Didascalia: Il prof. Mario Mirabella Roberti alla tavola rotonda alla Terrazza Martini a Milano con Livio Del Pino per parlare dell'Istria Romanica Un'altra importante iniziativa è stata realizzata dalla Società ìstriana di archeologia e storia patria: la pubblicazione come volume %doppio per il 1979 e 1980 degli Scritti d'archeologia di Mario ,Mirabella Roberti. Sono oltre 800 pagine illustrate, che raccolgono scritti comparsi fra il 1939 e il 1979 e studiano monumenti, impianti urbani, edifici sacri, fortificazioni e ville romane e cristiane di un'area assai vasta che comprende il mondo provinciale padano, veneto e istriano. L'opera è stata presentata all'assemblea sociale a Trieste. Come l'autore ha voluto sottolineare, egli ha avuto la singolare ventura di incominciare la sua attività di archeologo a Pola, di svilupparla in Istria, a Trieste e ad Aquileia, di passare nel dopoguerra alla Sovrintendenza archeologica della Lombardia (ecco i suoi studi su Milano romana, sulla villa. di Sirmione, sui templi di Brescia, perfino sulle iscrizioni della Val Camoica) e di riprendere stretti rapporti con la Venezia Giulia attraverso l'insegnamento all'Università di Trieste, gli scavi di San Canzian d'Isonzo, l'organizzazione delle Settimane Aquileiesi. Si tratta di numerosi saggi, comparsi in un lungo arco di tempo su argomenti diversi, e perciò possono costituire un insieme non organi., eppure vertono tutti sul mondo provinciale, ancora mal riconosciuto, e su un'area in qualche modo omogenea, prevalentemente la regione romana della «Venetia et Histria»: sono perciò anche un'opera unitaria e vitale. Gli applausi dell'assemblea hanno testimoniato tutto d'apprezzamento per l'opera appassionata e costante del prof. Mirabella, studioso ed organizzatore di cultura insostituibile, infaticabile nel curare le Settimane di studi aquileiesi (l'undicesima edizione tra il 24 e il 30 aprile) e nel presiedere il Centro di cultura giuliano-dalmata. Il prof. Giuseppe Cuscito ha quindi svolto una conferenza su «Cromazio d'Aquileia». Il santo vescovo, che resse la cattedra aquileiese alla fine del IV e all'inizio del V secolo, travagliati dalle invasioni barbariche e dalle dispute teologiche fra ariani, filoariani e ortodossi seguaci del Credo niceno, fino a vent'anni fa era quasi uno sconosciuto. Se ne conoscevano solo i commenti al Vangelo di San Matteo, quando due studiosi francesi scoprirono gli importanti codici dei Sermoni che permisero di intendere la portata della sua predicazione e delle sue redazioni culturali con personaggi di rilievo dell'epoca. Infatti il presale fu in rapporto con San Gerolamo, cui chiedeva collaborazione e traduzioni dall'ebraico, in rapporto con San Giovanni Crisostomo, che egli difese dopo la destituzione da vescovo di Costantinopoli, ed ebbe in Ru-fino un collaboratore e continuatore prezioso. In tempi assai difficili Cromazio di Aquileia sostenrne con la parole e l'opera la sua comunità afflitta e spaurita. spesso rimproverò i suoi fedeli esortandoli a praticare sul serio le virtù cristiane, e usò opportunamente il suo prestigio e l'efficace predicazione. Dalle opere di Cromazio, recentemente tradotte dal Cuscito, sono stati tratti suggestivi brani, come il sermone tenuto nel giorno della grande fiera: ai mercanti che offrivano le perde agli acquirenti, si accosta il vescovo che vuole offrire ai suoi fedeli perle ben più preziose, da aie-mirare e riporre con cura, le «beatitudini» celesti. La conferenza è stata molto apprezzata dall'assemblea, che ne ha segnato la conclusione con un lungo applauso. L'assemblea si è svolta nella sede dell'archivio di Stato che da anni ospita la Società e la sua biblioteca <e di ciò è stato dato atto con un applauso alla direttrice dell'archivio dott. Maria Laura Jona). Nella sua relazione morale la presidente Bruna Tamaro Forlati ha sottolineato 'l'impegno della Società nel mettere a disposizione del pubblico la sua biblioteca specializzata, sempre meglio ordinata e aggiornata; la sistemazione dell'archivio sociale; il restauro di alcune pregevoli opere d'arte e d'antichi volumi, d'attivazione dello scambio con una settantina di riviste italiane e straniere. Ma l'iniziativa di maggior rilievo, che sta ora realizzandosi è la istituzione del museo di Muggia, in un edificio veneto del '500, con materiale proveniente in parte dagli scavi operati dalla Società. La presidente ne ha rilevato d'importanza, ed il vice sindaco di Muggia ha comunicato che è stata già indetta la gara d'appalto per il restauro della sede. All'assemblea erano presenti soci provenienti da varie località, carne Lino Vivoda, l'avv. Sohwarzenberg, il dott. Colombis; dalla zona veneta e giuliana sono venuti i monsignori Parenfin e Fabbro, i proff. Maier, Corbato, Zovatto dell'Università di Trieste; e ancora l'avv. Pagnini, la dott. Fa-vetta, la dott. Maselli Scotti, la dott. Bertac,chi, l'assessore del Comune di Grado dott. Lenzoni, i numismatici Paoletti e Amoroso, il prof. Netto, il dott. Salvi. Sono stati ricordati in raccoglimento i soci scomparsi nell'ultimo periodo di tempo: Giuseppe 'Dorarti, Edoardo Funaioli, Renato Buttignoni ed Elio Valentini. Al termine dell'assemblea si è proceduto all'elezione della nuova direzione. Sono stati eletti: prof. Mirabella Roberti, cav. del dav. Fiorello de Farolfi (l'attivo e scrupoloso tesoriere), prof. Bruna Tamaro Forlati, prof. Maria Laura Jona, prof. Giuseppe Cuscito, prof. Giulio Cervani, prof. Sergio Cella, prof. Carlo Carbato. Essi formano la nuova direzione destinata a reggere le sorti della quasi centenaria Società per il prossimo biennio. .