Prima fila da sinistra a destra: 1. Ferfila Emilio (abitante a Trieste), 2. Selles Amedeo (deceduto a Verona), 3. Binaghi Antonio (deceduto a Trieste), 4. Lauri Arturo, 5. Fiuman Giovanni (deceduto a Trieste), 6. Dolce Antonio (abitante a Trieste), 7. Rodella Rodolfo (deceduto a Pola), 8. Racchi Giovanni, 9. Tomasi Giuseppe (deceduto nel periodo bellico), 10. Zimuel. Seconda fila da sinistra a destra: 1. Ronutti Alfredo (deceduto nel Friuli per causa di guerra), 2. Benco Giuseppe (deceduto durante la guerra a Pola), 3. Gallob Arnaldo (deceduto a Gorizia), 4. Maraston Giovanni (abitante a Lucca), 5. Micovillovich Giovanni (deceduto a Pola), 6. Pribetti Pietro (deceduto a Trieste), 7. Maier Francesco (abitante a Trento), 8. Papadopoli Pietro (deceduto a Trieste), 9. Lorenzin Giuseppe (abitante a Pola),. 10. Carlin Giuseppe (abitante a Trieste). Terza fila da sinistra a destra: 1. Missan Giovanni (abitante a Pola), 2. Della Vecchia, 3. Peracchi Giovanni (abitante a Pola-Altura), 4. Terlon Giovanni (deceduto a Pola), 5. Giadressi Antonio (deceduto a Gorizia), 6. Blasco Giovanni (abitante a Pola), 7. Odoni (detto Jajo) Mario, 8. Gruden Ettore (emigrato nel Venezuela), 9. Musco Antonio (deceduto a Pola) La bandiera del Corpo mentre viene scortata in via Carducci. Si notano: il vigile scelto Pribetti (alfiere) con il vigile scelto Racchi (a destra) e il vigile Carlin. In seconda fila, da sinistra, I vigili Sellee e Ferfila. Il drappello in alta tenuta era al comando del vicebrigadiere Fiuman Sfilata della bandiera del Corpo, con scorta e banda, per le vie della città Il comandante del Corpo esamina le caratteristiche della moto «Gilera» di cui sarà dotato il Corpo Squadra di vigili urbani che, al comando del vicebrigadiere Fiuman si affermò brillantemente in una gara di tiro a segno. Da sinistra: Gruden, Pribettl, Binaghi, Lorenzin e Missan Il vicebrigadiere Giovanni Fiuman, nato il 29 novembre 1900 a Pola, morto a Trieste il 25 maggio 1961, all'inizio della sua brillante carriera, che lo fece giungere al grado di maresciallo nel Corpo e di ufficiale ispettore nella Polizia Civile a Trieste il vigile turbano scelto Emilio Ferfila nell'uniforme estiva con bandoliera di cuoio marrone La rievocazione della vecchia Pola concernente luoghi, fatti, persone, continuata con successo nell'Arena di Pola contribuisce a rendere vivo il ricordo degli anni trascorsi nella città d'origine ai prolughi. La fotografia delle 29 guardie municipali di Pola ai piedi del tempio di Augusto in Piazza Foro pubblicata nel n. 9 dell'Arena di Pola del 15.3.1977 ha ricordato i tutori municipali dell'ordine che furono al servizio del Comune italiano di Pola e portarono le insegne di quest'ultimo. Gli stessi meritano quindi un posto di rilievo nella storia rievocativa della città di Pola. Con riferimento quindi all'elenco dei vigili apparso nel numero 23 dell'Arena di Pola del 5 luglio 1977, sembra opportuno ripubblicare la succitata fotografia con l'indicazione dei nominativi di ognuno, forniti dal cav. Emilio Ferfila, abitante a Trieste in via Campi Elisi numero 3. Il comandante Antonio Dolce, che guidò i vigili urbani di Pola (allora chiamati «guardie municipali») dal 1930 al 1937, vedendo le fotografie che qui pubblichiamo, al ricordo lontano di un'attività, cui s'era dedicato con entusiasmo, così si è espresso: «Posso dire che il Corpo delle guardie municipali di Pola mi diede tanta soddisfazione. Avevo cercato e trovato nei suoi componenti, all'inizio di una carriera non facile, una sincera, operante collaborazione. Eravamo troppo pochi (un comandante, due sottufficiali, 4 vigili scelti e 22 vigili) per disimpegnare adeguatamente i complessi servizi della polizia municipale in una città di circa quarantamila abitanti, che ospitava considerevoli forze armate: marina, esercito,. il battaglione San Marco e altri contingenti specializzati. «Si lavorava molto, direi duramente, ma con entusiasmo perché le nostre fatiche venivano apprezzate e premiate con riconoscimenti unanimi sia della civica amministrazione che da parte della popolazione, che voleva bene ai suoi vigili. Avevo loro soprattutto inculcato il senso del dovere e le fonti del diritto, base fondamentale di ogni attività: vivere con specchiata onestà; non nuocere al prossimo e aiutarlo, con altruismo e bontà, riconoscendo a ciascuno il suo. Nella didascalia della foto di gruppo, pubblicata nel numero "speciale" de L'Arena di Po-la Gorizia, 15 marzo 1977 è detto, molto bene, ch'essa ricorda "un aspetto della vita cittadina di quarant'anni fa". Nel rivederla, dopo tanti anni, sono stato preso da uri senso di ammirazione e commozione nello stesso tempo, riandando al passato, ai giorni lieti e meno lieti di quel periodo, precursore di tanti avvenimenti passati ormai alla storia. «Alcuni vigili (Fiuman, Pribetti, Binaghi, Ferfila) disciolti i Corpi della polizia italiana, per l'occupazione alleata del territorio, entrarono a far parte delle istituite "Forze di Polizia della Venezia Giulia", comunemente chiamate "Polizia Civile", facendosi subito notare per la preparazione professionale. Giovanni Fiuman divenne ufficiale ispettore, lasciando un ottimo ricordo per le qualità morali e la preparazione professionale. Così Binaghi, Carlin e Ferfila. Quest'ultimo, per l'ottimo servizio svolto dal 18 aprile 1947 al 1967 vicebrigadiere della polizia amministrativa passato ai Lavori Publici, si è meritata l'onorificenza di cavaliere al merito della Repubblica. Ho tutti i vigili vivi nella memoria e nel buon ricordo di un lavoro impegnativo svolto, in comunione d'intenti, per i] bene di una città alla quale mi legano tanti ricordi».