Enunciate, nel ventennale dell'esodo, le direttrici del nuovo irredentismo che guarda a prospettive di pacifica evoluzione nel contatto fra le genti dell'Adriatico Portata dal Prefetto Princivalle l' adesione del Governo - foto
Didascalia:
Le autorità intervenute alla manifestazione di Monfalcone
Il corteo attraversa Monfalcone
L'on. Barbi mentre pronuncia il discorso commemorativo
Il ventennale dell'esodo . stato degnamente comme¬morato domenica 27 marzo Monfalcone. La manifestazione, organizzata dalla Con¬sulta regionale e dal Comi¬tato provinciale di Gorizia dell'ANVGD, col Patrocinio della presidenza dell'esecuti¬vo centrale, è pienamente riu¬scita, sia per il grande con¬corso di esuli e di rappre¬sentanze provenienti, in par¬ticolare dalla Regione Friuli-Venezia Giulia e dalle pro¬vince venete e lombarde, sia per d'impostazione seria, no¬bile e dignitosa delle varie cerimonie in programma. I molti significati della giorna¬ta sono stati compresi dalla cittadinanza monfalconese e dall'opinione pubblica in nere e sono apparsi Piena-mente riecheggiati nella loro esatte dimensioni dagli arti¬coli di cronaca pubblicati dai vari quotidiani locali. Ala manifestazionehanno presenziato l'assessore regio¬nale alle finanze dott. Tripa¬ni, per il presidente della Re¬gione dott. Berzanti, il Pre¬fetto di Gorizia don. Princi¬valle, il presidente dell'Am¬mnistrazione provinciale dott. Chientaroli, il sen. Vallauri e l'on. Bologna, il comandan¬te del Presidio militare gen. Frova, il gen. Colombo, l'In¬tendente di Finanza dott. , drausoli, il Questore dott. Guida, il comandante del Gruppo Carabinieri magg. Berlanda, il comandante del Gruppo Guardie di Finanza ma.. Molinari, l'assessore al Comune di Trieste dott. Va-scotto, gli assessori al Co¬mune di Gorizia rag. De Si¬mone e Fantini e numerose altre autorità. Quanto mai nutrite le rappresentanze del¬le organizzazioni degli esuli: il comm. Giusto Carra, in rappresentanza del prof. nonchè il comm.Clemente ed il dott. Colella, ri¬spettivamente segretario e vi¬cesegretario generale dell'Ope¬ra Assistenza ai profughi giuliano dalmati, il dott. Fragiacomo presidente del CLN dell'Istria, l'avv. Ponis presi¬dente della Consulta dei Li¬beri Comuni dell'Istria, il dott. Della Santa, presidente dell'Unione degli Istriani, il dott. Salvini presidente del Circolo Dalmatico «Jadera. di Trieste, Cobelli e Secco in rappresentanza della Sezione di Fiume della Lega Nazio¬nale, a sua volta rappresen¬tata da un gruppo di diri¬genti; ed inoltre la poetessa Lina Galli, Furlani in rappre¬sentanza dell'Associazione Fa¬miglie Congiunti dei Depor¬tati in Jugoslavia di Gori¬zia, il col. Carlo Coruholo presidente. della Federazione di Gorizia dell'Associazione Combattenti e Reduci; nume¬rosi labari e bandiere dei Co¬mitati provinciali e dei Gru, pi Giovanili Adriatici del¬l'ANVGD di Venezia, Udine, Gorizia, Ronchi dei Legiona¬ri, di numerosi Comuni del¬l'Istria e di Fiume, del Cir¬colo Dalmatico «Jadera, del¬la Lega Nazionale e del col¬legio «Fabio Filzi., i cui ra¬gazzi erano agli ordini del di¬rettore dott. Schipizza. L'ANVGD era rappresenta¬la dall'Esecutivo centrale, dal segretario nazionale dott. Car¬lo Stupar, dal direttore del¬l'Ufficio assistenza padre Fla¬mini° Rocchi, nonchè ala nu¬merosi dirigenti periferici, tra cui i consiglieri nazionali don. Tommaso Paulin, presidente della Consulta regionale Emi¬lia e Romagna, Antonio Ce¬pich, Mario de Vidovich, don. Raimondo Raimondi
