foto Didascalia: L'avv, Alfredo Giovannini, sindaco di Biases, presenta la mostra II Romanico in Istria: la mostra itinerante inventata dal Centro di Culture giuliano-dalmata, che ha gia portato per mezza Italia le suggestive fotografie di Livio e Giorgio Del Pino, era approdata l'inverno scorso a Como: ha ora varcato il confine della vicina Svizzera, risalendo la valle del Ticino; ha qui trovato una sua degna collocazione in una importante manifestazione di livello europeo, la cui intitolazione 6 estremamente appropriate ad accoglierla: «II Canto delle Pietre». Si tratta di una rassegna di canti sacri medioevali eseguiti in sei concerti in alcune delle chiese suggestive del Cantone da complessi corali, provenienti della Francia, del-la Germania, dall'Austria e dall'Italia. E si pub dire che, rispetto a queste rappresentazioni, Ia mostra del nostro Romanico costituisce un elemento costante di continuità, come il basso continuo che accompagnava i canti medioevali. Canto delle pietre: perché appunto le musiche eseguite risalgono all'epoca in cui le chiese romaniche venivano edificate in tutta Europa, soprattutto in pietra, net risorgere del fervore religioso e civile che aveva contrassegnato il superamento del fatidico anno Mille. Canto delle pietre anche quello delle chiese istriane, perché queste furono edificate in pietra in quel triangolo di terra bagnato dall'Adriatico, in cui l'unico elemento di cui vi era abbondanza erano appunto le pietre. Ma i legami con il Ticino non sono casuali: avevo gie scritto, dopo la mostra di Como, che anche per quella regione che si arrampica fino alle zone alpine pib elevate ed impervie, sussistevano caratteri di povertà analoghi ai nostri, in una natura arida ed avara, in cui ogni pezzo di terra poteva es-sere coltivato e dare i suoi frutti solo con tanto duro lavoro. Se in Istria, per sfuggire alla stretta dell'indigenza ci si riversa verso il mare, da quelle vallate si scese verso le pianure, ingrossando le file dei maestri comacini che poi portarono in tutta la Lombardia e ancor piü lontano la loro abilità nell'edificare chiese e campanili adatti per il culto delle piccole comunità agricole e per la raccolta in preghiera di popolazioni ricche solo di fede. C'é un altro elemento. peraltro, che unisce il Ticino all'Istria, ed a il Patriarcato di Aquileia, at quale Como e le zone superiori della valle del Ticino rimasero per lunghiSsimi tempi legati, non riconoscendo l'autorità dell'assai piu vicino vescovo milanese: for-se questo, piü che altri avvenimenti fortuiti, pub spiegare Ia somiglianza delle soluzioni architettoniche di molte delle chiesette disseminate nelle due regioni, e cioe la scelta, per edificarle, di costrutton sorb alla stessa scuola e parimenti graditi all'autorita ecclesiastica che presiedeva a quei luoghi. La basilica di Aquileia costituisce, nelle immagini fotografiche della mostra, una parte introduttiva importante, che si lega at passaggio all'epoca del Romanico: e I'unione che ii Patriarcato rappresenta viene giustamente messi in rilievo, dato che il titolo recita esattamente cosi: il Romanico in Istria - Una storia scritta dalle pietre - II Patriarcato di Aquileia per 1200 anni, dal Ceresio all'Istria». Una parole deve essere anche spesa per Ia sede della manifestazione, thee Ia casa del Cay. Pellanda, una entice casa patrizia di Biasca, ora destinata ad ospitare mostre e con ferenze, particolarmente adatta per la sua austerità signorile all'attuale utilizzo. Vasta partecipazione di autorità e di esponenti della culture e del turismo ticinesi e comaschi alla inaugurazione; vasta partecipazione anche alla conferenza dal prof. Mario Mirabella Roberti, che ha illustrato con lo stile brillante e con la verve che gli sono usuali i significati ed i valori del nostro Romanico, riuscendo ad off rire anche in terra straniera un esempio: dell'italianité delle nostre terre prima dell'ingiusto trattato di pace. II richiamo che l'avvenimento ha avuto a Biasca é stato molto ampio, ed e anche logic° che fosse cosi, dato che per promuovere il programma del "Canto delle pietre» aveva operato un apposito Comitato cantonale ticinese — in collegamento con l'Autunno musicale di Como — al quale avevano aderito in primo luogo lo Stato del Canton Ticino e poi I'Ente ticinese per il Turismo, i vari Enti turistici delle città del Cantone, Associazioni musicali, Circoli comunali di culture nonché vari Comuni: in tutto, se non vado errato, oltre venti tra organismi pubblici e associazioni private. Tra le persone intervenute, le massime cariche del Cantone e dei comuni, oltre ai presidenti ed ai dirigenti delle varie associazioni ed enti. Circa iI successo di pubblico va detto che questo risponde con entusiasmo alle iniziative che le organizzazioni locali promuovono per animare Ia vita culturale del Cantone e premia gli sforzi di coloro che spendono le loro energie: un successo che, in questa occasione, ha consentito di far sentire finalmente anche oltre frontiera una voce della storia e della culture delle terre da cui siamo esuli. Gigi Muggia