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Didascalie:
Guido Miglia rievoca episodi del calcio a Pola
Guido Miglia visto da Dorliguzzo nel 1945
Il nostro direttore saluta l'uscita del volume nerostellatl del Grion di Pola»; in prima fila a destra Curto, Marini, Bonivento, Colaussi e Pasinati
Sabato 22 marzo ore 17.30 davanti all'Hotel Palace di Gorizia. Tre o quattro gruppi di persone conversano, sorridono o discutono. Poco dopo arriva un tale con un registrarore a tracolla
e incomincia ad intervistare qualcuno dei convenuti. La gente che passa rallenta il passo o si ferma addirittura. Che succede? Qualcosa di inconsueto di certo. Qualche uomo 'politico con scorta, qualche illustre uomo di scienza con da sua «equipe», qualche petroliere arabo con relativo corteo... La gente si chiede tutto ciò e forse anche altre supposizioni nascono e svaniscono nel giro di pochi secondi. Nulla di tutto ciò, signori. La realtà è un'altra.
Le persone citate, raccolte in capannelli davanti al «Palace», sono sportivi in attesa. Tra questi ci sono anche i «vecchi» Pasinati e Colaussi, glorie del calcio triestino e nazionale (campioni del mando del '38), Rancilio e Loschi, che vengono intervistati dalla Rai regionale. Piero Pasinati, mentre parla, fissa un punto del cielo che immagina azzurro, il colore della maglia che indossò per difendere il nome dell'Italieealcistica. Ma il cielo è nero, nuvole piene di pioggia vagano sulle nostre teste, forse pioverà. Anzi qualche goccia cade, ma nessuno ci fa caso. E poi, si gioca anche con la pioggia, no?
Libro bagnato, libro fortunato, vien la voglia di dire, ma non diciamo niente. Anche per scaramanzia. Quello che sarà sarà. Con buona pace di tutti.
Intanto il prof. Nicoli, l'editore, scarica dalla sua potente BMW pacchi di libri che sanno ancora di cellulosa. Parte vanno a finire su di un tavolo, nella sala delle riunioni dell'hotel, parte vengono introdotti in qualche altra autovettura posteggiata nei pressi. Le prime vendite, i primi acquisti. Per i compratori di questa giornata, c'è uno sconto speciale come già annunciato.
Arriva gente. «Ciao, ciao, come va?» Qualche pacca sulle spalle, qualche abbraccio. E' d'uso. Gli «ex» e i simpatizzanti «ciacolano». C'è anche qualche signora che ha accompagnato il marito In questa «trasferta» (più tardi il gruppo del gentil sesso sarà nutrito). Vedo d'un tratto Lino Brazzano e gli vado incontro. L'incontro è cordialissimo. E' venuto in macchina da Firenze con la moglie e sull'Appennino è stato sorpreso da una bufera di neve. Ma è qui sano e salvo. Cosa fa fare il calcio! Pazzie, come l'amore.
E' sempre lo stesso, il simpatico «rossetto», vivace, simpatico
e cordiale. Lo guardo e poi mi giro in direzione di Gino Co-bussi, poco più in là, e penso al tandem idi sinistra .dell'attacco della Triestina nel '45-46 che in due, dico due partite, fu costi'tuit'o da Lino Brazzano e da Gino Colaussi. Non lo sapevate? Allora vi delucido subito: Campionato Alta Italia Serie A 194546: 17. 2. 1946 a Bergamo: Atalanta-Triestina 2-1. Formazione della Triestina: Piani; Blason e Antonini; 'Punteri, Rancilio e Radio; Rossetti, Mlacher, Cergoli, Brazzano e 'Colaussi. 24. 2. 1946: a Trieste: Milan-Triestina 2,1.
Formazione della Triestina: Piani; Blason e Antonini; Mlacher, 'Presca e Radio; 'Rossetti, Zanolla, Cergoli, Brazzano e Colaussi; due partite sfortunate, almeno per ciò che riguarda il punteggio e che costituirono gli unici due gettoni di presenza di Lino Brazzano fra i rosso-alabardati. Come è noto, il «rossetto» venne prelevato dall'U.S. Operaia di Pala, che svolgeva attività non ufficiale e buttato nello mischia dall'allenatore polese Mario Villini. In quell'annata faceva parte della rosa anche un altro «polesano», il biondo Bruno Zia, che, all'inizio del campionato, fu dirottato in prestito al Trento. C'era anche Rancilio, con noi a Gorizia, e i due mancati ospiti Radio e Blason. primo aveva promesso di venire, cari qualche riserva (si trovava fuori Trieste
e sarebbe dovuto rientrare proprio quel giorno); il secondo era stato contattato, ma non si è visto.
