Didascalia:Roberto Biasiol pronunzia il discorso commemorativo. Alle sue spalle il Coro di Dignano.
IL folto gruppo di dignanesi residenti a Torino ha commemorato il con. immolatosi cinquant'anni or sono sul Carso, cari una manifestazione semplice ma non priva di solennità, che si è svolta domenica 4 settembre a Moretta, ridente centro industriale e agricolo della provincia di Cuneo. Un lungo corteo di macchine era partito alle 8 del mattino per portare sul posto un centinaio di persone: tutti profughi di Dignano guidati dall'infaticabile organizzatore comm. Fioretto Biasiol lieti di interrompere la consuetudine di lavoro nella capitale subalpina per ritrovarsi uniti, ricordare le proprie case lontane, parlare lo stesso dialetto, in una giornata intera prettamente «Dignanese.. Alle 9.30 al Santuario B. V. del Pilone, imponente costruzione seicentesca, ricca di storia, e di preziosità artistiche, tutti hanno assistito alla S. Messa celebrata dal Parroco Don Ponso il quale ha poi 1,0lto ai fedeli fervide Parole di fede e di amor patrio. Nelle ampie navate aleggiavano, or dolci, ora solenni, le note della Messa Solenne del Porosi, cantata con insuperabile maestria dal Coro di Dignano. Assisteva anche molto pubblico, in precedenza avverti1 io con manifesti invitanti ad assistere alla 'funzione — dedicata ai Caduti di tutte le guerre ed in particolare in suffragio di Niccolò Ferro — che, 'terminata la Messa sostò a lungo nel piazzale del Santuario dove il Coro improvvisò un applaudito concerto di canti istriani. si è avuta la commemorazione ufficiale il, Dignano, seguita con commossa attenzione da grande Colla in mezzo a cui spiccavano il sindaco doti. Sabena e le altre Autorità di Moretta. Oratore ufficiale è stato il cav. Roberto Biasiol che con eleganza efficace eleganza ha rievocato i quattordici volontari. dignanesi che nel 1915 raggiunsero l'Italia per combattere l'oppressore asburgico. Di questi quattordici alla fine della guerra solo tredici ritornarono: Niccolò Ferro era rimasto sulle insanguinate rocce del Carso in suprema dedizione alla Patria, simbolo e affermazione solenne della italianità delle genti istriane. Nella Casa dei cappellani, annessa al Santuario, si e svolto quindi il vermout di onore, offerto con simpatica i signorilità dalla ditta Carpano di Torino. Il segretario I provinciale dell' Italia irredenta ha con brevi parole salutato gli intervenuti ed affermato che l'amore per la propria terra lontana e un sentimento nobilissimo; i fratelli istriani, fiumani e dalmati che vivono profughi nelle vecchie province sanno che il loro dramma non è stato e non sarà dimenticato. E' Poi seguito il Pranzo — succulento e variato come è nella tradizione della provincia di Cuneo — al termine 'del quale il cap. Fonda, di Pirano, combattente nell'esercito austro-ungarico nel 1914, prigioniero dei russi in Galizia che, via Areang, venne in Italia dove si arruolò e combatté volontario negli alpini, ha rievocato i fasti della guerra di redenzione di cui ora non corre- il cinquantenario e 1 apporto non solo ideale, ma numerico e sostanzioso che a tale guerra portarono i figli dell' Istria, primi fra tutti Fabio Filzi, Nazario Sauro e Niccolò Ferro. Il pranzo è stato allietato da ripetute esibizioni del Coro di Digitano, complesso polifonico di elevato livello artistico che, con i dirigenti maestri Donorà, Giachin, De Franceschi e Gorlato ha donato, senza risparmia., i tesori del suo vasto repertorio. II Rettore del Santuario di Moretta, Rev. Don Pissanchi, ha voluto in ultimo ringraziamento tutti i pronunziando commoventi paro:, che fondevano in unica sintesi la fede di cui egli è sacerdote e l'amore per la Patria. Erano intervenuti anche i dirigenti degli Stabilimenti Locatelli di Moretta che avevano te complemento della. abbondante lista delle vivande (…).