Mons. Antonio Vitale Bommarco, arcivescovo di Gorizia, chiama la Diocesi isontina a trovare la propria peculiare identità nella chiesa di Aquileia che contribuì in modo determinante a far recuperare l'unità teologica-pastorale e la comunione nella Chiesa e tra le Chiese alla fine del secolo IV. Nella città situata alla convergenza tra Oriente e Occidente, fu combattuto non soltanto l'arianesimo, ma anche riaffermati i valori perenni per la Chiesa. Da quella dottrina si possono trarre insegnamenti di attualità per la vita della comunità cristiane del nostro tempo. In Aquileia i vescovi dell'Occidente hanno saputo adempiere, di propria iniziativa, la loro missione di pastori e di maestri. La dottrina di Aquileia non ha inteso contrapporsi a quella dell'Oriente, ma confermare l'insegnamento di Nicea circa la divinità di Cristo contro le propaggini dell'arianesimo nelle province danubiane e in Occidente. Perciò Aquileia è più che mai il fulcro storico per la pienezza di sviluppo delle comunità che credevano, oltre che nella autorità della Sacra Scrittura, in quella della Tradizione: comunità che aderiscono alla Fede ricevuta; capaci di ricercare e vivere la Verità in un autentico contesto ecclesiale; impegnate a trasmettere l'integrità della Fede, come risposta alle domande di fondo dell'uomo d'oggi. Mons. Bommarco vuole Aquileia viva. non soltanto museo.