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Come sempre ve trovo
gente mia
con l'aria alegra
in boma armonia.
Seme tutti
un po' più stanchi
coi cavei sempre più bianchi con dentro al peto un cuor che ga tanto pena de dolor per dover tassar el casolar. Da quel giorno tanto lontan se spera ancora de tornar. Cambiada se la gente,
cambiada xe la lingua; forestieri i ne ciama in patria nostra.
Orfani seme
ma rivedendo la nostra terra dove sento nati
ricorderemo i laghi tanto amati.
Con i oci bagnadi de pianto se sbassemo per basar quela terra e con un
fil de cose intonemo el nostro canto.
Un giorno di primavera ritornai al mio paese; l'aria era fresca, boreale; il cielo terso con tanto azzurro; ricordai le mie tante primavere passate; 'in età non più verde, volli rivedere ancora quei luoghi tanto cali che mi videro bambina, e poi ancora giovane allegra e spensierata. Cercai un ricordo del mio paese, e lo trovai fra le rocce del mare di Polo, dove la terra è bagnata non soltanto dalla salsedine, ma anche dal sudore d'un duro lavoro. Era quello che tanto sognavo: una roccia, una piccola roccia concava, dai fori spugnosi, in cui si annidavano frutti di mare, e diventata biancastra e arsa, senza perdere la sua forma di insenatura marina. La guardo mentre bagno i fiori, e penso al mio paese tanto bello e tanto lontano, alla mia Rovigno.
Concetta Ive Veggian