Altri in predicato per venire al battesimo del libro erano Li. cio Rossetti, ala della Trietina degli anni '40-50 e Mario Villini. Ma il primo era irreperibile e il secondo (capelli tutti bianchi, fisico asciutto, sorriso smagliante, mascelle... villinesche) aveva la moglie ammalata e non poteva abbandonarla.
Con un po' di fortuna avremmo potuto ricostruire sei undicesimi di quella squadra del campionato 1945-46. Sentite: Blason, Rancilio, Radio, Rossetti, Brazzano e Colaussi. Ci siamo accontentati di 'tre undicesimi. Si fa quello che si può.
A proposito di Bruno Zia. E' da mesi degente all'Ospedale Maggiore di Trieste (reparto urologico). Ex calciatori e amici lo vanno a trovare per portargli una parola di conforto, per infondergli un po' di coraggio e di speranza, per ribadirgli l'affetto di sempre ricordandogli i tempi dorati vissuti nel magico clima della giovinezza e nell'esaltante emulazione dello sport. Auguri Bruno! Tieni duro! Questo è l'augurio, caldo e affettuoso, di tutti gli sportivi polesi.
Prima di entrare nella... tana del leone, telefono a Trento e apprendo che il datt. Annibale Emisi mi ha scritto una lettera. Darei non so che cosa per conoscerne il contenuto, ma non c'è tempo per scendere nei par ticolari e devo attendere, volente o nolente. Solo a casa l'aprirò, non senza un po' d'emozione e apprenderò che dice testualmente: «Gentilissimo Tomasini, non Le nascondo che ho incominciato a 'leggere il Suo libro con un certo senso di diffidenza, in quanto mi sembrava infarcito di date, numeri e nomi. Poi, lave-ce, sono stato preso dalle precise informazioni storiche (quante immagini e quanti ricordi mi hanno fatto fare un tuffo nel passato), dalla dinamica e dalla chiarezza della Sua penna, tanto da esaurire la lettura in poche ore. Secondo il mio parere è un libro che può essere facilmente letto da tutti: il vecchio e il meno vecchio si intersecano in una esposizione avvincente e convincente. Mi ricordi a tutte le ex glorie friulane e triestine. A Lei una cordiale stretta di mano. A. 'Frossi».
Il dott. Frossi, olimpionico a Berlino nel '36 e nazionale d'Italia, l'avevo conosciuto a Milano solo una settimana prima e gli avevo fatto omaggio di una copia del libro, libro sul quale c'è anche lui e in immagine e nella cronistoria (venne a 'Pola a giocare contro il Grion con i colori dell'Udinese, del Bari e del Padova). Il giudizio del «dottor sottile» è piuttosto lusinghiero, ammettete. Ed è uno che se ne intende (scrive per il Corriere della Sera).
Ore 18.15. Il cielo si è fatto ancor più scuro. Pioviggina. Entriamo dopo aver... rispettato il quarto d'ara accademico. Solitari o in gruppi ci avviamo giù per la scala a chiocciola che porta alla saletta delle riunioni dove, attorno a un tavolo pieno di libri, c'è la solerte e simpaticissima signorina Bruna Sirotti, che ci accoglie con il suo più bel sorriso. Che si può pretendere di più?
Sulla parete, dietro il tavolo delle autorità e dei conferenzieri, c'è un acquarello gigante, opera di Fulvio Monai, raffigurante un calciatore biondo con maglia nerostellata che sfiora di testa il pallone. Dietro c'è l'Arena di Pola. Qualcuno azzarda: «E' So-lazzo...». Già, infatti assomiglia nel fisico proprio a Gino Solazzo. La faccia non si sa, è un semplice ovale. 'Sti pitori... Dei discorsi diremo la prossima volta.
Elvino Tomasini