Didascalie: II coro «Genti Giulie» diretto riailo zaratino Paolo Rossi II coro «C. A. Seghizzi» diretto dalla polesana Cesarina Gherardini In attuazione del programma culturale messo in calendario, Comitato di Udine dell'ANVGD ha organizzato, il 4 ottobre, la manifestazione «Dal Cogliane a Promontore» che ha avuto un ottimo successo per la brillante esecuzione dei cori e per !a presenza di un pubblico formato non solo da profughi anziani e giovani, ma anche da appassionati di musica popolare e da simpatizzanti delle nostre tradizioni. Erano giunte anche comitive da Gorizia, Trieste e Pordenone. Il presidente del Comitato, ing. Silvio Catalini ha espresso all'inizio un caldo saluto di benvenuto sottolineando il siglificato della manifestazione rivolta a riaffermare l'attaccamento delle nostre genti alle loro tradizioni più genuine ed autentiche. La manifestazione era dedicata al patrimonio musicale popolare giuliano-dalmata; ma si è voluto inserire anche canzoni friulane per rendere omaggio alla generosa terra che ospita moltissimi profughi, i cui figli e nipoti hanno oramai acquisita come una seconda patria. Inoltre, era intendimento degli organizzatori di sottolineare i motivi che accomunano tanta parte dello spirito e della storia delle due regioni; tra giuliani e friulani esistono. infatti, molteplici legami che trovano fondamento in una storia ricca di motivi, di consonanze e di analogie, che ha finito per plasmare anche lo spirito dee due genti. In Friuli, del resto, i giuliani ed i dalmati hanno trovato ospitalità e simpatia, inserendosi attivamente nella locale realtà comunitaria. Lo spettacolo. che si è svolto all'Auditorium provinciale gentilmente concesso dall'Amministrazione provinciale, ha voluto simboleggiare l'arco ideale statoilitosi tra le genti vissute e viventi tra il mante più alto della Carnia e l'estremità dell'Istria. Sono intervenuti, per quasi tutta la parte in friulano, il gruppo corale «C. A. Seghizzi» di Gorizia, diretto dalla polesana prof. Cesarina Gherardini e ormai affermato in campo nazionale ed internazionaie; mentre per la parte giuliano-dalmata si è esibito il coro misto «Genti Giulie» della Lega Nazionale di Trieste, diretto dallo zaratino m.o Paolo Rossi, formato per la maggior parte da graziose signorine, un coro giovane per fondazione ma che ha tutte le premesse per affermarsi. I due gruppi corali si sono alternati nella esecuzione delle canzoni programmate: tutte belle ed applaudite sia le nostre che le friulane. L'amore, íd mare, i monti e l'amicizia sono stati i fili conduttori dello spettacolo. Dall'ingenuo dialogo tra due innamorati descritto in •Se ti taci une manine» del buiese m.o Cesare Augusto Seghizzi, si è passati alla più pratica e spensierata canzone fiumana del 1897 «Andemo al Comunal» di G. B. lJna nota di tristezza è celata sul pubblico nell'ascoltare «Mandi o tiare» dí C. A. Seghizzi, dedicata ad un amico scomparso ín un incidente di montagna; ma la tristezza è stata subito fugata dalla breve ma applauditissima canzone triestina «I Stornei» composta nel 1904 da O. Broghiera. Mare, luna e amore nella canzone in dialetto gradese «La luna» composta dal poeta Biagio Marin e musicata da Cecittà Seghizzi, alla quale è stata contrapposta la ben nota «La batana» composta in dialetto rovignese da G. Devescovi e musicata da A. Zecchi. La villotta di C. Seghizzi e di G. Del Mo-nato «A me basta un fil di lune» ha recato una gentile nota di romanticismo. però interrotta dalla canzone popolare del 1914 «L'orologio» dedicata a Zara dai suoi figli che la lasciarono per andare alla guerra, che ha strappato, specialmente ai dalmati presenti, un nutrito battimani. La seconda parte dello spettacolo si è imperniata, per la maggior parte, su motivi in triestino e ín istriano. I goriziani hanno brillantemente eseguito «Canti trieetini» di C. Noliani e M. Macchi, mentre ll coro « Genti Giulie» con «Pala romana » (1913) di A. Saitz e L. Speranza, ha suscitato d'entusiasmo dei presenti. In quasi sacro silenzio è stata ascoltata la nota «Stelutis alpinis» del poeta friulano A. Zardini e armonizzata da C. Seghizzi, cui ha fatto seguito «Barcarola» (o Marinaresca) di P. Camici, che ha nostalgicamente ricordato i,l nostro bel mare dal quale, in lontananza, i nostri pescatori potevano scorgere le luci delle loro città; eseguita brillantemente dal giovane coro triestino ha saputo toccare talmente la sensibilità del pubblico da richiederne id bis. Sembrava di trovarsi in una qualsiasi sagra della nostra Istria quando i goriziani hanno intonato «Acquarello» un insieme di ben scelti motivi fololoristici, armonizzati dal m.o N. Milotti del coro italiano «Mariani» di Pala. Naturalmente non poteva mancare l'intramontabile motivo naturale e caratteristico delle nostre terre «La bora», canzone del 1899, musicata da S. Negri su parole di E. Curet. I due cori dovevano concludere la loro partecipazione con «Gotis di rosade» di C. A. Seghizzi e «Canta San Giusto» di U. Conradini e G. Natti, ma, a richiesta i due direttori hanno voluto allungare il programma con altri motivi istriani eseguiti dal «Seghizzi» e con l'Inno della Lega Nazionale da parte del «Genti Giulie», che hanno strappato, ancora una volta, un lungo applauso, quasi a sottolineare e premiare l'abilità dei direttori e dei coristi in una manifestazione che rappresentava una novità per la città di Udine e che il Comitato ANVGD ha voluto organizzare per offrire un motivo di unione tra i profughi della provincia udinese che il tempo, purtroppo, ha disunito; ed anche per dimostrare che non stiamo solo a chiedere di tesserarsi, ma di interessarsi alla vita dell'associazione degli esuli. In questa cronaca non possiamo tralasciare un cenno per i presenti: abbiamo notato l'assessore comunale prof. Carrozzo, il lussignano dott. Gabriele Damiani, consigliere comunale, il prof. Angelo de Benvenuti, i fratelli Bugatto. Ecco, un po' alla rinfusa, i cognomi di amici, profughi e non, che ricordiamo essere stati presenti: Lugnani, Spadaro, Archesso, Bartole, Fornasaro, Giraldi, Benedetti, M.alusà, Di Salvo, Nordi, Nassimbeni, Relja, CliSassara, Rigo, Petitto, Cristofoli, Rocco, Battistella, Paliaga, Benci, Predonzani, Antoniassi, Cicogna, Marinig, Gianone, Cattalini; chiediamo scusa per i tantissimi che abbiamo dimenticato, in quanto ci è impossibile ricordare tutti. Da queste pagine scrive I'ANVGD vada il nostro più oaloroso ringraziamento all'Amministrazione Provinciale, alle Direzioni delle due corali, ai bravissimi maestri, ai coristi, al presentatore A. Venturini ed a tutti coloro, che con il loro aiuto e la loro presenza hanno_ .permesso un così buon esito della manifestazione, confermandone la validità ed incoraggiandoci a proseguire nella organizzazione di manifestazioni consimili anche nel prossimo futuro. Un particolare ringraziamento merita il m.o Benedetti che è stato l'animatore ed il principale organizzatore della manifestazione