foto Didascalia: Il segretario della Famiglia Dignanese Marino Giachin, il presidente Ovidio Negri e mons. Giovanni Fabro; si vedono anche Franco Fabro e Luigi Donorà; per il quinquennio sino al 1988 il direttivo é stato riconfermato; tesoriere è sempre Iginio Darbe; targhe d'argento sono ' state consegnate a Negri, Franco Fabro e Umberto Sorgarello Cinque giugno, raduno polesano a Roma al Picar del nostro amico Tavelli. Raduno al quale non abbiamo potuto partecipare, perché eravamo appena rientrati da una vacanza a Sanremo (dove abbiamo incontrato la concittadina Vanna Pisani in compagnia del suo simpatico marito) e a malincuore abbiamo dovuto rinunciare. Giovedi sera ricevo una telefonata da Torino. Mia cugina Mariuccia mi fa sapere che parteciperà al raduno dei dignanesi a Peschiera sul Garda; cosi abitando noi a Verona, approfittiamo per incontrarci. Io sono polesana dalla nascita, però i miei genitori sono originari da Dignano. Par. lenza domenica mattina presto; si unisce a noi anche mia mamma; arrivo e incontro con i parenti torinesi, baci, abbracci e ciacole. Mia cugina ci presenta tanta gente che noi non conosciamo; però per mamma è diverso; qualcuno tra i più vecchi li ricorda anche se ha vissuto a Pola dal lontano 1918. Tutti molto cordiali, anche se eravamo degli estranei. Con nostra sorpresa abbiamo incontrato Vernier, venuto da Bolzano. Alle 11 Messa ascoltata da tanti, ma disturbata da tanti altri con le loro chiacchiere. Poi tutti nel salone per il pranzo; eravamo circa 350; servizio abbastanza veloce, pranzo ottimo, allietato da canti popolari; eseguiti «l'Inno all'Istria» e Va pensiero»; qualche lagrima di commozione. Discorsi di apertura di Ovidio Negri da Padova e Marino Giachin da Torino; poi consegna di alcune targhe ricordo e di pergamene ai più anziani presenti di cui uno di 90 anni molto arzillo, gli altri due più giovani di 85. Anche alla mia mamma è stata consegnata una pergamena perché era la più anziana tra le signore. Poi un ricordo anche per il più lontano, venuto dall'Australia. Dopo c'è stata anche la lotteria con varie estrazioni dei numeri stampati sulle cartoline omaggio con l'effigie di una bella Marussa» in costume. Ci è stato regalato anche un libretto offerto da Guerrino Manzin dal titolo Mis Mas Bumbaro». E' stato un bel raduno; anche con noi che non si era della comunità, sono stati molto cordiali e gentili; mi chiedevano: Chi ti son?»; de chi ti si fia?» Un' ultima cosa prima di chiudere: mio marito ricordò a Ovidio Negri che erano stati compagni, non solo di classe ma addirittura di banco alle Grion. Dopo i saluti e gli arrivederci, ciascuno con un po' di tristezza è partito per la sua casa; e ogni casa é sparsa un po' ovunque. Anche noi salutati i cugini siamo ritornali a Verona. Ersilia Bilucaglia Pur ripetendosi da anni, l'incontro è sempre vivo, felice, con volti nuovi, con amici che si rivedono per la prima volta da quando la guerra li ha strappati dalle radici e disseminati nel mondo. Ci si abbraccia, ci si bacia e... si parla, si parla: te ricordi...?», Mi son el fio de...», ierimo a scola insieme col maestro...», «L'ultima volta che te go visto ierimo militari a...», Ti ce sempre una bela mula,..», Ma per li i ani no i passa; no ti diventi mai vecio...» Pergamene sono state consegnale al più anziano in sala (Carlo Agostinis, anni 90) e ai provenienti da più lontano (Bruno Meden con la moglie Nivee Fabro ed Pedino Malusà, dall'Australia). C'è stata una ricca lotteria, gratis, con doni offerti da Luciano Bonassin, Fioretto Biasiol, Virgilio Manzin ed Ella Godine; il corano è stato diretto da Marino Giachin, alla fisarmonica Ferruccio Zuccheri. Ritornando a casa ci si sente più ricchi per aver trascorso una domenica insieme (i più fortunati, i più affezionali anche il sabato sera) e ciò riempie il cuore di gioia e accresce la voglia di vivere per vedersi ancora.