- foto Sono trascorsi più di dieci anni da che si decise di intraprendere un viaggio avente lo scopo preciso di rivisitare la città di Fiume con il suo territorio di pertinenza, nonché le isole di Cherso-Lussino, Veglia, Arbe, Pago e la città di Zara, località queste che si conoscevano sufficientemente bene per le periodiche frequentazioni di più di trent'anni. Primario obiettivo era quello, però, di proseguire oltre, anche in luoghi che, per ragioni di tempo, solitamente non si erano potuti visitare, per riuscire così a ottenere una migliore conoscenza storica, artistica, culturale della regione, cioè per conoscere de visu le straordinarie bellezze dell'intera costa orientale adriatica, verso le Bocche di Cattaro ed oltre, fino alle foci della Boiana, fiume che segna attualmente il confine tra il Montenegro e l'Albania. Concluso il viaggio, dopo aver soggiornato nelle splendide città di Zara, Sebenico, Traù, Spalato, Ragusa, Cattaro e, naturalmente, dopo aver anche visitato tutte le isole più note affacciantisi davanti alla fascia costiera, ci si ripromise di esaminare, al ritorno, la possibilità di far redigere una guida dei territori visitati, completa e aggiornata, considerata dal punto di vista squisitamente veneto, dato che Venezia, almeno dal Mille in poi fu politicamente e culturalmente intrinseca alla Dalmazia. Dopo un primo tentativo di compilazione, considerato insoddisfacente, capimmo che non era possibile utilizzare l'allora disponibile bibliografia italiana sull'argomento, in quanto essa si rivelava tradotta sì, ma per lo più di prove nienza croata, redatta cioè prevalentemente da studiosi slavi. L'ultima guida di riferimento in lingua italiana rimaneva solo quella del 1934 edita dal Touring Club Italiano, ristampata quasi integralmente nel 1942, ma che necessitava di maggiore completezza e aggiornamento dei dati. È stato così che le Edizioni “Italo Svevo” e l'IRCI, Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata” di Trieste, hanno promosso la presente iniziativa e, avendo individuato nella persona del veneziano Alberto Rizzi lo studioso più idoneo cui affidare il compito di provvedere a fornire al pubblico italiano un'opera come l'avevamo originariamente concepita, oggi possiamo presentare la guida più completa e corretta del territorio costituente lato sensu la Dalmazia. L'autore, già funzionario presso il Ministero dei Beni Culturali prima, quello degli Affari Esteri poi, confratello della Scuola Dalmata dei Ss. Giorgio e Trifone, massimo esperto dei leoni marciani, già così numerosi nella regione, si è sobbarcato l'onere di tutta una serie di viaggi nelle varie località della Dalmazia per verificare sul posto lo “stato delle cose”, operazione che si è rivelata fondamentale e dalla quale non si sarebbe potuto prescindere per la più corretta possibile compilazione della guida. Egli ha così potuto fornire non solo dati aggiornati e precisi sulle situazioni locali, ma ha prodotto una serie di “guide nella guida”, fornendo interessanti itinerari per le diverse zone. Lo studioso, che ha completato intan to solo la prima parte dell'opera comprendente il territorio fino a Sebenico, ha corretto numerosi errori in cui altri erano incorsi, aggiornando dati che ripetutamente si presentavano sbagliati o inesatti nella guidistica regionale. La delicatezza e singolarità di questa operazione culturale sta anche nel fatto che, come abbiamo già detto, non esistendo guide “moderne” della Dalmazia in Italia, frutto di ricerche italiane, si è costretti a risalire normalmente alla citata vecchia guida del Touring Club del 1934 per ragionare in italiano su questa splendida quanto complessa regione. Non fosse altro che per l'aver stabilito con correttezza la toponomastica o le giuste corrispondenze, avremmo già fatta opera meritoria se, in questo modo, le decine di migliaia di turisti italiani che trascorrono le vacanze sulle coste dalmate o sulle isole, finalmente, imparassero a dire Spalato, Ragusa, Cattaro, Zara... E' implicito l'augurio che la nostra guida abbia la giusta diffusione che merita e possa accompagnare i visitatori, ignari o non del territorio, ad un'adeguata conoscenza critica della regione. Le Edizioni “Italo Svevo” e l'I.R.C.I. hanno voluto, in perfetto accordo, per dare maggiore completezza all'opera di Alberto Rizzi, presentare, per la prima volta, accanto alla Dalmazia, a nord, anche l'area di Fiume e del Quarnero e, a sud, anche il litorale tra Budua e il confine albanese. A nostro avviso l'Autore, affrontando con grande professionalità la descrizione di tante sculture, architetture e pitture, ha saputo riunire e accostare le opere illustrate, ha provveduto a un puntuale riscontro delle date e, attraverso l'analisi comparata, ha potuto individuare le peculiarità artistiche locali, non mancando di soffermarsi su specifici settori misconosciuti al grande pubblico quali ad esempio l'araldica lapidea e l'altaristica. La guida è dotata di una documentazione fotografica, talvolta inedita, a testimonianza di ciò che l'autore ha voluto affermare e dimostrare, cioè la continuità del carattere italico che si è potuto o voluto conservare in quei territori, carattere forgiatosi in piena latinità, che le popolazioni dalmate seppero tutelare anche nei secoli oscuri, nell'idioma, negli ordinamenti civili e nell'arte. In sostanza viene qui pubblicata un'opera informata opportunamente di cultura italiana, specialmente veneziana, che verrà incontro sicuramente alle esigenze dell'attento pubblico che vorrà utilizzarla. Utilissimi si dimostreranno gli Indici compilati con accuratezza dallo stesso Rizzi. Al lavoro di questo studioso, la nostra redazione ha deciso di aggiungere, ove riteneva opportuno, un testo tecnico che vuol considerarsi come un breve portolano delle coste adriatiche orientali, con tutte le isole di appartenenza, comunque essenziale e utile specie ai diportisti nautici. PIERO DELBELLO (Istituto Regionale per la Cultura Istriano-fiumano-dalmata di Trieste) SERGIO ZORZON (Edizioni Italo Svevo Trieste)