Il sorriso di Vilma
Il liceo classico di Pola usava organizzare in primavera, nel periodo delle vacanze di Pasqua, una gita scolastica nelle città più notevoli della Penisola quali Roma, Napoli, Milano, ecc. ed io ebbi la fortuna di partecipare a tutte e tre della mia vita di liceale senza sborsare una lira, grazie al buon profitto e alla generosità della cassa scolastica. Nel 1933 (frequentavo allora la seconda liceo) fu scelta come meta Napoli, con programma intensissimo che prevedeva, oltre ai soliti giri per i musei e le chiese più ricche d'arte, un giro per il golfo di Napoli sul cacciatorpediniere Missori (proprio quello che aveva causato l'affondamento del sottomarino F14 non lontano da Polo nel 1927), messo a nostra disposizione (i .redenti.!) per interessamento di Umberto di Savoia, allora principe di Piemonte. Nella folta schiera dei compagni di gita <tralascio i professori che ci guidavano e il veneto preside Sisoft i, che in gita diventava simpaticissimo) spiccava ai miei occhi la travolgente vivacità, vera gioia di vivere, di una ragazza della prima liceo, Vilma (allora il suo cognome era Ladovaz), che incurante della mia timidezza (se dentro la scuola ero qualcuno, fuori ero poco più che un salame), mi trascinava nel gruppo prendendomi per mano, sempre sorridente e spigliata. La cosa rimase lì, ma lasciò dentro di me, unito al ricordo di quella meravigliosa settimana, un senso di gratitudine per il bene che mi aveva fatto, facendomi sentir importante alla stregua degli altri. Ancora un anno, in ad ci limitammo a scambiarci un semplice «ciao, e poi non la rividi più. Seppi in seguito ch'era andata sposa felice al più bel giovane, com'era fama generale, di Pala e, giorni fa, la ferale notizia che mi ha turbato e che ha sconvolto i familiari, ai quali "rivolgo le mie condoglianze. [Pompeo Vitturi]
Il 24 febbraio 1986 ricorre il decimo anniversario della scomparsa di
PIERINA PAUSICH IN OPASSICH - foto
La ricordano il figlio Mario, la figlia Bruna e i parenti tutti.
MARIA GOBBO GHERBETZ
Il 18 gennaio è mancata prematuramente la signora Maria Gobbo Gherbetz. Era nata a Pi-sino da Franco Gherbetz e da Anna Dejak. Finita la guerra aveva dovuto lasciare la bella cittadina centro commerciale tra i più importanti dell'Istria; sua famiglia, duramente colpita ,per la morte dello zio Lino Gherbetti ucciso dagli slavi il 19.9.1943, si trasferì a Monfalcone. Maria si laureò a Padova in farmacia. Nel 1957 sposò l'albonese ing. Giulio Gobbo, dirigente industriale a Padova. Dal matrimonio sono nate le due figlie Antonella e Franca. La signora Maria si dedicò all'insegnamento di matematica e scienze nella scuola media. Non si accorse quasi della gravità della malattia che l'aveva colpita; la rapidità del male le risparmiò sofferenze maggiori. Al funerale ha partecipato una gran folla commossa: parenti, amici, allievi, conoscenti, tutte persone che ben sapevano la sua bontà, la sua disponibilità, il suo amore e la sua dedizione al lavoro e alla famiglia. Al dolore della mamma signora Anna, del marito Giulio e delle figlie Antonella e Franca, partecipano la Società Operaia di Albona e il nostro giornale