Tutti i vescovi sogliono avere uno stemma; se non l'hanno di casa propria, se lo scelgono al momento della loro promozione. S. E. Mons. Santin, non proveniendo da una casa blasonata non aveva uno stemma proprio, perciò quando fu creato vescovo scelse il suo stemma episcopale. Esso raffigura anzitutto S. Vito, »l'invitto martire ed antichissimo patrono e protettore della città di Fiume, che in segno della sua protezione sulla città porta nelle mani il castello cittadino. A questa figura simbolica, che ben rappresenta anche la dignità, la fortezza e la fede invitta del ministero episcopale, l'ottimo Pastore ha voluto aggiungervi lo stemma civile della città e provincia del Carnaro. Sopra uno sfondo rosso damascato campeggia un'aquila, appoggiata ad una rupe con l'artiglio destro, mentre il sinistro stringe un vaso da cui versa acqua. I due simboli di Fiume, il 'grande Patrono e lo stemma della città, posti in primo piano, uno accanto all'altro, indicano che il nuovo Pastore intende consacrare la sua vita alla nobile terra del Camaro, per il bene della quale egli profonderà tutte le sue nobili forze ed energie. A completare questo stemma è stata aggiunta l'Arena, simbolo della romanità di Pola, la città nella quale il novello vescovo ha passato tutta la sua vita sacerdotale lasciando tanti incancellabili ricordi. Non poteva mancare un segno della città, che diede a Mons. Santin i natali, ed ecco la ruota uncinata e la palma del martirio di S. Eufemia V. M., protettrice di Rovigno. Il pio Pastore volle aggiungervi un motto, che vuol dire tutto il suo programma: Quaerite primum regnum Dei, cercate anzitutto il regno di Dio, parole del Salvatore, tratte dall'Evangelo di S. Luca. Tutto lo stemma è sormontato dalla croce, dall'infula, dal pastorale e dal cappello vescovile, emblemi fissi in tutti gli stemmi episcopali. (Dalla stampa dell'epoca)