dente stella Consulta veneta, Tullio Valle, dott. Renato Penso, dal presidente del Co¬mitato di Milano conte Otta¬vio Martinis, dal presidente del Comitato di Vicenza Ma¬raspin, dal presidente del Comitato di Verona prof. Et¬tore Stefani, dal presidente del Comitato di Imperia, dal prof. Gino Bambara, presi¬dente della «Famiglia '..zarati.na. di Brescia, dal membro dell'Esecutivo provinciale di Milano cav. Marcello Rocchet¬ti, dal segretario del Comi¬tato di Venezia Rinaldo Ma¬yer, dagli ex dirigenti giova¬nili prof. Ugo Bassi e dott. Franco Vella. Al completo, inoltre, i dirigenti provinciali e regionali, tra i quali Ezio Marcuzzi, reggente il Comi¬tato provinciale di Udine, i membri dell'Esecutivo provin¬ciale del Comitato di Gori¬zia rag. Franco Moise, cav. Marcello Percovich (al quale, durante .1a laboriosa fase or¬ganizzativa era stato affidato il compito di presiedere il Comitato interno), cav. San¬to Ziberna, dott. Ferruccio Veronese, signorina Bruna Sirotti, il segretario Gianni Cicogna; i presidenti delle Delegazioni comunali di Poi, chi dei Legionari Virgilio Doria, di Grado Giuliano Mat¬tiassi e di Fossalon Umberto Zonta, nonchè gli esponenti monfalconesi che hanno dato un apporto determinante al¬l'organizzazione Doria, dott ¬OrLini, Radin, Scordilli., Fran¬ceschini, Tagliapietra, Sala. mon, Zuccon. Un ringrazia¬mento particolare va tribu¬tato al vice sindaco di Mon¬falcone Onorino Marchesan che, membro del Comitato Organizzatore nella sua veste di esule da Isola d'Istria, ha recato un contributo vera¬mente determinante alla riu¬scita della manifestazione.
La Messa di Don Felice
I riti celebrativi del «Ven¬tennale Esodo hanno avuto inizio alle 9 con una messa celebrata nella chiesa del Rosario dal popolare «pro-te dell'esodo mons. Felice Odorizzi. La chiesa era insuf¬ficiente a contenere la grande folla degli esuli che avevano ' raggiunto Monfalcone. Buona parte dei convenuti ha dovu¬to sostare all'esterno del tem¬pio, dove il celebrante con elevate parole esprimeva al Vangelo la commozione degli astanti, rilevando i molti si¬gnificati della giornata rie¬vocativa con la memoria ai momenti più toccanti dell'u do di Pola e dei viaggi del «Toscana. ed esortando tutti ad obbedire ai richiami ed alla «voce univoca e concor¬de. che ispirava la manife¬stazione.
Terminata la Messa, si i formato un corteo che, poi ceduto da labari e bandiere, ha percorso le vie del Ro savio, IX Giugno e Rossetti, per raggiungere il Monumento ai Caduti, che sorge al fianco della basilica di Sant'Ambrogio. Gli allievi dei collegio «Filzi. reggevano una grande corona d'alloro con i nastri e la scritta dell''ANVGD. L'omaggio ai Caduti è stato reso dall'on. Barbi, presidente nazionale, e dal dott. Cattalini, presidente regionale del I 'Associazione. Mentre veniva deposta la corona e la massa degli esuli sostava in raccoglimento, si sono diffuse le note dell'inno all'Istria. Si è cosi avvertita più viva sui volti la commozione.
Saluto del Comune
E' seguita la cerimonia culminante della manifestazione, svoltasi nella vicina sala del Cinema «Excelsion, gremitissima in ogni ordine di posti. Il vice sindaco Marchesan, a nome dell'Amministrazione civica, ha espresso alle autorità ed M profughi un indirizzo di benvenuto ed ha dato lettura di un nobile messaggio di adesione del sindaco Romani, ancora de. gente all'ospedale. D primo cittadino di Monfalcone ha voluto rendersi interprete dello stato d'animo della cittadinanza, in occasione della commemorazione dell'esodo. Con queste parole si è rivolto, tramite l'assessore aiano Marchesan, ai profughi: «Monfalcone, che con voi ha vissuto il vostro sacrificio, che un numero, considerevole di voi ha scelto come nuova città, ha avuto con il io-i stm inserimento nuova energia: le vostre iniziative la hanno portata a un livello economico superiore rispetto a quello che poteva vantare all'inizio della vostra venuta. Lasciate dunque che io vi abbracci e vi ringrazi per cluan. m avete fatto e con voi abbracci anche quelli che risiedono in altre città italiane, dove, sono certo, hanno dato quanto voi avete offerto a Monfalcone..
