PROPOSTA URBANISTICA NEL 1935 PER RIVITALIZZARE A POLA LA ZONA PORTUALE Realizzazione di un Lungomare collegato alla strada romana - foto - Giovanni Maracchi

Didascalia:Pianta della zona di cui veniva proposta la risistemazione con una nuova Stazione ferroviaria e la realizzazione del Lungomare Littorio Sul .Corriere lstriano. del 21 luglio 1935, sotto il titolo a tutta pagina: In tema di discussion sul Piano Regolatore di Pola - Una proposta per la sistemazione della zona ferroviaria e per la realizzazione di un Lungomare dal molo Fiume alla Radio Tivoli - apparve a firma dell'editore e direttore del quotidiano polese, Giovanni Maracchi, questo compendio di uno studio urbanistico per l'area portuale at fine della sua migliore valorizzazione tramite in particolare un raccordo con la strada romana per Trieste. Ci sembra interessante proporre la rilettura di quel testo a testimonianza dell'attenzione dedicata dal giornale alle possibilità di sviluppo della citta. Fra i vari problemi edilizi e stradali che dovranno essere esaminati e risolti dal nuovo piano regolatore della citta, attualmente alto studio, a compreso pure quello di una nuova stazione ferroviaria e della sistemazione di tutta la zona adiacente. Si tratta di una questione importante, che già nell'anteguerra ha formato oggetto di studi particolari, ai quali e inutile richiamarci, in quanta allora il problema si poneva in termini differenti e traeva origine da un criterio di distribuzione del traffico sia ferroviario che portuale; criteria, at quale attualmente viene a man-care la ragione determinante: volume del traffico stesso. Se oggi esiste un problema della stazione ferroviaria, esso trae motivo unicamente da una ragione di decoro e di sistemazione edilizia di un settore della citta, sulla cui importanza noi già da anni abbiamo richiamato su queste colonne l'attenzione dei vari dirigenti del nostro comune. Oggi, che molte delle nostre idee di allora e di quelle esposte successivamente sono state felicemente attuate o sono in via di attuazione - miglioramento dei par-chi, abbattimento del magazzino ex a. u., sistemazione delle arterie che dal centro conducono all'Arena ed at porto - non vi e cittadino che non avverta quale acquisto rappresenti per Pola l'aver avvicinato ed incorporato alla citta un settore, ingiustamente considerato fino a qualche tempo fa come periferico. A furia di restringere e di aggomitolare tutta la vita cittadina intorno al quadrivio di Port'Aurea, Pola aveva infatti finito col perdere quasi la sensazione di essere una città marittima, dimenticando di avere a disposizione un'area che tutto concorreva ad indicare come il magnifico future polmone da cui la citta avrebbe avuto un piu ampio respiro. Oggi, grazie ai bei lavori compiuti, questa sensazione incomincia ad essere generale e phi ancora sera domani, quando sara stata sistemata la via Carducci e sara data inizio alle costruzioni edilizie nella zona compresa fra Largo Oberdan, le vie Carducci, Arena e il viale Carrara, della qua-le pure il nostro giornale ha per prima segnalato l'importanza in rapporto alla elaborazione di un piano regolatore. L'augusta presenza dell'Arena, liberate dalle deturpazioni e fatta centro di una rinnovata attività spirituale, l'ampio sviluppo di parchi, sempre meglio curati, l'allineamento del phi modern° complesso edilizio che abbia la citta, l'azzurra distesa del porto ed infine la convergenza di tutte le provenienze del-le comunicazioni esterne di Pola, marittime, ferroviarie e stradali, sono altrettanti elementi che consigliano di orientare la nostra attenzione verso Ia zona in parola. E questo il vero ingresso della città sia da terra che da mare e niente esclude che posse diventare tale un giorno anche per quanto riguarda le comunicazioni dell'aria: basterebbero peril le due prime, insieme agli altri fattori accennati, a conferire a tale zona un'importanza primaria in confronto a tutte le altre della citta. Ed e appunto in questa cornice che si pone il problema della nuova stazione ferroviaria: la necessità, doe, di completare la sistemazione