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La caratteristica cisterna comunale di Visinada, coi suoi due pozzi sormontati dai rispettivi ferri lavorati artigianalmente a mano, nei tempi passati, è stata doppio oggetto per due splendide ed inusitate assunzioni artistiche.
La prima coglie e prospetta la parte anteriore della cisterna quasi in tutta la sua lunghezza, con la sua breve scalinata e con la vera del pozzo in primo piano. Sullo sfondo la casa già Maraston, e poi Dopolavoro, rustica nell'alto suo aspetto, ma ingentilita e movimentata nel suo lungo poggiolo. La foto è incorniciata dal volto del Comune (ex palazzo Grimani) da dove, appunto, è stato diretto l'obiettivo dell'apparecchio.
La seconda ci mostra un settore della stessa cisterna, nella parte sua più alta, poiché essa fu costruita su terreno in pendio. In primo piano, nelle armoniose sue linee, uno dei due pozzi, proiettato sull'antico «fontego», cui lo sovrasta il suo fiero leone di S. Marco.
Ma ad esso, come si vede nell'immagine, qui riprodotta, è stato dato in questi ultimi tempi, nell'angolo, in basso, a sinistra, un altro compagno, a fargli ben degna compagnia. E' quello della lapide-tariffa di cui abbiamo discorso l'altra volta, qui sistemato per salvarlo da sicura rovina.
Nella terza immagine, il balcone dal caratteristico poggiolo, della Casa Fattor-Orrù. Esso sovrasta, da questo lato, il più 'modesto ingresso, dalla porta ad un battente in legno naturale. Di fianco una scritta murale, che data di qualche anno, quando si girò a Visinada un secondo film, dopo «I Guerrieri», che abbiamo rivisto nella penultima domenica di agosto. Come questa era ambientata in un paese francese presso Nancà, così quella della scritta in discorso rappresentava 'una località del ... Messico.
FRATE FELICE