Vallesi con Don Leonardelli - Piero Sanvincenti - foto

foto Anche quest'anno i vallesi hanno celebrato l'I maggio la festa del Beato Giuliano Cesarello, loro compaesano e protettore. Alle 11,30 nella chiesa parrocchiale di Lucente, a Torino una solenne messa celebrata da don Angelo Leonardelli, ultimo parroco di Valle che festeggiava anche il giubileo sacerdotale e, per l'occasione, era assistito dai vallesi p. Gabriele Zanfabro e don Nerino Bercan. Il coro, composto da dignanesi, vallesi, gallesanesi e qualche »polesan» e diretto egregiamente dal m.o Marino Giachin con il prof. Luigi Donorà all'armonium, esegui messa e canti in latino: una cosa commovente per la bellezza e la potenza delle voci e della musica, cosicché m'è sembrato d'esser nei paesi istriani durante la messa granda quando cantori e maestro ce :la mettevano tutta per fare risaltare la solennità del sacrificio. Sono andato anche con il pensiero agli anni della mia partecipazione a quel coro di voci bianche diretto dal grande compositore e maestro chersino che è stato il p. Bernardino Rizzi e all'emozione provata cantando nella Bandiva dei Frari a Venezia stipata di gente. Terminata la funzione con il bacio della reliquia del Beato Giuliano, e dopo il saluto a persone che talvolta non si vedevano da quasi quarant'anni, il gruppo composto da un centinaio di persone, s'incamminò verso il ristorante (gestito da vallesit per uno splendido pranzo, intercalato da canti vallesi-istriani. Mi fu dato l'incarico di fare gli auguri e di rivolgere parole di circostanza al nostro caro don Leonardelli; però ebbi un attimo di emozione (cosa che non mi è successa e non succede tanto spesso) pensando agli anni belli passati in parrocchia giocando a carte, par-landa di sport e sentendo la radio; ma tutto passò e le parole non mancarono anche per la mia gente con la quale ho condiviso e condivido gioie e dolo ri, specialmente in quella Valle dove tutto era familiare, dove le porte erano sempre aperte a tutti e il forestiero che chiedeva un bicchiere d'acqua si vedeva offrire «un noto de quel bon.. Per un complesso di cause, pur vivendo da anni a Torino mamma, fratelli e sorelle, non avevo avuta finora l'occasione di trovarmi maggio con i vallesi; però, avendovi partecipato quest'anno ed essendo rimasto entusiasta, ho promesso che non potrò mancare per il prossimo anno. Dio volendo, percht: ho capito che certi valori paesani debbono essere sempre più curati. Chiudo, ringraziando soprattutto gli amici Donato Drandi e Giuseppe Mese-razzo per la riuscita del ritroso Piero Sanvincenti

Dal numero 2344

del 09/06/1984

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