dell'anfiteatro, compreso entro la visuale dell'Arena, della pineta di Monte Ghiro e del porto con precedenza sul la parte marittima dello stesso, che deve essere considerata come la vera finestra sul mare della nostra citta. Ora, noi non sappiamo se e fino a quale punto le persone incaricate dello studio del nuovo piano regolatore abbiano tenuti presenti i termini del problema, cosi come da noi posti o meglio cosi come essi sono posti dagli elementi già in essere e non modificabili della composizione dell'area in esame. indiscrezioni a noi giunte ci porterebbero a dubitarne. Abbiamo infatti sentito parlare di soluzioni, le quali a parte la possibilità finanziaria della loro realizzazione, porterebbero ad un'inutile complicazione delle linee di quella zona, violentando con un gioco di cavalcavia e di rilevati non sappiamo bene, la sua caratteristica configurazione ad anfiteatro e le sue funzioni di punto di smistamento delle diverse derivazioni stradali che vi hanno capo. Per essere phi espliciti, l'abbozzo di uno dei progetti rifletterebbe lo spostamento della stazione ferroviaria in Piazza del Ponte: soluzione apprezzabile, a condizione per il di spostare anche la linea ferroviaria, facendola provenire, anziché da Tivoli, direttamente da Siana: cosa, questa, impossibile, dato l'eccesso delle pendenze e data la necessità di abbattere la caserma e gli annessi edifici militari, retrostanti a Piazza del Ponte. II progetto invece, del quale abbiamo recentemente sentito parlare, contemplerebbe il prolungamento del tronco ferroviario sul rovescio delle Ville Manz, oltre la piazza del Ponte: soluzione evidentemente artificiosa e inverosimile. Ora, non dimentichiamo una cosa: che la soluzione del problema della stazione ferroviaria rimane in ultima analisi in mano al-la direzione delle Ferrovie, la qua-le sara motto, se, data l'importanza non esagerabile del tronco Trieste-Pola, si indurra un giorno, in un momento di maggiore ottimismo finanziario, a ricostruire la stazione ferroviaria più o me-no .in loco.,col minima spostamento di binari. D'altra parte, se pure una sistemazione di Piazza del Ponte dovrebbe rientrare, in prosieguo di tempo, nella sistemazione edilizia della zona - e il cavalcavia o rilevato risolverebbe il problema nella maniere più radicale: annullando semplicemente M piazza - e certo che, come abbiamo detto, l'importanza della zona, e data soprattutto dal mare, dai parchi e dal l'allineamento degli edifici che si affacciano sull'uno e sugli altri. E qui appunto che la più bella arteria della citta qual a il viale Emanuele Filiberto, ad un data punto va ad accucciarsi strozzata sotto ad un roccione, per andare a sbattere poco più in la addosso ad uno steccato, con a fianco una modesta casina rossa, chiamata stazione ferroviaria. Ma vi sono ancora due altri problemi che non vanno dimenticati: l'opportunita di dare a Pola una passeggiata al mare che le manta e le manchera anche dopo rimessa in assetto la riva - Ia quale è esposta a nord e, data la sua ricostruzione coi lastroni avra piuttosto il carattere di riva commerciale - e la necessità di assicurarne un adeguato raccordo con la citta della futura arteria automobilistica Trieste-Pola. Sono due problemi, questi, che inutilmente finora si e cercato di risolvere; inutilmente, sia perche sempre la soluzione della passeggiata a mare si e voluto connettere ad un ipotetico spostamento della stazione e della linea ferroviaria in direzione di Siana o altrove e sia perche il problema del-la rettifica del tronco nazionale ha sempre oscillate fra la correzione in sede e la sua deviazione verso l'attuale piazza della stazione. Ora le difficolta, a nostro avviso, non si superano altro che affrontando tutti e tre i problemi unitariamente: quello della nuova stazione ferroviaria, quello del lungomare e quello dell'innesto della strada statale. Che Pola abbia necessità di un lungomare, non dovrebbe esservi bisogno di dimostrazioni. Abbiamo gia altre volte rilevato l'assurdo di questa citta la quale, sacrificata in fatto di retroterra terrestre proprio per il fatto di essere quasi da tutte le