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Didascalia:Nino Serdoz
Sabato 19 dicembre 1981. Roma. Pomeriggio inoltrato. Piazza Venezia era già quasi al buio e si accendevano le prime luci. La notizia del giorno era: la Polonia! I.a gente si avviava verso casa o altrove e il pensiero di tutti andava verso quel popolo la cui gloriosa storia ha avuto, nel passato, tanti accostamenti con quella d'Italia. Nella Basilica di S. Marco. un giovane musicista polacco. Janusz Stechlej, suonava, al piano, musiche di Chopin. Le melodie entravano nel cuore dei presenti e suscitavano profonda commozione. Tra il pubblico molti erano gli esuli fiumani, istriani e dalmati e. proprio in questa nostra gente, la commozione era più viva. Nella storica, magnifica, suggestiva Basilica di S. Marco si svolgeva il 374o concerto dell'Associazione musicale »Giuseppe Tartini e nessuno avrebbe mai pensato che quel concerto sarebbe stato l'omaggio più solenne reso spontaneamente al popolo polacco che lottava per la più grande aspirazione dell'umanità in tutti i tempi: la libertà!
Quando si parla dei concerti della -Tartini. a Roma il pensieso va subito al maestro Giovanni (Nino) Serdoz. E' lui che l'ha creata. E' lui che l'ha portata avanti lungo un cammino durato ben 32 anni. E' lui che l'ha affermata fino al punto da richiamare, ogni volta, un pubblico numeroso e d'eccezione. Nino Serdoz. nato a Fiume, ha studiato violino con il maestro Serraza netti nella sua città e la viola. con il maestro Dudovich, a Trieste. Si è diplomato presso il Conservatorio musicale Giuseppe Tartini del capoluogo giuliano ed è apparso al pubblico, per la--prima volta. col rinomato Quartetto d'Abbazia avendo quali compagni Wanda Tvberg al piano, Mary Klinz Kubelik al violino. ed Elsa Claricini al violoncello. Fu poi prima viola dell'orchestra del Teatro Comunale Giuseppe Verdi di Fiume e dell'orchestra sinfonica dell'Azienda di cura di Abbazia oltre che di altri complessi. Ha insegnato. per vent'anni, alla Scuola comunale di musica di Fiume e, dopo l'esodo, si trasferì a Trieste dove entrò a far parte dell'Orchestra Filarmonica Triestina. La successiva e definitiva tappa di Serdoz fu Roma. Qui le esigenze della vita. quelle esigenze che noi profughi abbiamo in particolar modo conosciuto, lo spinsero ad accettare un posto presso l'Aministrazione Capitolina. Ma non per questo trascurò l'attività musicale che era stata l'aspirazione di tutta la sua vita e, sotto gli auspici della Lega Fiumana di Roma, nel 1950 costituì l'Associazione musicale Giu. seppe Tartini. Diresse concerti a Roma e in varie città d'Italia, ricevendo plauso di pubblico e lusinghieri apprezzamenti da parte della critica. La Tartini del maestro Nino Serdoz non ha scopi di lucro. Essa si rivolge preminentemente ad un pubblico particolarmente appassionato alla musica dei secoli XVII e XVIII. Porta orgogliosamente il nome del grande violinista di Pirano d'Istria come per ricordare alle migliaia di persone italiane e straniere che accorrono, nel corso degli anni. alle sue manifestazioni musicali, che lo spirito dell'iniziativa è stato originato e sarà sempre improntato ai ricordi incancellabili delle terre e della gente istriana, fiumana e dalmata. Lungo l'andare degli anni la Tartini ha presentato a Roma o nelle varie città d'Italia nomi Illustri quali Salvatore Accardo, Giulio Signemi, Lilla D'Albore. Franco Gulli, Ludmilla Kuzmatsoff, Guido Bozzato, Arrigo Pelliccia, Angelo Stefanato e Alfonso Mosesti per il violino: Dino Acciolli, Bruno Giuranna e Luigi Alberto Bianchi per la viola; Alda Bellasich, Lia De Barberis, Ornella Puliti Santolliquido, Armando Benzi, Mary Macdonald, Mechtild Hatz per il piano; Teresa Brambilla, Maria Dongellini, Liana Pasquali per l'arpa; Giuseppe Anedda per il mandolino; Alirio Diaz per la chitarra: Severino Gazzelloni, Arrigo Tassinari, Angelo Persichilli e Conrad Klemm per il flauto; Gianfranco Pardelli e Mary Elisabeth Cotton per l'oboe: nonché solisti come Vincenzo Bellini, Franco Petracchi, Radu Aldulescu, Massimo Amfitheatrof e Giuseppe Selmi. Tanto per fare alcuni nomi ma quanti altri illustri nomi sono apparsi nei programmi della Tartini a Roma. Nino Serdoz ha scritto anche vari saggi e articoli riguardanti il campo musicale. In un articolo dal titolo Anima e ragione della musica. comparso nell'ormai lontano 1937 sul giornale fiumano La Vedetta d'Italia sosteneva che Delle diverse maniere di ascoltare la musica due sono caratteristiche: si ascolta sensualmente e si ascolta intellettualmente, ma non sempre queste due qualità si trovano addentellate nello stesso individuo. La percezione sensuale è la più semplice e non richiede impegnative extranaturali, poiché l'anima sfrutta sensazioni di facile assimilazione, mentre nella percezione intellettuale essendo la sensazione complessa, non basta l'anima se non viene a sorreggerla la ragione. In un altro articolo, dello stesso periodo e sullo stesso giornale, dal titolo Psicologia e sensibilità musicale, scriveva: L'umanità ama la musica perché alla realtà della vita preferisce il sognare. Ma il suo amore per la musica e la sua aspirazione di divulgarne la conoscenza traspare chiaramente dalla lettura del suo libro Famiglia ideale, Scritto nel 1949 per le Edizioni Curai di Milano comprende Nozioni di grammatica orchestrale per i ragazzi». Lo scopo di questo suo lavoro è sintetizzato nell'avvertenza che egli ha premesso alla pubblicazione stessa. Venti anni di insegnamento musicale — afferma Serdoz — pur tra le infinite soddisfazioni che la musica offre a chi l'ama e la interpreta, mi hanno portato a considerare come ai nostri ragazzi manchi spesso una cognizione, sia pure superficiale, di quello che si intende per un complesso orchestrale.
Ora, con questi concetti base, il maestro Nino Serdoz continua tenace, attento, preoccupato, riservato, meticoloso, eppur sempre entusiasta, a preparare e a presentare i concerti della Tartini. e a mietere, per lui e per i solisti e gli orchestrali che vi collaborano, lusinghieri successi. Alla fine di ogni concerto ringrazia gli intervenuti e ad ognuno, stringendo la mano, dona un timido sorriso: così è il suo carattere. Mite, pacato, riservato. Parla con modestia, quasi sottovoce, affermando le sue Idee, mentre dai suoi occhi traspare tutta la forza del suo animo, tutta la sua essenza di artista: ecco perché tutti I fiumani, gli Istriani, I dalmati e. a dir il vero, tutto il pubblico che lo vede al vari concerti, lo ammira e gli vuol bene.
Giuseppe Schiavelli