Ultimata la lettura dei messaggi e dei telegrammi, il dott. Cattalini ha aggiunto: A me spetta soltanto il compito di salutare e di ringraziare le autorità, i cortesi ospiti e tutti gli intervenuti all'odierna manifestazione, in questa città che abbiamo scelto a sede di una rievocazione che per noi tutti è mo tiro di ricordi tristi ma anche di legittima fierezza. La scelta di Monfalcone, fatta propria dai maggiori organi responsabili clell'ANVGD a, provando una prima felice iniziativa di Virgilio Doria, presidente della nostra Delegazione di Ronchi dei legionari, non è stata certo casuale. Non solo Monfalcone (come Gorizia, dove ci ripromettiamo di organizzare una
idtra adeguata manifestazio. ne) si trova al centro delle , località della Regione Poste sulla fascia del confine orientale che hanno dato ospitali¬ta in forma massiccia agli esuli istrioni, fiumani e dal¬mati; ma in particolare qui, a Monfalcone, esuli e citta¬dini si sono subito trovati confusi ed uniti sa di un solo fronte, quando era ne-cessar. difendere sulle piaz¬ze il patrimonio di ideali e di sentimenti più caro.
«E se, in questo momento, io faccio i nomi di Benussi, di Berani, di Radin, di Sala¬mon, di Stordititi, è per ri¬farmi con la. memoria -al ricordo del periodo della lotta più dura e più incerta, senza con questo dimenticare i mille e mille altri che di quella lotta furono protagonisti, oscuri, sì, ma proprio per questo maggiormente meritori. Perchè oggi è troppo facile, come succede anche in certi settori di casa nostra, par. lare con frasi roboanti, intransigenti e spesso solo retoriche; ma allora era molto più difficile battersi con la prospettiva che l'unica pubblicità potesse essere, ad esempio, la cronaca di un processo in tempo di occupazione militare straniera. «Sono ricordi lontani, ormai, questi. che il tempo lentamente cancella e di cui le dimensioni diverse di oggi sfumano od addirittura coloriscono altrimenti i contorni. A distanza di venti anni, oggi che la vita dei popoli si evolve verso nuove prospettive, oggi che, contro ogni s,ranza di ieri, la vita italiana rinasce e rifiorisce nelle terre che videro il dramma dell'esodo, perchè enorme è il fascino della nostra china superiore e c'è di nuovo l'orgoglio, tra la nostra gente rimasta oltre confine di professarsi di nazionalità italiana, a distanza di venti anni noi tutti ci riguardiamo indietro, consapevoli di aver operato per una giusta, per una sacrosanta causa. Oggi ci ritroviamo assieme, amici di Monfalcone, amici dell'Associazione, come fummo a, simile venti anni fa cd io tutti gli anni che seguirono, per servire, oggi come ieri, soltanto l'ideale per il quale ei siamo votati, senza velleitarismi, senza strumentalizzazioni di parte, senza i socondi fini che forse altre organizzazioni molto rumorose ma poco rappresentative Perseguono.
Ha poi preso la Parola il presidente nazionale dell'ANVGD, on. Barbi, che ha esordito esprimendo la gratitudine del suo sodalizio agli amministratori e ai cittadini di Monfalcone per l'ospitalità cordiale dimostrata. L'oratore nella prolusione commemorativa ha inteso chiarire anzitutto il significato, il ruolo e -la funzione dell'ANVGD, che aveva promosso la manifestazione. «Il sodalizio o' pera — ha affermato — per ricordare a tutti il diktat e -l'esodo, non per rinfocolare odi e spiriti di vendetta. Citi non sarebbe nel costume della gente istriana e dalmata. Noi ci riuniamo sin dalle origini della nostra organiz¬zazione associativa (a questo punto l' on. Barbi ha ricordato l'appassionata opera svolta dal primissimo dopoguerra in l'di Dratoni, fondatore dell'ANVGD a Milano e vibrante animatore di tulle le nostre iniziative) Perchè abbiamo ancora fede nella funzione storica delle nostre genti qui ai con-
fini della Patria, perché crediamo nelle loro capacità di tenere le posizioni più difficili, di illuminare e assimilarne altre Mostrando ulteriormente il concetto, l'on Barbi ha affermato: «Certo, noi ricordiamo lo do e il diktat, anche perchè non vogliamo che mai cessi in noi, nei nostri figli e nella coscienza di tutti gli italiani la protesta e la ribellione contro l'ingiustizia che abbiamo subito, in violazione del più sacro diritto di un popolo: quello di scegliersi liberamente la forma politica e statua. nella quale vivere, che oggi è riconosciuto giustamente, anche ai popoli lontani dello sviluppo civile e culturale che noi avevamo raggiunto da secoli..
