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Didascalie:
Una spettacolare figure del ricco repertorio delle Frecce Tricolori, con i nuovi Aermacchi MB.339, mentre sorvolano la pista di Rivolto prima che il solista s'infili nella scia della formazione
27 aprile 1982: l'ultimo decollo in formazione dei G.91 della Pattuglia
Acrobatica Nazionale ai quali sono gia stati tolti i numeri distintivi
sui timoni: saranno assegnati al 2° Stormo di Trevis
E' un libro che dovrebbe essere letto e consultato da amatori di ogni eta; dai giovani, a motivo del-la loro naturale immediatezza e del loro fresco entusiasmo, dai meno giovani e dalle vecchie aquile «spelacchiate, per il piacere di ritrovare e di rivivere emozioni che il tempo ha forse sbiadito, ma non completamente cancellato. Sono queste le considerazioni che si possono trarre dopo aver sfogliato il terzo volume «La meravigliosa avventura - Le Frecce Tricolori dal 1961 ai giorni nostri, edito da Aviani, che il nostro concittadino, col. Renato Rocchi, ufficiale addetto alle pubbliche relazioni e impareggiabile speaker della Pattuglia Acrobatica Nazionale dal 1962 al 1978, ha presentato il 17 gennaio a Trieste, per lodevole iniziativa della Famiglia Polesana, nell'accogliente cede dell'Unione degli Istriani.
L'acrobazia aerea a state da sempre un tema ed un mondo affascinanti; nata come irragionevole aspirazione umana, si a rivelata, con il passare del tempo, fra le pie belle creazioni artistiche. La sua ammaliante storia ha trovato una approfondita ed eccezionale analisi nelle tre pubblicazioni di Rocchi, che ha saputo sapientemente ricomporre tutte le varie tappe che l'hanno contraddistinta. Questo terzo volume, di oltre quattrocento pagine, tratta, giorno per giorno, come in un diario, la vita della Pattuglia, dagli inizi del 1961 al 1990 e, indirettamente, anche quella del «cavallo acrobatico, il vetusto, ma validissimo caccia tattico leggero Fiat G. 91. Una storia fatta di cronache, di episodi, di particolari, di applausi, di successi e di trionfi, che ha donato ai piloti delle Frecce Tricolori una fame ineguagliata, ma anche una storia di drammi, di sciagure, di giornate di dolore, perchè la storia dell'aviazione, e dell'acrobazia in particolare, e una storia scritta con il sangue. Vorremmo qui ricordarli questi «ambasciatoris questi artisti dell'Aeronautica che, in forza alla P.A.N., hanno dato l'addio alla vita: cap. Andretta, cap. Jansa, triestino, magg. Gays, ten. Poffe, s.ten. Santilli, cap. Carrer, cap. Petri, col. Gallus, ten. Miglio, ten. col. Naldini, ten. col. Nutarelli, cap. Alessio, oltre ai diciassette morti, dieci specialisti della Pattuglia e Bette membri dell'equipaggio, precipitati, nell'aprile del 1971, a bordo di un Fairchild C-119, mentre stavano partendo per una manifestazione a Napoli. Da queste note. s'intuiscono le innumerevoli insidie di un mestiere da intrepidi, che i piloti delle Frecce Tricolori hanno temerariamente affrontato. giorno per giorno, consapevoli che il pericolo e sempre il compagno di volo pie assiduo. Gente estremamente semplice, affabile, cordiale, spes
so schiva net rievocare pur ciò che the interessata da vicino, altre volte presa dal vortice dei ricordi delle tante missioni compiute, delle avventure belle o brutte vissute, sempre in maniera intense. At piloti di sere, a quelli di oggi ed a quanti saranno chiamati a perpetuare la tradizione del volo acrobatico, Rocchi non poteva tributare, con la sua pubblicazione, vero strumento di ricerca, un riconoscimento migliore; un lavoro serio e paziente, organizzato con la stessa passione che ha sempre contraddistinto questo nostro amico, durante la sua lunge e brillante carriera militare.
Sergio Cionci