Didascalia: Emma e Antonio Slocovich in una foto ricordo del loro matrimonio: «Il tempo si è fermato; tu sei la mia regina, ed io sono il tuo re»
Il carattere -della nostra gente, che anche nella lontana America non dimentica l'Istria, si manifesta in ogni occasione lieta: 'Antonio Slocovich, all'età di oltre cinquant'anni ha portato all'altare Emma, di origine italiana e emigrata nel Nord America da altre venti anni. Nel momento in cui è entrato nel libro di San Luca, egli ci invia una carissima lettera che trascriviamo per tutti gli amici di Pisino, esuli in Italia e nel mondo intero.
«Dopo tanti tira e mola e lassa là, finalmente il cosidetto barone se ga sposà; credevo de no andar più in amar; invece mi si sono spalancate porte e finestre e sono contento del passo che ho fatto; ochei! Allora il matrimonio è riuscito magnificamente; centocinquanta invitati; una magnifica cerimonia, un buon pranzo con molto brio; tra gli invitati anche il prete che ci ha sposati; ho cantato la canzone della Zingara, Trieste mia, Viva Pisin la patria del marbin accompagnato da quattro musicanti. Non mancava anche «el guzzo» che faceva un rimbombo come nella sala Ferencich in Iungla (così battezzata da noi a Pisin); il pranzo è durato dalle due alle sette del pomeriggio; -sul finire dopo aver ringraziato tutti, gli sposi, scortati da quattro amici, sono stati portati con l'auto in viaggio di nozze; vennero prenotate le camere in un magnifico albergo, tutto all'antica, molto lusso, corazzieri e napoleoni agli angoli delle sale; Antonio si sentiva più forte e robusto; l'albergo aveva tanti stemmi reali (credo che venivano in questo albergo una volta i regnanti).
BUONUMORE. Per l'occasione delle nozze, mi sono fatto confezionare il frak; neanche il sarto di Napoleone è stato impegnato per quattro mesi a farsi il frak come lo sono stato io (Antonio anche in America fa il sarto); volevo andare all'altare vestito come un pupo di vetrina; frak grigio scuro e pantaloni -rigati; la sposa in bianco, come una colomba; l'età non conta; eravamo scapoli tutti e due. Allora, siamo stati in questo albergo per dieci giorni. Poi la scorta è venuta a prenderci di nuovo e ci ha portati a casa nostra; dissi agli amici: avete avuto paura che ci rapissero, sapevamo venire a casa anche da soli, conosciamo bene le vie del mondo.
L'inverno è stato per noi -un vero letargo d'amore: lavoro e casa; è venuta anche la primavera; in giardino abbiamo una ventina di rosai e molti fiori; in orto ho piantato ventiquattro piante di pomodoro, radicchio e ruccola (le sementi ho avute da Pisino, dai Lanza); anche i Lanza erano invitati alle mie nozze; la casa è messa a nome mio (così vedete che morto un papa si fa un altro); con i miei risparmi ho attrezzato la casa ed ho lasciato in banca un po' di denaro caso mai una malattia oppure per la cassa di morto; sono a casa per qualche giorno e metto a posto le mie robette; ho in lavoro un vestito per una bambola del settecento da regalare alla figlia della Fioritta Dorcich in Bassi che si e sposata in questi giorni a New york; eravamo invitati ma non abbiamo potuto andare; in questi giorni di vacanza faremo un salto da loro e porteremo la pupa. Mia moglie ogni tanto si lagna di qualche malanno; io le dico che i primi cento anni è così e poi tutto bene.
Un'altr'anno verremo in Italia salvo complicazioni come dice la vecchia canzone: l'avvenire non si sa.
CON GLI AMICI. Ho sofferto tanto di nostalgia che persino mi sono ammalato e poi dissi tra me: Antonio rassegnati e metti i pensieri tutti in uno che quando viene l'ora in una parte del mondo dobbiamo pure lasciare la pelle.
Il destino mi ha riservato delle belle doti, cioè un buon carattere e se qualche volta scrivo delle fesserie non badate; la penna mi scorre; lasciate passar tutto; l'albero ,di rovere non ha fatto mai arance e così sono io.
Avrei piacere se qualcuno si prendesse l'incarico di pubblicare la fotografia delle nostre nozze sull'Arena di Pola (sta buono Antonio che si è preso l'incarico l'amico Ottavio); ho letto con piacere sull'Arena di Pola la mia prima lettera con la quale annunciavo il mio fidanzamento.
Ero a New york da Mario Frandolli; per le feste dell'ultimo dell'anno e per Pasqua mi son fatto due frak di colori chiassosi ed ho comperato un cilindro color ciclamino a fiori; così vestito ho invitato a casa mia gli amici ed abbiamo cantato le nostre canzoni; passiamo la vita in buona armonia con i vecchi e con i nuovi amici.
Il mio indirizzo è: 252 West Park Lane Clifton Heighte PA 19018».
(Caro Toni, io ho fatto del mio meglio per pubblicare sull'Arena di Pola la tua lettera e la tua foto; tu manda i soldi di un abbonamento se non sei già abbonato. il 'tuo vecchio amico Ottavio).