Dal mensile ,,Zara,, pubblicarci ad Ancona riprendiamo questa nota per informazione degli odierni nostri pescatori e navigatori in Adriatico.
Da una lettera.-Finalmente sei stato alle Incoronate. Ne ho gioito per te. Dici che sei rimasto uno dei pochi a non averle viste, il che non è vero. Troppi zaratini non sono — nei secoli — usciti "ex tra moenia" e da qui è sorta la mentalità distorta e l'ignorare di che madre terra sono i figli. Tullio Covacev aveva ben scritto tempo fa su tale argomento; anche il Bettiza ha in parte ragione su una certa "alterigia" degli zaratini. Se pensi che lo sono stato per la prima volta alle Incoronate. nel 1938 e cosa poteva essere allora 'l'andare per mare e per isole in Dalmazia, capirai ancora più perché comprendo il tuo "senso di pace e felicità" e il tuo "sentirti figlio" di questa terra.. A Zdrelaz a quei tempi .non c'era il ponte, ma non c'era neanche il canale segnato con le attuali rive: bisognava mettere il motore a tutta forza: c'era solo un metro e mezzo di fondale e dovevi tirar dritto. nonostante la corrente, tenendo l'allineamento a poppa con le briccole pitturate a striche bianche e nere: se sgarrasi finivi in secca! Ma prima si pernottava all'ancora nella baia. Arrivava la pilotina jugoslava che con la scusa dei passaporti portava a bordo i doganieri, in saloni. (non «tinello...!) «a scroccar el caffè espresso e el bicerin». E ad insegnarci posti segreti per pescare a colpo sicuro. Ma anche per la ciacolada po domaciu». «a la bone»: cittadini curativi con iiscoiani» della S.HS.. All'alba. anzi aurora, si ripartiva per esser presto alla bocca di Tajer (mentre Zdrelaz divide Uglian da Pasman, prendi nota!) passando per lo stretto di Proversa Grande all'isola Catena (ora Katina!) con m. 2,5 di profondità e l'unta corrente. Lì spesso si dava una mano, anzi una corda. alle brauere dei pescatori di sardelle di Sale che altrimenti, a vela e a remi, avrebbero faticato ed impiegato più tempo. Cosi ci si procurava l'esca fresca per pescare da fermo a fondo (alberi. 2 kg.!). Allora pesce ce n'era e ad ogni giro di isola o scoglio erano, a penale, destai da 3 kg.! Che foghere a carbon, aio e pena de dindio per onzerh... Nella traversata del Canale di Mezzo (tra Pasman e Tajer, prendi nata) più di una volta si vide la grande pinna del pescecane che faceva._ onde e paura a noi muli, freschi della lettura di Pinocchio. Sulla sinistra si lasciavano (le hai viste?) le isole di Corba grande e Curba piccola.... Cosi proprio anche sulle carte nautiche (le migliori) austrungariche. Il lago di Tajer (è salmastro) l'hai visto. Ma Io smilj? L'hai sentito il profumo dell'elicrisio che cresce sul mare? E il vento teso che viene direttamente dal mare, anzi dall'orizzonte, continuo e che ti parla, ti parla di fianco alle orecchie mentre te lo senti davanti sul viso che ti tocca, ti accarezza, non caldo appiccicoso. non gelido sferzante; dolce_ L'hai sentito lassù sulle rocce a strapiombo (80 m. di fondale!)? E quando al ritorno hai fatto il pisolin (mai penichella»!) in coperta. col .rumore del motore che ti sembrava pian pianino musica: cosa pensavi? Contavi pecorelle? No, pensavi di esser un albero. o un pesce o un grebano in riva al mare o un cacai veleggiante sul refolo senza batter le ali. Una creatura della tua terra madre, immersa in quell'estasi felice. Ecco perché... ti te ga indormenzado col sorisetto sui labbri e non hai sentito più nessun rumore. Neanche el Sbregagnochi che .probabilmente diseva, el sogna qualcosa de belo.
Sergio Brcic