Didascalia :Guarda il campanile dall'alto della sua pacata e serena fermezza, la miseria d'un mondo di odii e di distruzione. pervaso solo da una sete di sangue e di vendetta.
1 GENNAIO 1944
Continuo a scrivere queste mie impressioni: Non so, ma forse un giorno rileggendole potrô rivivere l'ansia di questo martirio. Forse morre ed allora si sapra che ho amato disperatamente la mia citta.
Nessuno ha il coraggio di augurarmi il «Buon principio ». Tre bimbi — i Balsamo — mi guardano con occhi imploranti, cerchiati dalla sofferenza. Con loro è la madre che sembra un automa. Il marito lontano, su di una nave e in costante pericolo nelle insidiose acque del Mediterraneo. La casa, colpita dal-le prime bombe è bruciata. Tutto hanno perduto, ma la madre esprima il ringraziamento a Dio e la felicità di essere salva con le sue creature.
Penso alla mia fanciuliezza, quando in citta, per il Capodanno, si usciva con « El pomo» a porgere. gli auguri. I parenti ed i santoli infilavano i venti centesimi o la Lira nel frutto sostenuto da una mano impaziente. La buona signora Maria, moglie di Tita, interpreta i miei sentimenti ed offre nella sua povertà a quelle tre boccucce un piccolo ristoro.
2 GENNAIO
Ne, ricovero San Rocco ho battezzato una bambina. E' nate ieri, senza assistenza:
soltanto, all'ultimo momento, una pietosa donna si è improvvisata a levatrice. La madre, estenuata di forze è state fatto segno di particolari attenzioni da parte dei ricoverati. Sulla vecchia coperta che la ricopriva ho visto dei piccoli doni. Nell’accingermi a riempire il modulo dei nati le chiesi cosi, ,,pro forma » se la creaturina fosse un bimbo od una bimba, ma la mamma non seppe rispondermi, con precisione ed aggiunse« Chiedetelo a quella signora che mi ha assistito ieri, reverendo ».
Pochi minuti dopo versai la acqua battesimale sulla testa della neonate, proferendo le parole sacramentali: « Joanna, ego te baptizo... ».
In quell'oscurita, in quel fetore, tra quei volti curiosi, illuminati da una tenue luce di una candela, ebbi l'impressione di trovarmi nelle catacombe. di San Callisto, visitate in veste di pellegrino anni addietro a Roma. Nei primi secoli di Cristo il terrore dei Persecutori spingeva i cristiani nelle profondità della terra. oggi è tutta l'Europa civile che vive nei sotterranei sotto l'incubo dei bombardieri devastatori. Oggi è la Patria che soffre la stessa pena: ma i fratelli dell'altra sponda sanno che la terra loro non verrà strappata ne dai tedeschi ne dagli alleati. Noi qui invece siamo lontani, isolati, in balia di noi stessi. Domani che sarà?
4 GENNAIO
soffia un forte vento La notte scorsa le autorità tedesche hanno invitato il Prefetto Serrentino a fare sgomberare i rifugi della città. Alcuni concittadini riusciti ad eludere la vigilanza dei carabinieri e riparatisi tra le macerie mi hanno raccontato di aver assistito a scene strazianti. Pianto di binbi svegliati nel sonno, gente urlante per dover abbandonare anche quei quattro stracci Salvati con tanti stenti ed in mezzo a tanti pericoli. L'ordine tedesco è però perentorio, ne c'è da scherzare. Nei rifugi un silenzio sepolcrale: materassi, coperte, valigie aperte, viveri, vestiario; tutto scompostamente gettato a terra. I soliti sciacalli penseranno a vuotare i rifugi e ad accrescere il bottino accumulato sulla miseria altrui.
9 GENNAIO
Dall'Epifania ad oggi giornate serene. E' domenica. 11 cielo è fosco, ma tra le nuvolo rombo di motori. Dove vanno? Sembra verso Nord a seminare la morte.
Raggiunto il rifugio delle Case rosse. E' un rifugio militare: bisogna scendere diciassette scalini per raggiungere la trincee sotterranea; nei camerini non c'e uno spazio libero, a stento ne trovo uno dove poggiare piede. La gente pur di sfuggire il terrore delle bombe rimane qui sepolta, ore e ore, a respirare un'aria mefitica e puzzolente.
Per incarico di Sua Eccellenza l'Arcivescovo, che Bibigne segue con ansia l'agonia circa, parte per Roma il Reverendo don Giuseppe della Valentina. Parte col « Sansego su cui prendono anche posto i personale e gran parte delle attrezzature dello Ospedale Civile che viene trasportato a settentrione.
