Didascalie: Il parco e il castello «Ceconi» di Pielungo in Comune di Vito d'Asio (Pordenone) di proprietà della Regione Friuli-Venezia Giulia si trova in una zona impoverita e spopolata dalla crisi della montagna e che dal terremoto ha ri,vuto il colpo di grazia; la comunità locale aspira al restauro del castello come motivo di richiamo e come segno di fiducia nella rinascita d'un territorio di suggestiva bellezza, sconosciuto ai più in regione Il castello «Ceconi» di Pielungo si trova al termine di una amena vallata, la Val d'Arzino, che partendo dal greto del Tagliamento e seguendo il torrente omonimo, si sviluppa per diversi chilometri addentrandosi nelle prealpi Carniche. E' raggiungibile a mezzo di una comoda carrabile che dal Ponte di Pinzano raggiunge prima la frazione di Anduine per poi arrivare alla località Pielungo. Qui il castello «Ceconi», con la sua possente mole domina la vallata, il vicino paese di Pielungo e le borgate circostanti. Fu costruito alla fine dell'800, dal conte Giacomo Ceconi originario del luogo che, da umile operaio riuscì con il suo ingegno e volontà a diventare costruttore di ferrovie di grandissimo valore, tanto da meritarsi il titolo nobiliare elargitogli dall'imperial regio governo austro-ungarico nel 1885 e successivamente confermato dal governo italiano. Alcuni anni fa il castello «Ceconi», il parco, le adiacenze e la più ampia proprie' tà circostante di complessivi Ha 1300 circa sono stati acquistati dalla Regione autonoma Friuli-Venezia Giulia e data ín gestione all'Azienda delle foreste. il complesso edificio realizzato dal conte Giacomo Ceconi con più interventi successivi sotto l'influenza della corrente eclettica, presenta le caratteristiche di una villa-castello ed è caratterizzato da una innumerevole quantità di torri, torrioni e torrette, talune merlate, ed amplissime aperture a tutti i livelli. Il paramento esterno si presenta in parte intonacato e in parte realizzato con murature a vista con caratteristici fascioni bianchi e rossi. Affreschi, statue e stemmi lapidei completano l'opera di abbellimento delle facciate conferendo all'intero complesso un aspetto di notevole signorilità e ricchezza raggiungendo in certi tratti un notevole valore artistico. Degni di particolare nota sono alcuni ritratti, posti nelle ogive degli archi d'ingresso e del loggiato superiore, raffiguranti scienziati, poeti e figure sacre, come pure notevoli appaiono anche gli affreschi inclusi tra gli archetti pensili di coronamento del tetto. Attualmente purtroppo l'interno lascia intravedere ben poco dell'antico splendore, spogliato com'è di ogni suppellettile, danneggiato irreparabilmente da un incendio ed in seguito sottoposto ad una ristrutturazione, non completata, che ha stravolto la sua originaria distribuzione interna ed infine nuovamente e gravemente danneggiato dal sisma del 1976. Tracce di notevole valore risultano il soffitto affrescato dello scalone d'onore, in cui è rappresentata una scena allegorica e alcune pareti di salette da bagno rivestite a maiolica ed elementi decorativi con figure. Il castello è circondato da un rigoglioso parco cintato a cui si accede a mezzo di una cancellata in ferro battuto, comprendente lo stemma di famiglia, di eccezionale fattura. Purtroppo il terremoto del 1976 che ha colpito il Friuli ha arrecato gravissimi danni anche alle strutture portanti dell'edificio. Presenta infatti lesioni gravissime ai torrioni ed ai solai di copertura ai muri di spina ed ai divisori interni. Ciò ha costretto l'Azienda delle foreste a chiudere l'edificio per evitare danni alle persone stante il pericolo costante di crolli.