foto Didascalia:Andrea Favretto pilota nella Pattuglia acrobatica Cesena, 3 giugno 1980 ore 20. Andrea, caro fratello nostro, a quell'ora si spegneva il Tuo dolce sorriso. Finiva così la dura lotta da Te combattuta con tenacia e con fede contro il male; finivano così le speranze della Tua sposa, dei Tuoi figlioli, di tutti noi. La morte, che altre volte e in altro modo aveva giocato con la Tua vita, quella sera ha voluto la sua vittoria contro la Tua disperata voglia di vivere. Tu, :che avevi amato la luce, il sole, gli spazi, chiudevi gli occhi in un letto di ospedale. Qualche ora prima un debole sorriso, l'ultimo, illuminava il Tuo volto: lo sguardo alla finestra, il dito alzato, ci dicevano che anche Tu avevi sentito il sibilo di un aviogetto che sembrava volerTi portare il saluto di quel cielo azzurro che Ti aveva visto felice, ardimentoso pilota. Con quel gesto testimoniavi ancora la Tua immensa passione per il volo che avevi coltivata fin dalla fanciullezza e che più tardi riuscivi a realizzare con non pochi sacrifici. Siamo fieri di Te: con il Tuo impegno, con la tua perizia hai onorato la nostra Aeronautica, la nostra bandiera, hai portato i colori d'Italia anche in altri paesi facendo parte della Pattuglia Acrobatica Nazionale. Un anno è passato: noi, che tanto avevamo trepidato con Mamma e Papà per la Tua vita di quotidiano pericolo cui Ti esponeva quella carriera da Te scelta con tanto entusiasmo e con tanta passione, non possiamo rassegnarci alla Tua ingiusta fine e ci chiediamo, sgomenti, il perché di tante Tue sofferenze. Forse perché il soffrire è dei buoni? e Tu buono lo eri, come eri leale e giusto. Noi tutto di Te rievochiamo: l'esuberanza, le battute scherzose, quella carica di simpatia che tanti amici Ti ha ovunque procurato. Sei con noi quando, nei ritorni nella nostra indimenticabile Pola, passiamo davanti all'Arena o davanti al Ginnasio «Carducci» che Ti ha visto spensierato studente, oppure ai «Giardini» e ancora sulle nostre splendide spiagge. Ricordi, Andrea, i pazzi nostri giochi al mare: a Calcich, a Medolino? Tu ora vivi il mistero immenso, che anche noi un giorno vivremo, in una luce che tutto invade e tutto penetra. Sei con Mamma e Papà: Mamma Ti è venuta incontro, Ti ha preso per mano a guidarTi in quegli orizzonti senza fine; Papà nostro Ti ha raggiunto dopo soli sei mesi, consumato dal dolore per averTi perduto. Di Lui, con commozione, ricordiamo le accorate parole: «Ho perso un fiore del mio giardino». Tu continuerai a vivere nei nostri cuori sostenuti dalla speranza che il Tuo spirito ci sia vicino sempre, ad aiutarci, a guidarci con il Tuo Amore, la Tua Fede, mentre Tu salirai sempre più in alto, Andrea ... sempre più in alto! Nella e Remigio