Don Giuseppe ha il compito difficile e delicato di raggiunge re la citta del Vaticano e per dare al Padre Comune grida di dolore di una popolazione, abbandonata al proprio destino votata a sicura morte. Mancano, viveri e medicinali ai miei con cittadini senza tetto e senza pace.
Quante volte ho pensato alla bianca figura del Pastore Supremo, del Vicario di Gesù, sollevato in alto tra i suoi figli, che dimentichi del precetto di armare, si distrruggono e si uccidono Mai come oggi, tra queste rovine, mi sono apparse profeticamente vere quelle Sue parole ammonitrici: Con la pace nulla è perduto, con la guerra tutto può esserlo ».
10 GENNAIO
Oggi come era da attenderSelo, è state saccheggiato l'Ospedale Provinciale. La
autorita che è debole e che non dispone di sufficienti forze per l'ordine, non ha potuto salvare dai colpi dei rapinatori. Anche tubercolosario e stato preso d'assalto, senza badare al pericolo d'infezioni. La guerra purtroppo rompe ogni senso di rispetto alla morale e all'onesta.
Nella piccola colonia protetta dal campanile di S. Anastasia, ogni sera si recita il Santo Rosario. Quando termina la preghiera si discorre familiarmente. II signor Tita carica la sua pipa e fuma pensieroso. Pepi Rossi sfoglia nervosamente un vecchio giornale. Mio papa fuma la sua indispensabile sigaretta. La signora Maria, moglie di Tita appoggia la testa sul tavolo e forse pensa. ai sette figli lontani, quelli che un giorno erano attorno a quel desco.
14 GENNAIO
Finalmente stata decisa la partenza dei vecchi e delle vecchie ricoverati nello
Ospizio di S. Francesco. Ho trascorso tutta la mattinata in Prefettura per avere un po' di benzine necessaria per l'auto adibita al trasporto. I tedeschi hanno bloccato tutti i depositi e la distribuzione avviene col contagocce.I1 Prefetto non ha alcun ascendente, ma è uno strumento nelle mani dei ferrei occupatori. povero uomo fa acrobazie per rendere meno penoso e pesante giogo tedesco alla popolazione. E' con loro, ma è contro di loro. Non conosce la lingua e si serve del Questore Foglietta, che, trentino di nascita, sa il fatto suo, conosce bene i tedeschi ed usa astutamente la loro stessa arte.
Al pomeriggio ho fatto visita al tenente dei carabinieri Terranova. Mi ha assegnato dieci uomini per aiutarmi nello sgombero del ricovero di S. Francesco ed ha messo a mia disposizione un camion. Durante tutto questo tormentoso periodo di bombardamenti, i carabinieri, disciplinati, sono stati alla testa di tutti nel tutelare l'ordine e nel soccorrere la popolazione.
Cosi, verso la tarda sera, abbiamo caricato sul camion i vecchi infermi. Le buone ancelle della carità avevano tutto predisposto: i materassi, le coperte ed i bagagli erano preparati in perfetto ordine. I ricoverati, in buone condizioni, incappottati si sono diretti in gruppo, con Suor Afra verso la rive.
Le caldaie del piroscafo « Eneo » sono sotto pressione. Ad uno ad uno i vecchi discendono L nella stiva e vengono adagiati sui materassi. Dall'alto della scala .rivolgo loro parole di conforto e di salute; indi dopo un. breve preghiera benedico tutti: «Coraggio, mentre voi navigherete io pregherò ». Mentre risalgo sulla tolda della nave le tremanti mani di sessanta vecchi Si agitano nel .saluto. Pierina Bachich, di novantasei anni, I quasi cieca, prega con la sua consunta coroncina. Tra i cenni di saluto sento parole di benedizione, parole che sono per me 1 il più gradito viatico per i giorni che verranno.
Ritorno nel ricovero di San Francesco. La porta della cappellina mortuaria, dove ho aiutato le suore a sistemare tre ricoverati deceduti, è aperta. Provo un'impressione strana: quella a di trovarmi solo in una città di morti. Socchiudo piano piano la porta, quasi per non disturbare
placido sonno di quei tre dormienti e, recitando la preghiera per i defunti, ritorno sotto il campanile. Mio padre dorme. a Ora l'orologio, sulla parete della stanzetta, batte le ore: è mezza notte
(continua)
Giovanni Lovrovich
(Le puntate paecedenti nei n.ri 105, 10è, 107-108, 109
del 19 e 26 ottobre, e del 9 e16 novembre).