una commedia avventa-rosa ambientata alla fine degli anni trenta nella Malesia. Siamo alla vigilia dell'ultima grande guerra. Inglesi, giapponesi e americani si contendono un vulcano, che sembra non rivestire alcuna importanza commerciale, ma che invece ha nelle proprie viscere un ricco giacimento di petrolio, e che, pertanto, si presenta assai vitale per i futuri rifornimenti nell'imminente contesa internazionale in quella zona. Gli Stati Uniti affidano l'incarico per impossessarsi di quel giacimento a un ex capitano di marina che sino allora si era dilimato in avventure di poco conto e in qualche truffa verso sprovveduti turisti. Altri personaggi si intromettono in quella vicenda, fra cui un capo indigeno, un trafficante d'armi, un console e l'avvenente direttrice di un museo. Tutti insieme cercheranno di impossessarsi di un leggendario rubino, chiamato -goccia di sangue», a cui i nativi della zona, identificandolo col simbolo del comando, attribuiscono poteri prodigiosi. La vicenda non è priva di tensione per le insidie mortali e per l'atmosfera di mistero. Il film è stato interamente girato nelle Filippine, a nord di Manila, dove la troupe ha dovuto affrontare e sopportare innumerevoli disagi dovuti al terreno impe, vio e alle difficoltà dei rifornimenti.
Massimo Cardone