A proposito del problema della lenta assimilazione delle comunita civiche in cui essi vivono e operano da tanti anni, l'oratore ha precisato: «Noi vogliamo, finché sarà possibile, continuare a con¬siderarci giuliano-dalmati, le¬gati alla tradizione, alla sto¬ria, ai valori insostituibili e caratterizzanti della nostra civiltà veneto-istriana e vene¬to-dalmata». Per queste con¬siderazioni, ha ritenuto alta¬mente espressivo il gesto del sindaco di Venezia di inclu¬dere nel Comitato d'onore delle celebrazioni del cente¬nario dell'annessione del Ve¬neto all'Italia anche l'ANVGD, a riconoscimento dell'unità etnica e culturale di tutti i veneti, mai divisi, ma fra¬ternamente accomunati dal Mare Adriatico. «Come i no sto avi, un secolo fa — ha soggiunto — giudichiamo che in Venezia era simboleggiata e rappresentata tutta la nostra gente, tutti i popoli che per mille anni sono stati uniti con San Marco, secon¬do la magnifica espressione dei cittadini di Perasti, quan¬do seppellirono il gonfalone marciano : «Ti con nu, e nu con ti!.. Soffermandosi quin¬di sulla comunità della mis¬sione civile e spirituale dei giuliani e dei dalmati, l'un. Barbi ha svolto il concetto di Patria non entità natura¬listica, cioè espressione geo¬grafica e politica, ma insieme di molteplici valori materiali e ideali, di tutti i suoi figli. All'Italia hanno recato il loro contributo i cittadini di un¬te le regioni di tutti i dia¬, letti: tutti hanno offerto il 'loro apporto. L'Italia — ha chiarito — non -sarebbe quel¬lo che è, «senza i Piemontesi e i siciliani, senza i tombardi e i napoletani. E non sarebbe se stessa neanche senni i giuliani,fiumani e i dalmati.
,Funzione essenziale
Dopo avere precisato il molteplice apporto delle popolazioni orientali d'Italia alla civiltà della nazione, Forato re ha sostenuto la necessità che tutti i suoi conterranei mantengano e alimentino in sè gli ideali per cui si sono fatti esuli. «Essi, altresì, hanno bisogno di adeguare la loro vocazione irredentistica alle situazioni concrete d domani, così da approfittare di ogni occasione per ravvivare l'attaccamento di tutti i giuliani alla terra d'origine, la sensibilità degli italiani per la questione adriatica, la volontà della minoranza italiana, rimasta a Fiume e in Istria, di conservare la lingua e la cultura della nazione d'origine. Anche Per questa finalità — ha aggiunto — noi lavoriamo con (ode e tenacia e siamo convinti che è di sommo interesse, eh., M Istria e a Fiume ci
sia ancora chi parla italiano.E noi vogliamo aiutare questi fratelli rimasti per svariate ragioni in quelle terre a conservarsi italiani di lin¬gua, di cultura e di -mentalità, parche fra venti o quarant'anni certo non ci sarà più Tito e lo stesso comunismo sarà trasformato, conte
avviene per tutti i fenomeni politici.. II nucleo essenziale delle affermazioni dell'es, nenie dei profughi, in tema t nazionalista. e di irredentismo-
[...]di pace e collaborazione, non certo di odio e di guerra. Noi vogliamo affermare la nostra tradizione civile italiana nella pace e nella collaborazione con gli altri popoli e formiamo la nostra speranza in un'Europa unita in cui l'attuale stupido confine che divide Trieste da Pala e da Fiume sia ridotto ad una linea di demarcazione amministrativa simile a quella che divide oggi le Province dello Stato pontificio da quelle del Regno di Napoli!»
Vibranti applausi hanno sottolineato i Passi salienti dei discorso di Barbi e lasi sua appassionata conclusione. Dopo il presidente nazionale dell'ANVGD hanno brevemente parlato il Prefetto Princivalle, che ha portato il saluto del Governo agli esuli, l'avv. Ponis, che ha lanciato un appello per la costruzione di un monumento al martire capodistriano Nazario Sauro, e mons. Odorizzi. E' seguita la proiezione del documentario «Genti giuliane, che con la pregevole fotografia di Gianni Alberto Vitrotti, la collaborazione di Italo Orto e li commento di G.. Villasanta, ha incisivamente riproposto il dramma della libertà giuliana nel secondo dopoguerra.