parti bloccata dal mare, dispone appena di qualche centinaio di metri di riva ed anche questi affacciati più verso la terra che non verso il mare, in quanta la visuale del porto ne risulta interamente sacrificata. Ora si voglia o no, Pola deve considerare come proprio mare prima di tut-to il porto, dal quale e per il qua-le essa e nata e sul quale si affaccia la più superba testimonianza del sue glorioso passato. Tanto meglio se un giorno, oltre che al porto, essa potra disporre pure di una verdeggiante zona balneare sul mare esterno. Ma perche questa speranza possa diventare una sicura promessa, sarebbe tempo di decidersi a provvedere alla condizione prima: all'imboschimento, cioè, dei troppi «Gebel. che ancora distendono la loro squallida nudità sul magnifico arco racchiuso fra Verudella e il forte Mocenigo. giorno in cui Pola avra sfruttato tutto il sue mare, avra anche trasformato quello che finora a state, tranne che agli effetti militari, un elemento negative in un fattore positive di rinascita, ricco delle piu promettenti possibilità. Pur preparando l'avvenire, noi dobbiamo perh pensare alla necessita piu immediata: quella di creare, a portata di mano del nucleo maggiore della popolazione cittadina e in quella parte della citta alla quale si limits prevalentemente la conoscenza dei visita tori e da cui e giudicata la sua amenita e la sua bellezza, e ne e propagata la fama, una zona litoranee che sia veramente completa, con i suoi monumenti, i suoi palazzi e i suoi parchi, le sue piazze e i suoi viali e con quel necessario elemento integratore che è rappresentato da una passeggiata al mare. Ora, questa zona, la pit/ bella che Pola abbia ereditato dall'anteguerra, oggi esiste, anche se in forma, perche male delimitata, incompleta. Le nostre proposte tendono appunto a dare alla stessa una razionale delimitazione e ad assicurarle il completamento net suo settore nord, quello che finora a stato il meno studiato. La soluzione che noi proponiamo e, a nostro avviso, la più semplice,la pid logica e la più rispondente al-lo scopo; in quanto soddisfa cioè, a tutte le esigenze prese in esame e le affronta non più separatamente, ma in maniera unitaria e interdipendente. II problema era di guadagnare, a fianco alla stazione ferroviaria fino all'angolo di Vallelunga, una striscia di terra sufficiente a farne un largo viale a mare, pur senza sacrificare le possibilità di smaltimento del traffico ferroviario, tenendo conto di ogni futura eventualità: due esigenze, giudicate finora difficili a conciliarsi, vista la ristrettezza dell'area occupata dai binari ferroviari. Ora, la chiave della soluzione noi abbiamo creduto di trovarla con un semplice ripiego che non impone eccessivi spostamenti del piano dei binari e che, ad un tempo, risolve il problema di assicurare da quella pane una ragionevole delimitazione architettonica alla zona delle ville e dei parchi. Tale ripiego consiste nel trasformare la stazione ferroviaria in una stazione di testa, avanzando l'edificio fino al limite delle ville ex Miinz, cosi da guadagnarvi un bellissimo piazzale a mare. La stazione di testa sembra infatti che ovvia a Pola, che è citta capolinea. Per tale modo, la stazione viene a disporre di una ampia area per nuovi binari nella zona attualmente occupata dallo scalo merci e dall'edificio della stazione, mentre, con la chiusura del viale Emanuele Filiberto al di la delle ville, viene a guadagnare una strada interna per l'accesso al nuovo scalo merci. Per il collocamento di questo e per la realizzazione d'uno sviluppo di binari sufficienti alla manovra, dovrebbe venir proceduto al parziale scavo dell'informe pendice compresa fra la via Dignano e l'attuale recinto della zona ferroviaria, soprattutto a valle del primo tratto della strada nazionale, la dove il dislivello e più basso. II materiale cosi ricavato dovrebbe venire scaricato al di la della riva antistante, in modo da dare a questo un nuovo allineamento il quale si scosti gradualmente da quello attuale, lino a guadagnare interamente dal mare l'area necessaria alla costruzione di un viale, che, fra sede