A 172 metri, in cima al colle che sovrasta la ridente Muggia, già Borgo del Lauro, s' erge la "piccola chiesola, cara, umile, antica come il nome" - annota il poeta Ermanno Crevatin, sola lassù a ripensare, forse, al suo bel tempo antico, quand'era il cuore d'una cittadella, Monticula o Castrum Muglae. Nel lontano passato preistorico fu un castelliere; quindi un modesto centro romano; poi fu un comune medioevale che conobbe, già nell'820, una feroce scorreria degli slavi piombati a massacrare ed a rubare. Via via si snoda, nel tempo, la storia di quest'altra borgata che, per il trasferirsi di gran parte dei suoi abitanti, onde occuparsi nell'industria del sale e , della pesca, in riva al mare, entro il porto naturale dell'attuale Maggio, va sempre più decadendo. Si giunge così al tempo della cruenta lotta fra le due massime Repubbliche marinate d'Italia e Maggio Vecchia, alleata di Venezia, subirà la terribile vendetta delle armi genovesi. I Genovesi, comandati dall'ammiraglio Paganino Doria, irruppero nel 1354 — dopo analogo assalto ad altre cittadine venete. di cui ancora diremo in seguito. —a Muggia Vecchia, ne saccheggiarono le case e poi vi appiccarono il fuoco distruggendole tutte, fuorchè la basilichetta. Canta il poeta Luigi Miotto (nel n. 7/8 de < La Porta Orientale >) l'immune rovina, quando a contrasto dei canti soldateschi, ebbri di gioia, rapina e lussuria, che e O sopra ogni voce - il crepitar del legno, - improvvisi silenzi - per l'esitare di un tetto, - d'un tratto di muraglia - che ingrandisce, - che poi crolla - con un urlo di pietre.
Sul posto solo «una femmina che era restata per custodire la chiesa ed essi, i Genovesi, l'hanno immurata viva», entro la chiesa stessa.
Questa la tragica ventura di sei secoli or sono, quando il mondo sapeva esser j feroce al pari dei nostri giorni; ma lassù, dopo un esodo recente per sfuggire ad altra più raffinata barbarie, «Ora tutto... tace» ed «il colle non ha - che fresco un piccolo santuario» ove, ogni anno, sale in devoto pellegrinaggio il popolo credente, a dimostrare alla Madonna Assunta il suo riverente omaggio. Frate Felice