Ad una conferenza alla fine degli anni cinquanta nella vecchia sala di corso Verdi del Consiglio comunale nella prima fila a destra l'avv. Angelo Culot, presidente dell'Amministrazione provinciale, il dott. Ferruccio Bernardis sindaco, il dott. Ferruccio Polesi assessore provinciale; ultimo a destra si intravede l'architetto Max Fabiani Il contatto più proficuo e cordiale nell'ambito d. c. a livello regionale fu quello dell'agosto 1945 durante un soggiorno a Rigolato per un corso di formazione. Alla serenità della vacanza si accompagnò la serietà delle lezioni non esclusivamente dottrinarie bensì corredate anche da riflessioni pratiche. Il gruppo goriziano era coordinato dal dott. Ferruccio Polesi, un dialettico accanito, senza complessi d'inferiorità per una leggera balbuzie. Ebbe poi vari incarichi amministrativi, sino alla morte prematura. Itinerario politico e sorte analoga furono quelle del triestino Degano, con il quale s'era stretta amicizia in varie occasioni a palazzo Diana e alla sezione di San Vito. Tra i polesani Amedeo Colella, Angelo Privileggi, Piero Sanvincenti, la delegata femminile Eliana Bonivento. Concludemmo la settimana con uno spettacolino improvvisato nella sala-teatro del paese. Rientrammo di domenica dopo una gita sino a Cortina d'Ampezzo in quegli autocarri attrezzati con panche che allora rappresentavano il veicolo più popolare. Da Udine proseguimmo in treno fino a Trieste dove apprendemmo la notizia dell'orrenda sciagura di Vergarolla. Il rientro in nave a Pola il lunedì fu colmo (rango-scia. Si esaurì così in un attimo il ristoro delle giornate senza l'assillo della lotta politica quotidiana. Dopo l'esodo ci riaccostammo a tutti gli amici di Rigolato ed a quelli conosciuti in altre occasioni. In particolare a Gorizia ci fu d'aiuto l'avv. Angelo Culot, l'esponente di maggior prestigio della d. c. isontina, Componente del Cln e della delegazione giuliana che seguì a Parigi le fasi controverse della conferenza della pace. Larga anche la comprensione del primo sindaco eletto di Gorizia, dott. Ferruccio Bernardis, che ebbe quale diretto, fedele collaboratore il nostro Rodolfo Manzin, socialista insoddisfatto e deluso per tante amarezze politiche comuni agli esuli. P.D.S.