stradale (8 m.), marciapiede lungomare, aiuola alberata, e margine alberato interno, non dovrebbe avere meno di 16 m di larghezza complessivi. La stazione ferroviaria verrebbe per tal modo a sacrificare una superficie di binari relativamente piccola, che sarebbe ampiamente compensata dalla nuova sistemazione dei binari sullo stesso asse dell'edificio del la stazione, anziché di fianco, come attualmente, nonché dall'escavo a monte. II viale si innesterebbe in tal modo direttamente net piazzale risultante dal nuovo edificio della stazione, dalle ultime ville ex Miinz, le quali ne guadagnerebbero immensamente e dal Parco Principe Umberto, che dovrebbero comprendere pure la superficie occupata oggi da quel paio di modeste casette appartenenti alle FF. SS., in modo da assicurare al nuovo piazzale la visuale dell'Arena e della zona parchi. Ora poiche un proget to può essere una bellissima cosa, ma esso si risolve in una sterile elucubrazione qualora non sia concepito in stretta dipendenza della sua pratica possibilità di attuazione, qualcuno giustamente potrebbe osservarci: sta bene, ma chi sara quello che potra intraprendere quest'opera? II Comune, sempre il Comune? Rispondiamo che Comune dovrebbe indubbiamente accollarsi una parte della spesa, se non altro per assicurare al nuovo viale, mediante la costruzione di ampi marciapiedi, quel carattere di passeggiata cittadina che e nei fini del presente studio. Senonché un altro ente dovrebbe considerarsi chiamato a sostenere il carico principale della nuova opera. Questo ente e l'Azienda Autonoma Statale della Strada. Quello del raccordo della strada romana con Pola rimane da anni infatti un problema sempre alto studio presso l'Azienda della Strada e pur sempre insoluto. Fortunatamente insoluto, aggiungiamo, perché in tal modo vi e oggi la possibilità di affacciarci una soluzione che appare come la sola logica e pienamente soddisfacente. Non e infatti pensabile che la nuova magnifica litoranea istriana faccia il suo ingresso a Pola altro che con il carattere di litoranea: schiudendo doe, al visitatore al termine della sua traversata istriana, la visione del porto di Po-la in tutta la sua suggestiva bellezza. Non si pub pensare ch'essa venga snaturata e deturpata proprio alla meta, facendola entrare nella citta romana attraverso la porta di servizio, con un allineamento di cucine e di altri accessori domestici quale principale scenario, anziche attraverso la porta più nobile e caratteristica della citta. E quindi l'Azienda della Strada quella che dovrebbe provvedere alla costruzione del nuovo tronco litoraneo, mediante una variante la quale lasci del tutto fuori l'attuale pericoloso rilevato al di la del cavalcavia - che potrebbe venire senza danno abbattuto a vantaggio della stazione puntando direttamente per la valletta di Tivoli e proseguendo indi lungo mare fino al nuovo piazzale della stazione. Da qui l'ingresso in citta sarebbe dato sia dal Viale Emanuele Filiberto e dalla via Carducci e sia dalla Riva. Ne si può, dire che la spesa sarebbe eccessiva, in quanto il materiale d'imbonimento sarebbe dato dal lo scarico dello sterro ricavato dall'ampliamento a monte dell'area ferroviaria. L'Azienda non avrebbe che da costruire muro frangi-onde, di facile attuazione data la profondità media di 1 m. di quello specchio d'acqua, nonche di consolidare i1 terreno di riporto, costruendovi la sede stradale e alberandola. II Comune, a sua volta, dovrebbe provvedere a completare l'opera con la sistemazione delle aiuole erbose e la costruzione dei marciapiedi. Non vie chi non avverta quello che Pola ne guadagnerebbe. La cittadinanza polese avrebbe finalmente il suo magnifico Lungomare Littorio, dal quale potrebbe godersi il suo porto, e dare al proprio spirito, angustiato dal soffocamento del centro, la gioia rasserenatrice di un azzurro aperto orrizzonte. Tutta la citta avrebbe il respiro dilatato da una sua maggiore gravitazione verso la zona del mare e dei parchi la quale ne risulterebbe cosi maggiormente va

Dal numero 2784

del 01/05/1993

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