MEMORIE DELL'ESODO La grande bandiera - Marisa Carpenetti Rimbaldo 08/12/1984Ve voio contar subito una roba: un giorno mi e diverse altre ragazze (età che varia de un minimo de quaranta ai setantacinque) ierimo drio a separar roba de vestir, ancora -in bon stato. per le missioni, da strasse e strassete ghe gavaria ciapà un'altra strada, quando tra le mani tossa me capita? Una bandiera grande, grandissima, la nostra bandiera! Ciò, me vien squasi un colpo, go pensa: chi xe sti insempiai che «smetti» una bandiera; no xe miga un capoto che col xe fruga se lo buca via. Anche se tante volte la ga tegnù caldo el cuor dei...
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ROSSO e NERO Una squallida pellicola - Gloria Arvigo Collani 08/12/1984Ieri sera sul piccolo schermo imperversavano telenovelas, telequiz, telefilme e tele-accidenti vari e casi non ci è rimasto altro che fissare temporaneamente le nostre sconsolate pupille su un vecchio film trasmesso da una Tv regionale. Non che il programma fosse molto allettante ma la regia di Bolognini e la presenza di totò lasciavano sperare in qualche risata. L'avessi immaginato me ne sarei filata subito a letto con il «giallo» Mondadori, di quelli all'antica con il detective gentiluomo, di cui pregustavo già la lettura. Invece me ne...
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Poesia - Gloria Arvigo Collani 15/12/1984Incontrarti
e vedere nei tuoi occhi ciò che il tempo
ha fatto al mio volto sarebbe
invecchiare due volte.
Come questo giardino vorrei la mia vita.
Un nulla colorato
di fiori per segnare
i miei giorni felici; un abete frusciante per riudire la eco di lontani Natali; un giovane faggio, timido a primavere e glorioso d'autunno, per insegnarmi a sperare.
Gloria Arvigo Collani
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DIARIO Pastrocchio - Virgilio Mauro 15/12/1984Il nostro simpatico e frizzante dialetto polesano (e più in generale l'istriano e il triestino) ha ospitato e ospita parole straniere, conseguenza delle varie occupazioni, della sovrapposizione di convivenze diverse e altri motivi. L'apporto francese al dialetto è il più modesto, per la brevità dell'occupazione. Oualche esempio: file (da allez) -Cattonaro: Ale, ale, Andemo!: petesseria (da patisse-rie pasticceria) liquoreria: remitùr corruzione del comando militare al cambio della guardia demitour rumore, chiasso, strepito. Pure limitato è...
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Soliloqui Quelle voci - Calandrone 15/12/1984All'albergo ogni sera seguono discussioni tra il dottore e il ragioniere, il primo grave, anziano e altissimo funzionario di un ministero, l'altro, il ragioniere, non più giovane nemmeno lui, nervoso, politicante, nemico della burocrazia, demolitore degli ideali e della legalità. Il dottore' dice che la burocrazia è indispensabile, il ragioniere concia-ma che si tratta di -gente che vive a scrocco ed è mantenuta dal popolo. Il dottore afferma di essere sempre stato un fedele servitore dello Stato legittimo, ed è questo aggettivo che fa...
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COSE NOSTRE Per noi no - Ocialin 15/12/1984Sul notiziario dell'Anvgd di Napoli, il presidente Mario Stelh sotto il titolo «Il perché della mancata rielezione del presidente Barbi al parlamento europeo va alla ricerca delle motivazioni per cui eletto nel 1979 con 280 mila voti di preferenza, ne ha ottenuti soltanto poco più di 100 mila nel giugno scorso, benché si presentasse agli elettori con il prestigio di presidente del gruppo del partito popolare europeo. «Evidentemente qualcosa noci ha funzionato — rileva .Stetti —, anzi ha operato in senso negativo. Perché?» Egli cerco la...
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Le Tessarolo al banchetto di De Amicis - foto 15/12/1984In questa fotografia di Sebastla. fluiti, fotografo dell'i, r. corte dl Austria e del Brasile, del 1878 vediamo al centro Giovanna Tessarolo con alla sinistra la figlia Clementina del 1866 (questa sposò Domenico Vardabasso ed ebbe il figlio Stelio), ed alta destra la figlia Emma del 1868. Le tre donne furono presenti, anzi protagoniste, del banchetto offerto a Buie nella casa Tessarolo. Al tempo della visita dell'autore di Cuore, Clementina aveva 21 anni, Emma 19. (Fotografia dl Maria Vardabasso, nuora dl Clementi.)
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Riuniti a Fossano - foto 15/12/1984Ha avuto luogo a Fossano il raduno d'autunno della Comunità giuliano-dalmata della provincia di Cuneo. Ad accogliere i partecipanti è stato l'ing. Ausonio Alacevich, presidente della Consulta regionale piemontese. Il gruppo dei 47 (tale era il numero dei presenti) alquanto inferiore allo scorso anno, si recava nella chiesa dei Cappuccini per assistere alla Messa, celebrata da don Francesco Dolce che nell'omelia ha rievocato la nostra sventura ed esortato tutti a rimanere uniti nel ricordo delle città perdute ed a pregare per gli amici...
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Matterello - Leopoldo Bari 15/12/1984Abbiamo fatto una piccola inchiesta sulla denominazione, in dialetto, del matterello. Le risposte pervenute sono state una quindicina oltre a quelle del prof. Sergio Cella, che ne dava ben tre versioni diverse. Secondo tali risposte è risultato che il matterello si chiamava «Miscula» a .Rovigno, «lasagner e patgliuca .rnatariol a Fola (ma io non me ne ricordo!), «mescola. a Umago, Trieste e Orsera; ancora «valer,. a Trieste e «matarolo. «,vajalo. «velalo> a Lussino; «manganella» a Zara, «maturlo» a Trieste, «rnatariole e «rodolo per sfar la...
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Per ripercorrere tutti i luoghi tanto cari Mi sono ricostruito Pola - Alberto Fontanive 22/12/1984Pensare al passato e vederlo solo con gli occhi della mente non è come pensare al passato avendo davanti agli occhi qualcosa dl concreto, di reale, come può essere una fotografia o un quadro che riproduca fedelmente l'oggetto del nostro pensiero. Nel primo caso le immagini sono viste come attraverso un fitto velo: sono immagini sfocate, immagini con contorni incerti ed evanescenti, come anche incerte sono le dimensioni. Nel secondo caso la percezione delle immagini è diversa e più vicina alla realtà giacché la fotografia è la copia fedele di...
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